NUOVI ARTICOLI
IN PRIMO PIANO
Colleferro: esplosione di una fabbrica di armi. Dalla ‘provincia’ alla ‘metropoli’, unire le lotte contro l’economia di guerra
Nella giornata del 13 agosto, a Colleferro, in provincia di Roma, una forte esplosione si è verificata all’interno della fabbrica di armamenti KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa. Sebbene non si registrino vittime né feriti, l’esplosione ha seminato paura e sgomento in una città e in un’area, quella della Valle del Sacco, nella quale il riarmo voluto dall’imperialismo europeo sembra aver trovato terreno fertile e dove la famigerata “riconversione industriale” si sta traducendo, concretamente, in fabbriche di morte e immensi magazzini della logistica dei colossi Amazon e Leroy Merlin. Un segno questo della ristrutturazione del capitalismo a livello internazionale che trova negli hub logistici fino a poco tempo fa impensabili in determinati territori. Una trasformazione della geografia della produzione che apre spazi di lotta di classe laddove sembrava essere tramontata o addirittura assente.
Internazionale
Dublino, Irlanda in piazza contro l’imperialismo statunitense
Più di 40.000 persone hanno marciato per le strade della capitale irlandese…
Crisi politica in Sassonia-Anhalt (Germania): Come fermare l’ascesa dell’AFD?
Ieri Alternative fur Deutschland ha vinto le elezioni nel land Sassonia-Anhalt. Benché si tratti di elezioni in uno stato relativamente piccolo, rappresenta un'inedita sconfitta del mainstream politico in Germania a vantaggio di una forza di estrema destra. Pubblichiamo una traduzione dei nostri compagni di Klassen gegen Klassen che fa il punto della situazione, denuncia le responsabilità dei partiti di centro-destra e centro-sinistra nell'ascesa di AfD, e contro la “logica del meno peggio” propugnata dalla sinistra radicale della Die Linke rilancia l'esigenza di un'alternativa di indipendenza di classe per sconfiggere questa forza iper-reazionaria.
La classe operaia e i giovani come motori di grandi movimenti di massa: l’intervento della nostra compagna Emma alla scuola estiva di RIO
Dal 25 al 28 luglio, il campo estivo “Guerra alla Guerra”, lanciato dalla n…
India, le proteste “Cockroach” della Gen Z mostrano come si combattono Modi e la destra
Traduciamo questo articolo del 27/07/2026 dalla sezione delle pubblicazioni…
Politica e Società
Verso l’8 marzo: il governo rilancia l’offensiva contro il consenso e i diritti delle donne in Italia
Sabato 28 febbraio si sono svolte a Roma e in diverse città italiane manife…
Appello dai movimenti in lotta campani
Riceviamo e pubblichiamo l'appello dei Movimenti di Lotta Campani per il co…
I portuali non lavorano per la guerra: 6 febbraio sciopero internazionale dei porti contro la militarizzazione
Lo sciopero internazionale dei porti del 6 febbraio rappresenta un passo im…
Askatasuna è libertà: il 31 gennaio Torino si ribella contro la guerra e la repressione
Sabato 31 gennaio si terrà a Torino una manifestazione nazionale contro l'e…
Lavoro
Aereoportuali contro il traffico di armi – intervista a Luigi Borrelli aereoportuale di Montichiari (BS)
In vista dello sciopero dei lavoratori aeroportuali toscani del 13 settembre, indetto da USB e CUB, abbiamo intervistato Luigi Borrelli, lavoratore dell'aeroporto di Montichiari (BS) e delegato sindacale per USB in un'azienda di handling. A giugno 2025 Luigi aveva denunciato un transito di armi nell'aeroporto (che è soltanto civile), e insieme a USB aveva indetto sciopero per tutti i lavoratori che sarebbero stati coinvolti nella movimentazione di quel carico bellico. Per la sua attività di denuncia dei traffici militari, Luigi è stato sanzionato più volte dall'azienda aeroportuale. Nell'intervista parliamo di questo, ma anche di come la militarizzazione dell'economia sia l'altra faccia della medaglia della repressione delle lotte dei lavoratori e della precarietà: mentre i governi europei gonfiano gli arsenali, la legge antisciopero 146/90 che colpisce anche gli aeroportuali viene allargata al settore della logistica, e la gestione degli aeroporti viene spacchettata in appalti e subappalti, riducendo i salari e le tutele contrattuali, e isolando i lavoratori. Contro queste condizioni di lavoro fatte di bassi salari, esternalizzazioni e precarietà gli aeroportuali toscani scenderanno in sciopero, ed è importante sostenerli.
