Inquinamento, sfruttamento, oppressione hanno la stessa radice: il capitalismo!

Dichiarazione della FIR in occasione del Global Strike for Future indetto da Greta Thunberg e dal movimento studentesco di decine di paesi in tutti i continenti: una giornata di sciopero studentesco mondiale contro l’inquinamento e per la salvaguardia dell’ambiente e del nostro pianeta.


L’aumento drastico e costante della temperatura che si è verificato a partire dallo scorso secolo è un dato verificabile nelle rilevazioni di diversi osservatori ed enti internazionali (come l’osservatorio di Mauna Loa e il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico). Se è vero che la temperatura del nostro pianeta ha subito significative oscillazioni negli ultimi 2000 anni, è tuttavia difficile negare che il rapido riscaldamento registrato nell’ultimo secolo è andato di pari passo all’aumento dell’emissione di anidride carbonica (Co2) e metano nell’atmosfera.

Le conseguenze di questo processo, anche se difficili da prevedere precisamente per i prossimi decenni, sono preoccupanti. Si va dall’innalzamento del livello dei mari (già 15 cm dal 1870 secondo la NASA) all’aumento per numero e intensità di alluvioni, cicloni, ondate di caldo e siccità e di gelo.

Non ci sono dubbi, al di là della marea di fake-news negazioniste, che di questo passo la Terra potrà sopravvivere, ma l’uomo va verso la distruzione del suo stesso ecosistema.

È chiaro che il nostro stile di vita ha il suo peso. Nella nostra società non è praticamente possibile vivere senza inquinare in modo significativo, il che ci impone la prospettiva di uno stile di vita sostenibile a livello globale, che riduca al massimo il nostro impatto ambientale. È vero però che il diffondersi della cultura ecologica, di gruppi di pressione verso governi e istituzioni e di campagne di boicottaggio contro le multinazionali che distruggono maggiormente l’ambiente (McDonald’s, H&M e tante altre), per quanto sia un segnale positivo, non ottiene neanche lontanamente un cambiamento soddisfacente, e si scontra con lo scoglio insormontabile del controllo politico e dei finanziamenti diretti ai partiti delle democrazie occidentali, e non solo, da parte dei grandi padroni industriali e finanziari: gli stessi grandi responsabili dell’inquinamento! Proprio per questo,

è controproducente isolare il tema dell’ecologia dall’economia e dalla politica: una multinazionale potrà cedere, una tantum, ad una campagna ambientalista riducendo ad esempio l’emissione di Co2, ma la perdita di profitto è compensata da altre devastazioni ambientali e sociali, a partire da uno sfruttamento più intenso e dal licenziamento di lavoratori.

Lavoratori che, ovviamente, sono coloro che risentiranno maggiormente dell’inquinamento stesso, disponendo di meno risorse per condurre uno stile di vita più sano e curare la propria salute. Proprio per questo,

nessun comportamento individuale o di gruppi “all’avanguardia” risulta una vera minaccia per il sistema sfruttatore e inquinante nel suo complesso: il capitalismo rimane insostenibile, umanamente ed ecologicamente.

Se una lotta ambientalista vuole realmente incidere, essa non deve cercare un improbabile dialogo con la classe che sfrutta e inquina né coi suoi rappresentanti politici, ma allacciarsi alla lotta di classe, basarsi sulla forza della classe lavoratrice e di tutti gli oppressi suoi alleati, per un’unica lotta politica contro il capitalismo e per una società ecologica e sostenibile: una società che può ancora vedere la luce, prima che sopravvenga una catastrofe irreparabile, togliendo le leve dell’economia di mano a pochi sfruttatori guidati dal profitto, e mettendole sotto il controllo dei molti sfruttati, guidati dal desiderio di pace e armonia fra se stessi e con l’ambiente intorno a sé.

Salvare la Terra è possibile: basta gettare il capitalismo nella pattumiera della storia!

Frazione Internazionalista Rivoluzionaria

Lascia un commento

Please enter your name.
Please enter comment.

1 2 3 4 5