Morte di un militante neofascista: opporsi alla strumentalizzazione autoritaria che ci aspetta
Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 14/02/2026 su Révo…
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Ieri, in Francia, centinaia di migliaia di manifestanti hanno messo in campo manifestazioni, blocchi e picchetti di sciopero in diverse piazze, strade e siti strategici. Una mobilitazione che si inserisce in una fase di grave crisi politica del governo francese, sotto i colpi di una finanziaria lacrime e sangue prevista per il prossimo autunno, a causa di crescenti pressioni all'austerità. Pressioni alle quali nell'ultimo quindicenno il conflitto sociale era riuscito a rispondere con relativa efficacia, ma che ora diventano sempre più forti in un contesto segnato dalle politiche di riarmo, in Francia come in tutta Europa. La mobilitazione è stata lanciata negli scorsi mesi dalla CGT proprio contro la legge di bilancio e il governo Bayrou – dimissionario qualche giorno fa – rappresentando, più in generale, un nuovo baricentro per il rilancio della lotta di classe contro Macron, a due anni dall'approvazione della contro-riforma delle pensioni. Nonostante il boicottaggio di altri grandi sindacati, come la cattolica CFDT, una certa tendenza all'auto-organizzazione, tramite assemblee generali con lavoratori e studenti, ha permesso di smentire le previsioni che scommettevano su un movimento ultra-minoritario. Questa dinamica che dimostra che la rabbia è diffusa, che i giovani vogliono unirsi alla lotta e che occorre un piano di battaglia per sconfiggere Macron e le politiche anti-lavoratori. Un nuovo banco di prova sarà la data di sciopero del 18 settembre a cui parteciperanno tutti i sindacati. Segue una prima traduzione dai nostri compagni di Révolution Permanente.
Il Tribunale d'Appello di Parigi ha annunciato giovedì l'imminente liberazione dell'attivista comunista libanese che lotta per la liberazione della Palestina. Una vittoria per il movimento di solidarietà con la Palestina.
Da molto tempo un evento dell'estrema sinistra in Francia non suscitava tanto entusiasmo. Révolution Permanente (RP), parte della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale (FT-QI), ha organizzato un evento con oltre 2.000 persone che hanno partecipato per ascoltare cosa propongono i socialisti rivoluzionari di fronte a un capitalismo che offre solo guerre, carestie, persecuzioni e genocidi. Sono intervenuti portavoce e dirigenti della nostra corrente internazionale, e ha chiuso l'evento il ferroviere Anasse Kazib - portavoce di RP - perseguitato dal potere giudiziario per aver espresso la sua solidarietà alla Palestina. Da domenica 8 giugno, disponibile il video dell'evento con sottotitoli in italiano!
La recente visita in Italia del leader d’opposizione francese Jean-Luc Méle…
In questi giorni Jean-Luc Mélenchon, presidente de la France Insoumise (LFI…
Nell'aprile dell’anno scorso il leader delle lotte dei ferrovieri parigini …
Dopo la mozione di censura, le classi dirigenti stanno cercando una via d'u…
Durante questo fine settimana del 18, 19 e 20 a Napoli si terrà uno dei div…
Come militanti della Frazione Internazionale Rivoluzionaria, sezione italiana della corrente internazionale Frazione Trotskista di cui fa parte anche RP, anche quest'anno partecipiamo con una nostra delegazione.
In queste tesi, scritte dopo la riunione del Comitato Centrale di Révolutio…
Lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale da parte del Presidente Macron dopo la sconfitta alle elezioni del Parlamento Europeo ha innescato una profonda crisi politica. Su cosa si vota, come si vota e quali sono i possibili scenari di queste elezioni?
Questo Week End si terrà il primo turno delle elezioni legislative francesi…
La rivolta dell* student* per la Palestina si sta espandendo dagli Stati Un…
Lavoratori, attivisti, leader sindacali, politici di sinistra sono stati convocati dalla polizia antiterrorismo francese per criminalizzare le proteste in solidarietà con il popolo palestinese. Tra questi c'è Anasse Kazib, ferroviere, attivista e portavoce di Révolution Permanente, organizzazione francese sorella della FIR-La Voce delle Lotte.
Condividiamo qui uno spunto delineato dall* nostr* compagn* di Du Pain et d…
L’articolo che trovate qui è una traduzione dalla rivista teorica “Contrapu…
Di fronte ai bombardamenti e all'intervento israeliano in corso a Gaza, le organizzazioni femministe e LGBT+ che lottano quotidianamente contro l'oppressione devono esprimere il loro sostegno al popolo palestinese, che da decenni soffre, oppresso da un regime di apartheid.
La giunta nigerina chiede che i militari francesi lascino il paese, ma Parigi si rifiuta di riconoscere i putschisti. Le opzioni si restringono per la Francia: cedere o accelerare i preparativi per l'intervento militare dell'ECOWAS?
Mali, Burkina Faso, Niger: i recenti colpi di stato nel Sahel e la crisi scoppiata intorno all'ambasciata francese a Niamey confermano che la Francia è messa in discussione nel suo “cortile” storico. È una situazione che ci impone di lottare per una prospettiva politica antimperialista e rivoluzionaria anche qui in Europa.
L'Africa è attraversata da convulsioni centrate sul recente golpe militare in Niger. Uno scenario segnato dal declino dell'egemonia statunitense, da un imperialismo francese in ritirata nella regione e da potenze come la Cina e la Russia che reclamano un peso maggiore.
L'inizio del nuovo anno scolastico francese, lunedì, è stato caratterizzato dal divieto di indossare l'abaya. Una misura islamofobica per la quale Macron ha fatto mobilitare la polizia. La risposta di lotta al liceo Utrillo è un esempio anche contro le politiche di repressione della gioventù che il governo Meloni avanza.
Un intervento militare imminente in Niger farebbe precipitare la regione in un conflitto sanguinoso, nell'interesse dell'imperialismo francese e occidentale. La Francia e le grandi potenze fuori dall'Africa!
Questo mercoledì, delegazioni di lavoratori e studenti provenienti da molte città della Francia e da vari paesi come l’Italia, la Corea del Sud, l'Argentina, il Cile, gli Stati Uniti e la Spagna si sono riunite sulle Alpi per lanciare la seconda università estiva di Révolution Permanente.