DICHIARAZIONI FIR E CRP
GIOVANI
GENERI E SESSUALITÀ
Cultura
Vittime Perfette? Autodeterminazione e Resistenza in Palestina secondo El-Kurd
Domenica 26 aprile, a Bologna, si è tenuta una discussione pubblica a partire dal testo Vittime Perfette di Mohammed El Kurd (Fandango Libri 2025), poeta e scrittore palestinese. Nell’autunno scorso ci sono state mobilitazioni massicce sulla questione palestinese e sul genocidio in atto, mentre proprio in questi giorni una nuova iniziativa della Flotilla torna a porre le stesse sfide, in un quadro di . Il Blocchiamo Tutto ha segnato un passaggio politico qualitativo nell'attivazione di ampie fasce giovanili e della classe operaia, con protagonisti i portuali e i settori strategici di lavoratori, che si sono posti contro il genocidio in atto mettendo in evidenza la complicità dei nostri governi e la contrarietà e la nostra opposizione all’economia di guerra. A partire da queste giornate storiche, in questa discussione ci siamo posti sul come continuare e come poter riprendere il filo di queste mobilitazioni. A partire dai concetti che esprime El Kurd di politica del gradimento e umanizzazione, abbiamo dibattuto su come il sistema abbia cercato di riassorbire la lotta entro limiti accettabili che non mettessero in discussione il sistema e le relazioni imperialiste nella loro totalità. Abbiamo discusso di come una narrativa umanizzante abbia allargato le fila del movimento, ma che se non incanalata in una giusta direzione e messa a critica finisce per depoliticizzare la questione palestinese. Riportiamo di seguito gli elementi centrali del libro e dei concetti che abbiamo discusso.
Quale rivoluzione africana? Recensione di Red Africa.
Kevin Ochieng Okoth è membro del collettivo editoriale della rivista marxista britan…
Calcio, repressione e resistenza: Italia-Israele tra proteste per la Palestina e uno Stato che criminalizza il dissenso
Ieri sera si è disputata la partita di calcio tra Italia e Israele, allo stadio Friu…
ECOLOGIA
Teoria
Cosa rimane di Fatah? Critica di una borghesia senza stato
Dal 14 al 16 maggio 2026 si è svolto a Ramallah l’ottavo Comitato Centrale di Fatah, la fazione che governa quel che ne è rimasto dell’Autorità Nazionale Palestinese. Un Comitato Centrale che, al di là della sua poca importanza in sé, ci dice molto sulla trasformazione di un movimento politico protagonista della stagione della resistenza palestinese e del suo ormai sdoganato rapporto di cooperazione con l’occupazione sionista. Votato per acclamazione il Presidente dell’ANP, Mahmud Abbas, Abu Mazen, un esito scontato dato dalle fratture interne e un autoritarismo montante anche all’interno del movimento stesso.
Dibattiti
Intervista al collettivo operaio MoAvast!: il collettivo “di fabbriche” e l’urgenza di ricomporre una coscienza di classe ecosocialista.
Sulla scia delle interviste pubblicate prima dell'estate, che hanno visto p…
La ribellione è di sinistra. Dibattito strategico sui nuovi fenomeni politici a livello globale
Traduciamo questo articolo, apparso originariamente il 05/05/2026 su La Izq…
Career Days: l’università e i legami con l’industria bellica
Rilanciamo questo articolo di approfondimento a cura dell'Osservatorio cont…
L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa
Rilanciamo questo articolo di approfondimento a cura del Movimento No Base …