I portuali non lavorano per la guerra: 6 febbraio sciopero internazionale dei porti contro la militarizzazione
Lo sciopero internazionale dei porti del 6 febbraio rappresenta un passo importante …
Lo sciopero internazionale dei porti del 6 febbraio rappresenta un passo importante …
Si è riunita a Firenze in data 12 e 13 dicembre, l'Assemblea Nazionale dei Lavoratori della Manutenzione di RFI (ANLM), nata in seguito alla firma di un accordo siglato il 10 gennaio 2024 tra sindacati firmatari del contratto (CGIL-CISL-UIL-UGL-FAST-ORSA) e Rete Ferroviaria Italiana, con il quale è stato stravolto e flessibilizzato l’orario di lavoro dei manutentori dell’infrastruttura ferroviaria, al fine di garantire lavorazioni e reperibilità in tutte le fasce orarie, ma con meno personale del necessario. Il numero elevato di licenziamenti spontanei, mai visti prima nelle ferrovie, parla chiaro rispetto al peggioramento attuato all’orario di lavoro. Dopo quasi due anni di mobilitazione contro l’accordo del 10 gennaio, ANLM discute sul proseguimento dell’iniziativa dei manutentori, valutando di ampliare la propria piattaforma rivendicativa verso la messa in discussione del “modello Brandizzo” e contro la repressione del diritto di sciopero.
Dopo 5 giorni di sciopero a Genova, accompagnati da presidi e blocchi dell’autostrad…
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settembre e il …
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di nuovo a …
Il quartiere di Bagnoli, nell’area flegrea di Napoli, porta sulle spalle un’eredità complessa e dolorosa: quasi un secolo di industria pesante, tra acciaierie, disastri ambientali e lotte operaie. Dalla grande fabbrica dell’ILVA, simbolo di speranza e resistenza, alla sua dolorosa chiusura nel 1992, la comunità locale si trova oggi ad affrontare le ferite di un passato difficile, con un occhio rivolto a un possibile riscatto. Tra bonifiche mai completate, emergenze sanitarie e progetti di riqualificazione che sembrano spesso sfuggire al controllo dei cittadini, il quartiere si sforza di trovare una via diversa: quella di una partecipazione attiva, di un recupero sostenibile e di una nuova idea di futuro. In questo contesto, il racconto di Bagnoli diventa un simbolo delle sfide di una classe che si scontra con l’Italia e tenta di riscrivere il proprio rapporto con l’ambiente, il lavoro e la partecipazione democratica.
Il 26 ottobre a Colleferro si è tenuta una mobilitazione che ha coinvolto centinaia di persone provenienti da tutto il circondario della Valle del Sacco. Un’occasione per denunciare il genocidio in Palestina, ma soprattutto per contrastare le industrie di armamenti che in tutta la Valle stanno ampliando le produzioni e acquisiscono sempre più controllo del territorio. Una mobilitazione importante e necessaria, ma che ha bisogno di un ruolo più centrale della classe lavoratrice di tutta la Valle e di una rottura totale contro chi queste politiche le sta avallando.
Riceviamo e pubblichiamo il seguente appello, che invita la CGIL e tutti i sindacati di base a scioperare unitariamente il 28 novembre, convergendo sulla data convocata da USB. Come già espresso nell'ultimo editoriale pubblicato, è della massima importanza sprigionare la forza della classe lavoratrice per combattere la manovra finanziaria del riarmo e dei tagli allo stato sociale che il governo sta per approvare. Le giornate del 3-4 ottobre ci hanno dimostrato come l'unità nella lotta sia possibile sfruttando appieno l'autorganizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici e sfidando le burocrazie sindacali.
Lunedì 27 ottobre è stata chiamata una assemblea dal collettivo di fabbrica GKN dal titolo “Una Sana Disobbedienza” a cui abbiamo partecipato. L’assemblea è stata un momento di restituzione ufficiale della manifestazione organizzata dal collettivo il 18 ottobre ma anche di riflessione sul futuro della vertenza e della mobilitazione a cui stiamo assistendo in Italia, che avrà come passaggio importante lo sciopero generale dei sindacati di base del 28 novembre. In questo breve articolo riportiamo i punti principali dell’assemblea e dei suoi interventi.
Nelle ultime settimane, il movimento italiano a sostegno della Palestina ha compiuto un balzo in avanti nella lotta internazionalista contro il genocidio in corso, contro l'economia di guerra e la militarizzazione, contro la crescente precarietà e il peggioramento delle condizioni materiali di vita della classe operaia. I nostri compagni francesi di Revolution Permanente hanno avuto l'opportunità di intervistare Cinzia Della Porta, membro dell'esecutivo nazionale e responsabile del dipartimento internazionale dell'Unione Sindacale di Base, nonché membro della segreteria mondiale della WFTU (Federazione Sindacale Mondiale), e José Nivoi, leader del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e rappresentante dell'USB per il porto di Genova, imbarcato sulla Global Sumud Flotilla e recentemente rientrato in Italia.
Oltre 17 mila firme in pochi giorni per chiedere la fine della collaborazione tra l’…
Martedì 21 ottobre, alle ore 18 presso la fermata Metro EUR Palasport, è prevista a Roma una mobilitazione contro Cybertech Europe. L’iniziativa nasce in Israele e da anni promuove partnership tra governi, eserciti e aziende produttrici di tecnologie utilizzate in contesti di guerra e repressione, come Gaza o i Territori Palestinesi Occupati. Si tratta di una fiera che, pur presentata come evento sulla “sicurezza digitale”, in realtà favorisce la promozione di tecnologie per l’industria militare, la sorveglianza e l’intelligence, mettendo in relazione imprese tecnologiche, governi e forze armate. L’appuntamento è un emblema del crescente intreccio tra settore tecnologico e produzione di armamenti e repressione statale, con il complesso militare-industriale e l'intelligence che stanno man mano fagocitando sempre più forza lavoro impiegata nell’industria tech. Dietro questo appuntamento c’è la regia di Leonardo spa, capofila della militarizzazione dell’industria tech italiana, di recente formalmente accusata di complicità con il genocidio dei palestinesi in virtù dei dispositivi che fornisce a Israele. Nel quadro del riarmo imperialista e la digitalizzazione della repressione statale la battaglia contro la conversione bellica dell’industria tecnologica è fondamentale per il ruolo strategico che svolge.
Venerdì 10 ottobre al porto di Livorno si è tenuta un’assemblea pubblica c…
Un’importante iniziativa dell’Unione Sindacale di Base, per supportare i lavoratori e le lavoratrici che subiscono ritorsioni per essersi opposti alla macchina bellica attraverso blocchi e scioperi (qui il link alla cassa di resistenza).
Dopo la riuscita giornata del 22 settembre, il movimento operaio italiano cresce di intensità. Una giornata di sciopero negli aeroporti avrà luogo venerdì 26 settembre, per i salari e per Gaza, in preparazione della giornata nazionale del 4 ottobre.
Ieri, in Francia, centinaia di migliaia di manifestanti hanno messo in campo manifestazioni, blocchi e picchetti di sciopero in diverse piazze, strade e siti strategici. Una mobilitazione che si inserisce in una fase di grave crisi politica del governo francese, sotto i colpi di una finanziaria lacrime e sangue prevista per il prossimo autunno, a causa di crescenti pressioni all'austerità. Pressioni alle quali nell'ultimo quindicenno il conflitto sociale era riuscito a rispondere con relativa efficacia, ma che ora diventano sempre più forti in un contesto segnato dalle politiche di riarmo, in Francia come in tutta Europa. La mobilitazione è stata lanciata negli scorsi mesi dalla CGT proprio contro la legge di bilancio e il governo Bayrou – dimissionario qualche giorno fa – rappresentando, più in generale, un nuovo baricentro per il rilancio della lotta di classe contro Macron, a due anni dall'approvazione della contro-riforma delle pensioni. Nonostante il boicottaggio di altri grandi sindacati, come la cattolica CFDT, una certa tendenza all'auto-organizzazione, tramite assemblee generali con lavoratori e studenti, ha permesso di smentire le previsioni che scommettevano su un movimento ultra-minoritario. Questa dinamica che dimostra che la rabbia è diffusa, che i giovani vogliono unirsi alla lotta e che occorre un piano di battaglia per sconfiggere Macron e le politiche anti-lavoratori. Un nuovo banco di prova sarà la data di sciopero del 18 settembre a cui parteciperanno tutti i sindacati. Segue una prima traduzione dai nostri compagni di Révolution Permanente.
In queste ultime settimane il sindacato Sudd Cobas, che organizza lavoratori soprattutto nella zona della piana fra Firenze e Pistoia, ha lanciato due massicce campagne di scioperi contro lo sfruttamento indiscriminato operato dalle aziende del distretto tessile, a partire dalla richiesta di diritti basilari di lavoratrici e lavoratori, come le quaranta ore di lavoro settimanali. Bisogna sostenere queste lotte ed aiutare ad estenderle lungo tutta la filiera tessile.
La settimana scorsa ha vinto il SI al referendum sul CCNL attività ferroviarie firma…
Il 20 giugno è sciopero generale indetto dai sindacati di base, a cui aderiscono i ferrovieri con una manifestazione a Roma. Lo stesso giorno scade la riserva per approvare o meno l’ipotesi di CCNL Attività Ferroviarie che le burocrazie sindacali confederali e autonome hanno firmato lo scorso 22 maggio. Ancora non è ufficiale una data per il referendum che sottoporrebbe il contratto al giudizio dei lavoratori, ma secondo indiscrezioni si svolgerà agli inizi di luglio. In questo scenario è nato il Comitato dei ferrovieri per il NO a questa ipotesi di contratto, un coordinamento unitario tra le assemblee autorganizzate dei ferrovieri di vari settori, i sindacati di base e le riviste militanti di settore che stanno sostenendo la mobilitazione dal basso dei lavoratori. Si tratta di un’esperienza importante, che vede per la prima volta uniti i lavoratori dei settori dell’esercizio ferroviario che si sono maggiormente mobilitati da un anno e mezzo a questa parte, contro una contrattazione a perdere e un peggioramento significativo delle condizioni di lavoro e di vita, che sta riguardando tutti i ferrovieri, così come i lavoratori dell’intero comparto trasporti (significativa la situazione simile di portuali e lavoratori del TPL). Nella stessa data si svolgerà uno sciopero di 8 ore indetto da FIOM-FIM e UILM per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, un altro settore strategico, come quello dei ferrovieri, nella lotta per forti aumenti salariali e riduzione dell'orario di lavoro, contro riarmo ed economia di guerra.
Il 22 maggio i vertici delle confederazioni dei trasporti di CGIL, CISL, UIL e UGL, …
Negli ultimi 2 mesi gli specializzandi del corso TFA (Tirocinio Formativo Attivo) pe…
La lotta contro la riforma del pre-ruolo Bernini, che minaccia di precarizzare ulter…
Un anno fa i sindacati presentavano la piattaforma per il rinnovo dei ccnl metalmecc…
Una nuova stretta repressiva da parte della Commissione di Garanzia scioperi ha coin…