Ex-ILVA Taranto: solo la classe lavoratrice può fermare la devastazione ambientale
Quest’estate la magistratura ha sancito che entro fine ottobre l’ex-ILVA di Taranto deve chiudere, a causa del suo impatto ambientale. La decisione ha riaperto una vertenza lunga un decennio e mezzo, nonché la diatriba tra settori della cittadinanza che vedono favorevolmente la chiusura della fabbrica e i sindacati che rivendicano la continuità produttiva. L’articolo interviene in questo dibattito, la cui portata va oltre Taranto e rimanda alla necessità di superare la dicotomia ambiente-lavoro. In tal senso, si prova a mettere in discussione tanto le posizioni dei comitati cittadini, quanto quelle delle dirigenze sindacali. Esse hanno infatti un punto in comune: l’assenza del conflitto di classe e del controllo operaio, come leve per rivendicare un piano di bonifica del territorio e riconversione produttiva in senso ecologico.