Le ragioni del pugile dei gilet gialli e il suo appello per continuare la lotta

Per alcuni è un bravo citoyen, per altri è un “eroe senza macchia e senza paura”. Si chiama Christophe Dettinger ed è l’ex pugile che, stanco della repressione, ha affrontato a mani nude la polizia antisommossa durante una manifestazione dei gilet gialli.

Il tutto è accaduto a Parigi sabato 5, durante l’ottava mobilitazione convocata dai gilet gialli in tutta la Francia. Il suo gesto è stato ripreso dai manifestanti stessi e in breve tempo ha fatto il giro del mondo, facendo di Dettinger un eroe del movimento, e non solo. L’odio per gli apparati repressivi non conosce confini, e anche in Italia sono tanti ad aver provato simpatia per Dettinger, dall’operaio manganellato durante un picchetto alla partita Iva frustrata per una multa.

A non apprezzare è stata la polizia, per la quale Dettinger è immediatamente diventato il gilet giallo più ricercato di Francia. Il boxeur si è costituito lunedì scorso, ma prima di farlo ha registrato un messaggio diretto a tutto il movimento dei gilet gialli. L’obiettivo del video era rispondere alle varie calunnie che i media non avevano perso tempo a lanciare, per i quali non si tratterebbe di un gilet giallo ma di un provocatore o addirittura di un militante dell’estrema destra.

Nel video, Dettinger spiega di aver partecipato sin dall’inizio a tutte le mobilitazioni convocate dai gilet gialli. Poi aggiunge: “Non sono di estrema sinistra, non sono di estrema destra, sono un normale cittadino”. “Ho visto la repressione che c’è stata, ho visto la polizia lanciarci i lacrimogeni, ho visto la gente ferita dalle flashball[1] sparate dalla polizia, ho visto lanciare lacrimogeni contro dei pensionati”. È per questo che, di fronte al livello di violenza della polizia, ha deciso di rispondere: “Quel giorno ci tirarono i lacrimogeni, hanno spruzzato lo spray al peperoncino addosso a me, un mio amico e alla mia ragazza. A quel punto ho reagito male, ma mi stavo difendendo”. E conclude: “Sono con voi… dobbiamo andare avanti pacificamente, ma dobbiamo continuare la nostra lotta”.


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Quel giorno, sul ponte Léopold Senghor, quando le forze della polizia hanno bloccato l’avanzata dei manifestanti, c’era anche Gwénaëlle. Ha raccontato la violenza subita per mano di un poliziotto: “Mi colpiva con lo sfollagente sulla bocca e sui denti, mi prendeva a calci nelle costole. Dettinger mi ha salvato la vita.”

Non è la sola a parlare in questi termini. Anche Brigitte era presente alla manifestazione: “Quel pugile e i gilet gialli mi hanno protetta. E lo Stato arresta loro al posto dell’antisommossa?”

In solidarietà a Dettinger è partita una raccolta fondi online che in poco tempo ha visto il sostegno di quasi 8 mila persone, per un totale di oltre 120 mila euro. Il sito di crowdfunding su cui si appoggiava tale raccolta fondi è stato costretto a chiuderla in seguito a pressioni da parte del governo. Marlène Schiappa, ministro del governo, è stata la prima ad intraprendere una crociata contro questo atto di solidarietà, chiedendo la pubblicazione di quanti hanno contribuito. Di tutta risposta, è stata aperta un’altra raccolta fondi simbolica, proprio “affinché venga chiusa da Sciappa”.

Un’altra raccolta fondi, questa volta per le forze dell’ordine “vittime” di Dettinger, ha ottenuto l’appoggio di poliziotti e donatori decisamente benestanti come Xavier Niel, co-proprietario di Le Monde e uomo di Macron. In questo momento sono stati raccolti oltre un milione di euro. Ma il sospetto degli internauti è che si tratti di una raccolta truccata. Ad esempio, dalle due alle sei del mattino di giovedì, sarebbero stati donati più di 200 mila euro. Che i poliziotti abbiano attratto la solidarietà di un’associazione di malati di insonnia?


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Le immagini che hanno umiliato la polizia riflettono la condizione di “bonapartismo debole” del macronismo: come l’equipaggiamento degno di Robocop dei poliziotti antisommossa non è riuscito a fermare la collera di Christophe Dettinger, così Macron adotta un’immagine di onnipotenza che, paradossalmente, corrisponde a una crisi organica del capitalismo francese. Lo Stato francese è in una profonda crisi di autorità, con una borghesia incapace di esprimere dirigenti adeguati e di essere considerata come punto di riferimento da parte degli altri strati sociali.

 

Gabriele Bertoncelli
Filippo Bonarroti

Note

1: I flashball sono fucili, teoricamente non-letali, in dotazione alle forze di polizia francesi e portoghesi. Solitamente vengono impiegate per sparare proiettili di gomma da 44mm, che hanno un potenziale d’arresto (forza d’urto) pari a quello di una pistola calibro .38. Ci sono vari casi di ferimento grave agli occhi ed è presente un caso di morte per arresto cardiaco.

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