Chi siamo

La Voce delle Lotte è il giornale online della Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR), sezione italiana della Corrente Rivoluzione Permanente — Quarta Internazionale.

Scriviamo di attualità politica, economica, sociale e culturale, in Italia e nel mondo, dalla parte della classe lavoratrice, dei giovani, delle donne, delle persone LGBTQ+, delle persone migranti e di tuttə lə sfruttatə e lə oppressə.

La Voce delle Lotte è un ‘organizzatore collettivo’ che nasce e si forma nelle piazze, nelle mobilitazioni, nei dibattiti politici. Il nostro scopo è dare voce alle lotte, dai luoghi di lavoro e di studio, dalle assemblee e dai picchetti, e chi scrive sono lavoratori e lavoratrici, studentə, precari e precarie. Il nostro orizzonte è quello di un’organizzazione rivoluzionaria, indipendente tanto dai partiti del capitale quanto da chi propone scorciatoie (neo)riformiste per un sistema che non si può riformare

Al giornale si affianca Egemonia, la nostra rivista di politica, cultura e teoria, pubblicata liberamente, online e in formato cartaceo, dedicata a recensioni, analisi e materiali di approfondimento per la strategia ed il dibattito.

Da che parte stiamo

Dalla parte di chi sciopera, di chi occupa, di chi scende in piazza. Crediamo nella centralità della classe lavoratrice come soggetto per la trasformazione sociale e ne difendiamo l’indipendenza politica da ogni padrone, governo capitalista e burocrazia sindacale. Ci opponiamo al riarmo, alla militarizzazione e alle politiche di guerra di NATO e Unione Europea.

Sosteniamo la resistenza del popolo palestinese per la liberazione dal colonialismo sionista e siamo al finaco dei popoli oppressi. Combattiamo il patriarcato, il razzismo, la repressione, dal DDL Sicurezza alla legge antisciopero 146, a ogni legge che colpisce chi si organizza e criminalizza chi migra.

Ci opponiamo all’estrema destra ma non riteniamo che il “male minore” del centrosinistra sia un’alternativa praticabile: PD e alleati, quando governano, non riescono a rompere con le stesse politiche neoliberali, militariste e securitarie che preparano l’ascesa delle forze reazionarie. Sostenerli sperando in qualche piccola concessione significa rinunciare in partenza alla forza con cui solo la classe lavoratrice può imporre vere trasformazioni. Ma crediamo anche che per essere all’altezza di queste sfide serva una prospettiva più ampia.

Socialismo rivoluzionario e anti-stalinismo

Siamo per una società ove lavoratori e comunità decidano collettivamente, democraticamente e in base ai loro bisogni cosa, quanto e come produrre.

Con lo sviluppo tecnologico oggi raggiunto, l’unico ostacolo posto a questa possibilità storica è il controllo dei mezzi di produzione, del potere finanziario e di quello politico da parte di una minoranza sfruttatrice.

Questa minoranza non cederà i propri privilegi e il proprio potere ‘democraticamente’. Davanti alle tendenze alla crisi tipiche del capitalismo, la classe sfruttatrice non è inoltre disposta ad accettare riforme sostanziali verso un modello di sviluppo più equo, poiché può rispondere aumentando lo sfruttamento e con la guerra. Per questo rivendichiamo la tradizione del socialismo rivoluzionario — del comunismo — di Marx, Engels, Lenin e Trotsky, ma anche Luxemburg e Gramsci. Di contro, pensiamo che lo stalinismo e le sue varianti siano state un tradimento storico di questa esperienza: il crollo del ‘socialismo reale’ ha dimostrato che il socialismo è pensabile solo nel solco della massima democrazia per i lavoratori e come progetto internazionale, non come statalismo autoritario.

Transfemminismo socialista

A differenza di una certa tradizione marxista, non consideriamo la questione di genere un tema secondario, destinato a risolversi automaticamente con il superamento del capitalismo. Pensiamo invece che vi sia un rapporto organico tra patriarcato e sfruttamento capitalistico. 

