Un altro decreto sicurezza non può nascondere i limiti della strategia repressiva del governo
Sempre più tallonata a destra dalla crescita di Vannacci, e in queste settimane nuov…
Sempre più tallonata a destra dalla crescita di Vannacci, e in queste settimane nuov…
Lo scorso 16 ottobre gli studenti delle superiori hanno scioperato in massa in tutta…
Il testo del volantino che abbiamo preparato per lo sciopero studentesco per il clima del 16 ottobre, un'importante data di lotta degli student* med* che stanno seguendo in sempre più città l'esempio francese.
Mentre la retorica istituzionale continua a dipingere l’Umbria come l’incontaminata …
Non sono le tensioni delle occupazioni che devono essere superate, ma questo modello…
La crescita dell'estrema destra in Italia e fuori, con l'emergere di Vannacci come f…
Sabato 10 ottobre manifestazione nelle principali città italiane per la Palestina. Il testo del volantino che distribuiremo nelle piazze dove saremo presenti.
In Europa viviamo in una fase di intensa radicalizzazione reazionaria. In Italia, il…
Decreto Scuola, scuola italiana, governo Meloni, istruzione pubblica, studenti stranieri, limite 30% studenti stranieri, integrazione scolastica, razzismo nella scuola, discriminazione, islamofobia, donne musulmane, velo islamico, niqab, burqa, femonazionalismo, Sarah Farris, scuola neoliberale, neoliberalismo, privatizzazione scuola, disuguaglianze scolastiche, disuguaglianze sociali, riproduzione sociale, riproduzione della forza lavoro, scuola e capitalismo, meritocrazia, precarietà scuola, precari scuola, docenti precari, salari insegnanti, classi sovraffollate, autonomia scolastica, PCTO, alternanza scuola lavoro, militarizzazione scuola, riarmo, repressione, autoritarismo, nazionalismo, razzializzazione, studenti, movimento studentesco, occupazioni studentesche, lavoratori della scuola, lotte studentesche, sciopero scuola, diritto allo studio, scuola pubblica, mobilitazioni Francia, mobilitazioni Spagna, Blocchiamo Tutto, unità studenti lavoratori, lotta di classe, ricomposizione di classe, libertà di insegnamento, pensiero critico, ddl antisemitismo, istruzione e capitalismo Markdown incollato
Un anno fa, lo sciopero generale unitario del 3 ottobre e la manifestazione del giorno successivo a Roma portavano in piazza milioni di persone per la Flotilla e la Palestina, dopo che centinaia e centinaia di migliaia si erano già mobilitate con le stesse parole d’ordine in occasione dello sciopero generale di USB del 22 settembre. Il "Blocchiamo Tutto" ha rappresentato la prima irruzione di massa della classe lavoratrice sulla scena politica italiana negli ultimi vent'anni. Nel Documento Politico Nazionale della III Conferenza della FIR-Voce delle Lotte, di cui seguono i principali estratti, facciamo il bilancio dello scorso autunno di scioperi e blocchi per la Palestina: la sua forza, i suoi insegnamenti strategici, i suoi limiti. Nel farlo, guardiamo inoltre agli spazi che si sono aperti per una politica di indipendenza di classe, contro il governo Meloni e contro il campo largo del centro-sinistra.
Il punto politico della questione non riguarda soltanto la possibilità formale di manifestare in solidarietà con il popolo palestinese. Il Ddl interviene su un terreno più profondo: quello politico, culturale e pedagogico. Attraverso una determinata definizione dell’antisemitismo e la sua applicazione nelle istituzioni, nelle scuole, nelle università e nei luoghi della produzione culturale, rischia infatti di restringere lo spazio entro cui può essere formulata non soltanto una critica alle politiche dei governi israeliani, ma anche una critica radicale al sionismo, alla natura dello Stato israeliano e al processo storico attraverso cui esso si è costituito.
Questo sabato 12 settembre si terrà in Via Zamboni 38 un’assemblea per rilanciare la mobilitazione che chiede giustizia per Fakir, barbaramente ucciso dalla polizia lo scorso 29 luglio. Contro le opzioni istituzionaliste, sarà importante in questo solco mettere al centro la mobilitazione indipendente degli immigrati come lavoratori e l’autorganizzazione nei quartieri contro i decreti sicurezza, le politiche razziste e repressive di Meloni & co. Nell’articolo articolo approfondiamo la prospettiva politica sottolineando come queste parole d’ordine vadano integrate da un’analisi dell’incrocio tra processi di riarmo e militarizzazione ‘interni’ e la militarizzazione delle frontiere ai danni dei migranti promosse dagli stati europei nel quadro dell’UE. Un quadro imperialista da rompere a vantaggio dell’apertura delle frontiere e dell’unità della classe lavoratrice internazionale.
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Negli ultimi 2 giorni decine di migliaia di giovani dal Marocco sono riusciti a entrare a nuoto nell'enclave coloniale spagnola di Ceuta, sulle sponda sud dello stretto di Gibilterra. Mentre in Spagna come in Italia la destra invoca apertamente deportazioni di massa – e Meloni rafforza i controlli a chi transita dai confini italiani (dichiarando di aver “sospeso Schengen”)- giornalisti e influencer dell’area “progressista” serrano i ranghi con il governo di PSOE-Sumar e si uniscono alle voci secondo cui la soluzione sta nell'ottenere che la dittatura marocchina faccia bene il suo lavoro di gendarme della frontiera sud dell'UE. Battersi per la libertà di movimento, per i documenti per tutti e lottare contro il saccheggio dell'imperialismo nostrano è fuori dal loro radar.
