Il governo di Xi Jinping continua a reprimere studenti e operai

In seguito ad una protesta studentesca dello scorso 28 dicembre 2018 da parte di alcuni studenti universitari contro docenti e guardie di sicurezza, il governo di Pechino ha risposto alzando il livello di repressione contro chi svolge attività politica non autorizzata. La protesta, durata quasi due ore prima di essere dissolta con la violenza e scatenatasi sotto lo slogan “ridateci la nostra società marxista, resistete alla violenza nel campus” ha interessato una delle più prestigiose università della Cina nella contea di Yuanyang frequentata da studenti appartenenti l’élite che si definiscono definirsi marxisti maoisti.

Proteste come questa, che si collocano sulla scia della famosa protesta di piazza Tienanmen del 1989, sono diventate ormai abbastanza frequenti in Cina. Solo il mese scorso è stato arrestato un giovane neolaureato dell’università di Pechino e lo scorso luglio anche alcuni attivisti che hanno protestato per i diritti dei lavoratori nello stabilimento Jasic Technology a Shenzhen. In totale sono circa una quindicina i neolaureati in detenzione arrestati durante l’estate. Sono segni evidenti dell’emergere di una nuova classe operaia e di sfruttati n una società, quella cinese, che perlomeno nelle forme si richiama ancora alla tradizione marxista. Ma per comprendere ancora meglio la complessa realtà cinese è bene fare qualche passo indietro.

A partire dal 1997 il PCC (Partito Comunista Cinese), con la morte di Deng Xiaoping, ha visto un’accelerazione del processo di restaurazione del capitalismo – già avviata negli 80 con la liquidazione delle comuni maoiste e l’introduzione del mercato libero in agricoltura – tramite la privatizzazione delle SOE (State Owned Enterprise, aziende di proprietà statale). Nel 2001 inoltre, con l’entrata del paese nella World Trade Organization, la Cina è diventata una delle più importanti potenze industriali al mondo; grazie, tuttavia, al supersfruttamento della classe operaia locale.

Mutamenti di non poco conto, quindi, che hanno sconvolto totalmente la società cinese dando vita ad un nuovo scenario industriale con l’affermarsi di grandi centri produttivi come Chongqing e Shenzen, ma anche finanziari (Hong Kong e Shangai), e al risvegliarsi, di conseguenza, di una nuova classe operaia combattiva.

È anche l’arroccamento di questi su posizioni conservatrici ad aver spinto qualcuno ad usare la figura di Mao in funzione di opposizione agli attuali poteri. Qiu Zhanxuan, lo studente di Pechino, è stato arrestato proprio per aver cercato di organizzare una festa in onore del 125° anniversario della nascita di Mao Tse-Tung.

Tuttavia, al netto delle critiche politiche e storiche che possiamo fare al maoismo, non dobbiamo fare l’errore di non scorgere una linfa positiva nei nuovi fermenti e nel fatto che in giovani attivi politicamente sia comunque forte il richiamo al marxismo, per quanto filtrato dal maoismo. Questo è ancor più vero se teniamo conto del fatto che lo stalinismo ha impedito in Cina il nascere di una tradizione trotskista e, in generale, un confronto diretto con le esperienze politiche maturate in Europa nel corso del Novecento.

Qiu Zhanxuan, lo studente di Pechino, è stato infatti arrestato proprio per aver cercato di organizzare una festa in onore del 125° anniversario della nascita di Mao Tse-Tung.

È ancora presto per affermare con precisione da quale scenario politico sarà dominata la Cina nei prossimi anni, ma sicuramente se i marxisti non sapranno cogliere le potenzialità di questo nuovo soggetto politico, il proletariato industriale, non si esclude che ne potrebbe approfittare anche il conservatorismo autoritario. Del resto, con il nuovo rimpasto di governo, la Cina è entrata in una nuova fase storica più dinamica e multiforme. Una fase che come marxisti riteniamo sia importante analizzare e tenere sotto controllo in ogni suo sviluppo e in ogni sua dinamica combattiva per poter trarne un valido insegnamento pratico e al tempo stesso rivendicare la necessità di un’alternativa politica rivoluzionaria, e non maoista, contro il governo repressivo di Xi Jinping e contro tutti gli altri partiti borghesi.

 

 

Azimuth

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