Il “caso” Abderrahim Fakir non è un caso: continuiamo a mobilitarci contro razzismo di stato e repressione
Il caso di Abderrahim Fakir non è solo un caso: questo è stato il leitmotiv delle piazze di queste ultime settimane a Bologna. Le manifestazioni e le assemblee lo hanno ribadito più volte: ciò che è successo al cittadino di origine marocchina rappresenta la punta dell'iceberg di un sistema caratterizzato da violenza e razzismo istituzionale. Considerarlo un incidente o una casualità non permette di comprendere le ragioni profonde di quanto accaduto. Ma analizziamo ciò che è successo e quale prospettiva potrà realmente far sì che l’omicidio di Fakir non rimanga un caso, bensì il punto di partenza per rilanciare un grande movimento dal basso, indipendente dal centro-sinistra, contro decreti sicurezza, criminalizzazione dell'immigrazione ed estrema destra al governo e non. Una discussione necessaria di fronte ai tentativi di reprimere le proteste, da un lato, e, dall’altro, di istituzionalizzarle e fare leva sulla divisione “manifestanti buoni vs. cattivi”.