Per questo riteniamo che lottare contro l’oppressione di genere sia uno dei pilastri su cui costruire un movimento rivoluzionario. Le donne e la comunità LGBTQ+ sono parte integrante della classe lavoratrice e ne rappresentano spesso i settori più sfruttati e oppressi: relegate nei lavori di cura sottopagati, schiacciate dal doppio carico del lavoro salariato e di quello domestico, colpite da violenza e discriminazioni. Proprio per questo possono e devono essere un’avanguardia della lotta di classe.

Da questa convinzione nasce la nostra scelta di essere parte di Pan y Rosas, corrente femminista socialista internazionale presente in numerosi paesi d’Europa e delle Americhe, che in Italia prende il nome de Il Pane e le Rose.

Ecosocialismo

Non crediamo che il capitalismo possa essere reso “sostenibile”: è il suo meccanismo di funzionamento stesso a devastare l’ambiente. Per questo non parliamo di transizione ecologica ma di ecosocialismo, in rottura con un modello produttivo che antepone il profitto di pochi all’equilibrio con la natura, una società in cui la produzione sia pianificata democraticamente in funzione dei bisogni collettivi e dei limiti del pianeta, non dell’accumulazione per pochi.

All’interno del dibattito ecosocialista siamo convinti che le idee marxiste e rivoluzionarie non siano reliquie del passato, ma strumenti attuali per comprendere il presente e formare una nuova generazione militante pronta a trasformarlo. Pensiamo che le lotte e l’organizzazione indipendente della classe lavoratrice siano centrali per dirigere un’alleanza più ampia di settori sociali, per porre fine alla devastazione ecologica ed al capitalismo.

Internazionalismo, anti-imperialismo e anti-razzismo

Con la ‘produzione globale’, la classe lavoratrice è sempre più internazionale, ma al contempo divisa dalle strategie delle multinazionali e degli stati, tra cui protezionismo e militarismo, così come dallo sviluppo ineguale e dal razzismo imposti dall’imperialismo. Per questo siamo per l’unità della classe lavoratrice e delle lotte a livello internazionale, contro opzioni ‘campiste’ — tanto pro-blocco occidentale quanto multipolariste — che subordinano la lotta di classe alla geopolitica. Una vera unità della classe lavoratrice internazionale non può però che passare dalla lotta al razzismo di stato e per la fine delle restrizioni alle migrazioni internazionali; dal sostegno al diritto di autodifesa e autodeterminazione delle nazioni oppresse dall’imperialismo e dal colonialismo, nella prospettiva di rafforzare la lotta per il rovesciamento del capitalismo e senza dare appoggio politico a forze e regimi reazionari.

In questo quadro, caliamo il nostro internazionalismo nel lavoro militante. Facciamo parte della Rete Internazionale La Izquierda Diario, il primo network per diffusione di giornali online della sinistra anticapitalista a livello mondiale. Lanciata nel 2014, la rete è oggi presente in 15 paesi e in 8 lingue, animata dalle organizzazioni della Corrente Rivoluzione Permanente — Quarta Internazionale in America Latina, Europa e Stati Uniti.

Questo ci permette di avere una collaborazione quotidiana con le redazioni e con i militanti dall’Argentina alla Francia, dal Messico alla Germania, dallo Stato spagnolo al Brasile. Perché le lotte non si fermano ai confini nazionali: chi sciopera a Buenos Aires, chi manifesta a Parigi, chi si organizza a Città del Messico affronta lo stesso sistema e spesso gli stessi nemici. Raccontare queste esperienze e metterle in connessione è parte integrante di ciò che facciamo.

Partecipa

La Voce delle Lotte non ha padroni, non riceve fondi statali, non ha fini di lucro. Vive dello sforzo collettivo di chi partecipa. Le nostre pagine sono aperte: se vuoi contribuire con articoli, foto, video, segnalare una vertenza, raccontare le condizioni nel tuo posto di lavoro o nella tua università, o entrare in contatto con la nostra organizzazione, scrivici. Un giornale di chi lotta: scrivi, diffondi, organizzati con noi.

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