Dopo 2 settimana di mobilitazione giovanile, e di pezzi di mondo del lavoro (agricoltori e auto-trasportatori), oggi uno sciopero generale può coagulare la rabbia e la forza di importanti settori della classe lavoratrice, unita agli student*, contro bassi salari, carovita e tagli per finanziare il riarmo. La giornata, lanciata da USB e alla quale hanno aderito altre sigle del sindacalismo di base, ha anche un importante valore internazionalista, con lo sciopero internazionale dei porti, al quale hanno aderito i portuali di tutti i principali scali italiani, insieme a un centinaio di porti in tutta Europa, e financo negli Stati Uniti e in India.
Già le manifestazioni del 17 e del 24 ottobre hanno messo in difficoltà la strategia repressiva del governo, che però sta provando a rincarare ulteriormente la dose della repressione contro una mobilitazione che torna a mettere fortemente in difficoltà dal basso Meloni & co. L’altro ieri Salvini ha infatti precettato i lavoratori dei trasporti, con USB che però ha confermato lo sciopero, favorendo la disobbedienza alla manovra autoritaria del ministro. A tal proposito, pensiamo sia importante che tutti i lavoratori, i movimenti e i sindacati sostengano la cassa di resistenza per i lavoratori dei trasporti che non seguiranno la precettazione (rischiano 1000 euro di multa e sanzioni disciplinari).
LIVORNO
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La giornata comincia con il blocco dei varchi da parte dei lavoratori, sostenuti dalle realtà territoriali locali, e guidati da USB e dal Gruppo Autonomo Portuali – Livorno.
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Video di rilancio della mobilitazione, direttamente dai blocchi, di Simone del GAP:
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GENOVA
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Blocchi agli ingressi del porto da parte dei lavoratori, che successivamente si uniranno al corteo in centro lanciato dagli universitari e gli studenti medi.

La nostra intervista a José Nivoi del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali – Genova:
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Il punto dal corteo, che raduna diverse migliaia di giovani e lavoratori, dal nostro compagno Leonardo:
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Corteo abbondantemente oltre le 10.000 persone (dati in aggiornamento), dopo pranzo collettivo si dirige tutto verso il porto per bloccarlo!

ROMA
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2 grandi pre-concentramenti, con varie centinaia di persone ciascuno, uno dei medi al Colosseo, e uno degli universitari e dei lavoratori della Sapienza a piazza Aldo Moro.
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Concentramento a stazione Termini, piazza dei Cinquecento. Il corteo non è ancora partito, sta ancora arrivando gente, dove sono radunate alcune migliaia di giovani e lavoratori.

FIRENZE
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Il corteo è partito da Fortezza e sta riuscendo a riempire i viali: oltre 10.000 persone reali (dati in aggiornamento) e una dinamica simile al 22 ottobre 2025. Composizione fortemente giovanile, ma anche molti lavoratori.
Migliaia di persone nello spezzone universitario. Al centro lo striscione del nostro collettivo giovanile Armi della Critica – Firenze, chiama a dare continuità alla mobilitazione ed estenderla con l’auto-organizzazione di studenti e lavoratori, al di là delle sigle sindacali, per imporre uno sciopero generale unitario e di lotta. Il prossimo 20 novembre, giornata internazionale degli studenti, travolgiamo lo sciopero generale proclamato dalla CGIL e non lasciamo che sia una data routinaria come vorrebbe Landini.

BOLOGNA
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Il corteo partito alle 9.30 da piazza maggiore invade i viali, secondo i primi aggiornamenti decine migliaia di persone. Anche nel capoluogo toscano una dinamica simile al 22 settembre 2025.

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Corteo bolognese attorno alle 50.000 persone reali, si appresta a dirigersi a bloccare la tangenziale.


MILANO
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Due concentramenti, uno degli studenti in piazza Leonardo Da Vinci e uno in stazione centrale dei lavoratori, entrambi enormi, con varie migliaia di persone (dati in aggiornamento).
TORINO
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Una marea anche a Torino, corteo nell’ordine delle decine di migliaia partito da piazza Vittorio Emanuele.

Respinto il tentativo della polizia di dividere il corteo studentesco da quello sindacale:
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NAPOLI
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Il corteo sindacale e quello studentesco si congiungiono in piazza Macini. L’intervento della nostra compagna Scilla allo spezzone studentesco indipendente:
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Un corteo enorme, la stima è tra le 50.000 e le 30.000, persone sfonda i cordoni di polizia e riesce ad entrare nel porto.

TATTARI – SASSARI
H13.00
Mobilitatzione manna fenta in Sardigna.
In Tattari, chin pius de chimbemizza personas in piatta, sa conca de su corteo est istada abbelta dae faeddos subre sa nezessidade de s’indipendentzia dae s’istadu italianu in crae socialista e de s’antimilitarismu contr’a su progettu gherrafondaiu e imperialista de custu guvernu.
Grande mobilitazione anche in Sardegna.
A Sassari, con più di cinquemila persone in piazza, la testa del corteo si è aperta con parole d’ordine quali la necessità dell’indipendenza dallo Stato italiano in chiave socialista e dall’antimilitarismo, contro il progetto guerrafondaio e imperialista di questo governo.

Redazione La Voce delle Lotte
Giornale militante online fondato nell'aprile 2017.
Sito informativo della Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR).