A seguito dell’accordo “Italia-Francia-Germania” sulla regolamentazione delle azioni e dei finanziamenti delle Ong e più fondi per consentire alla Libia il controllo delle coste, implementando una sorta di esternalizzazione delle frontiere europee nel Paese africano. Gli elementi centrali dell’accordo vertono sull’accentramento e la coordinazione delle operazioni di soccorso marittimo sotto la direzione della Guardia costiera, così da poter avere maggior controllo sulle attività delle ONG, e dall’altro garantire un efficiente lavoro di soccorso, almeno secondo lo stato. Tale accordo, colpisce, nel momento in cui pare che alcune ONG siano in contatto con gli scafisti provenienti dalla Libia. Tuttavia vi sono dei retroscena decisamente repressivi che vanno a colpire direttamente le organizzazioni non governative, infatti tale accordo vieta alle suddette ONG che non verranno ritrovate in regola con i finanziamenti, l’accesso a qualsivoglia porto nazionale, il che si traduce in una inevitabile impossibilità d’azione da parte delle organizzazioni senza fini di lucro.

Va detto che fino ad oggi, le operazioni di soccorso e assistenza svolte da tali organizzazioni sono sempre state coordinate e dirette dalla regia della Guardia Costiera. Il tutto è chiaramente finalizzato a limitare l’operato delle navi gestite dalle Organizzazioni non Governative, al fine di ridurre l’afflusso di migranti, ma direttamente aumentando il numero di quelli che moriranno in mare, perché non soccorsi in tempo. A ciò si aggiunge il problema delle carceri Libiche, le quali sono sovraffollate, che costringono i detenuti a stare in condizioni disumane, con scarsissime condizioni igienico-sanitarie, e spesso e volentieri condite da torture, stupri e sevizie di ogni sorta da parte del personale carcerario. Tale accordo, garantisce la fiducia dell’UE nel governo Libico, delegando quindi il controllo della frontiera europea a tale paese, il quale già si è distinto più volte per la violazione dei più elementari diritti umani, e la cui guardia costiera è famosa per avere l’abitudine di sparare sui barconi, falciando chiunque vi si trovi. In sostanza tale accordo pretende di camuffarsi con un velo di regolamentazione quelli che sono gli sbarchi, ma in sostanza non solo non risolve il problema ma lo amplifica, gettando indiscriminatamente nel calderone della morte, centinaia di migliaia di esseri umani che fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni religiose.

Le accuse contro le Ong potrebbero non essere del tutto infondate, per certi casi, tuttavia reprimere in tal modo tutte le organizzazioni che comunque svolgono un importante fetta del lavoro di soccorso ed assistenza ai migranti, equivale, inequivocabilmente, all’accrescere l’emergenza e soprattutto equivale a condannare migliaia di persone, in barba all’umanità, da sempre vanto di ogni stato impegnato nel soccorso. E’ emblematico come gli stati, supportati come sempre dai media, siano riusciti a far passare l’idea, quasi da un giorno all’altro, che le organizzazioni che sono sempre state viste come un’importante risorsa, adesso siano il problema dell’immigrazione, denotando, per chi vuol usare la testa indipendentemente da ciò che scrivono gli scribacchini da quattro soldi, lo scarico di responsabilità su un capro espiatorio, e quindi, denotando la totale inadeguatezza della politica nei confronti della questione Immigrazione.

Begbie