Il caso di Abderrahim Fakir non è solo un caso: questo è stato il leitmotiv delle piazze di queste ultime settimane a Bologna. Le manifestazioni e le assemblee lo hanno ribadito più volte: ciò che è successo al cittadino di origine marocchina rappresenta la punta dell'iceberg di un sistema caratterizzato da violenza e razzismo istituzionale. Considerarlo un incidente o una casualità non permette di comprendere le ragioni profonde di quanto accaduto. Ma analizziamo ciò che è successo e quale prospettiva potrà realmente far sì che l’omicidio di Fakir non rimanga un caso, bensì il punto di partenza per rilanciare un grande movimento dal basso, indipendente dal centro-sinistra, contro decreti sicurezza, criminalizzazione dell'immigrazione ed estrema destra al governo e non. Una discussione necessaria di fronte ai tentativi di reprimere le proteste, da un lato, e, dall’altro, di istituzionalizzarle e fare leva sulla divisione “manifestanti buoni vs. cattivi”.
Traduciamo questo articolo del 27/07/2026 dalla sezione delle pubblicazioni internaz…
Ieri è morto, ammazzato dalla polizia presso il quartiere Pilastro di Bologna, Abderrahim Fakir, un uomo di 42 anni, immobilizzato, ammanettato e soffocato da due sbirri sotto lo sguardo degli operatori del 118. Ieri sera è stato indetto immediatamente un corteo cittadino presso il quartiere dai famigliari, e oggi ci sarà un presidio alle 19 in piazza Nettuno. Rimandiamo inoltre all’appuntamento alle 22 all’interporto, dove il SI Cobas ha proclamato uno sciopero regionale con il blocco di tutte le merci e di tutti i magazzini.
La protesta di Cala Finanza / Su Fenosu si è conclusa con una vittoria importante. Una mobilitazione popolare ha contribuito a bloccare un progetto di cementificazone turistica che sembrava ormai avviato. Sarebbe però un errore considerare questa vicenda un semplice incidente amministrativo e non il prodotto di un modello di sviluppo che considera la Sardegna uno spazio subordinato di valorizzazione del capitale, perpetuando rapporti di dipendenza economica e politica che nessuna ZES può superare, perché ne costituisce anzi uno degli strumenti più avanzati. La vicenda ci costringe a interrogarci sul modello di sviluppo che continua a rendere possibili operazioni di questo tipo e sulle forme e le prospettive politiche attraverso cui proviamo a contrastarle.
A distanza di cinque anni dal licenziamento dei lavoratori della ex-GKN e dall'occupazione della fabbrica, abbiamo intervistato Dario Salvetti, portavoce del collettivo di fabbrica. Abbiamo parlato dello stato di assedio in cui i lavoratori sono stati tenuti dal capitale in questi anni. Abbiamo parlato di Palestina e del movimento Blocchiamo Tutto. Abbiamo parlato di lotta contro l’economia di guerra, di controllo operaio della produzione e di organizzazione dal basso per essere all’altezza dello scontro. L'11 e il 12 luglio a Campi Bisenzio sarà lanciato il progetto di reindustrializzazione dal basso promosso dal collettivo di fabbrica e dalla SOMS Insorgiamo. Sosteniamo l’azionariato popolare e la cooperativa per la riconversione ecologica sotto controllo operaio.
La corrente femminista socialista internazionale “Pan y Rosas”, promossa dalla Corre…
Il segretario NATO Mark Rutte lo ha confermato: 500 aerei sono decollati dall’Italia…
Pubblichiamo la trascrizione integrale dell’intervista a Mattia Giampaolo, autore de…
Sabato 13 giugno diversi gruppi di estrema destra, tra cui Casapund e gruppetti neonazisti del nord Italia, a rimorchio della retorica vannacciana sulla remigrazione hanno sfilato a Roma nel ricco quartiere di Prati, tra saluti romani e cori fascisti e contro gli immigrati. Sempre a Roma lo stesso giorno il partito fondato da Vannacci ha organizzato un'assemblea costituente che ha portato centinaia di sostenitori all'auditorium della conciliazione. Per il 19 giugno è prevista inoltre una manifestazione dello stesso partito del generale a Firenze, nel quartiere popolare di Gavinana. Per rispondere a questa serie ravvicinata di provocazioni dell'ultradestra sabato 13 giugno spazi sociali, associazioni e organizzazioni politiche e sindacali a Roma si sono mobilitate dando vita a un partecipato corteo di migliaia di giovani, lavoratori e lavoratrici che hanno attraversato la città dal Colosseo a Piazza Vittorio, a poca distanza dallo stabile occupato da CasaPound Italia. Questa settimana, toccherà a Firenze dare una nuova risposta di piazza e indipendente dal centro-sinistra al vecchio che avanza Vannacci.
Per la prossima domenica 14 giugno, Potere al Popolo ha lanciato un appello, accompagnato da un manifesto, per la costruzione di un campo politico indipendente dal centro-sinistra. Aderiamo alla chiamata e proviamo a fornire un contributo al dibattito, sviluppando in particolare 4 punti: come delimitare questo campo in Italia e a livello internazionale? Quale prospettiva socialista (l’orizzonte indicato dall’appello)? Come pensare un’ipotesi di rottura rivoluzionaria del capitalismo oggi? Quali i rapporti tra una strategia che punti su questa ipotesi, l’egemonia, il terreno elettorale e il programma?