Dublino, Irlanda in piazza contro l’imperialismo statunitense
Più di 40.000 persone hanno marciato per le strade della capitale irlandese…
Più di 40.000 persone hanno marciato per le strade della capitale irlandese…
Questo sabato 12 settembre si terrà in Via Zamboni 38 un’assemblea per rilanciare la mobilitazione che chiede giustizia per Fakir, barbaramente ucciso dalla polizia lo scorso 29 luglio. Contro le opzioni istituzionaliste, sarà importante in questo solco mettere al centro la mobilitazione indipendente degli immigrati come lavoratori e l’autorganizzazione nei quartieri contro i decreti sicurezza, le politiche razziste e repressive di Meloni & co. Nell’articolo articolo approfondiamo la prospettiva politica sottolineando come queste parole d’ordine vadano integrate da un’analisi dell’incrocio tra processi di riarmo e militarizzazione ‘interni’ e la militarizzazione delle frontiere ai danni dei migranti promosse dagli stati europei nel quadro dell’UE. Un quadro imperialista da rompere a vantaggio dell’apertura delle frontiere e dell’unità della classe lavoratrice internazionale.
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Negli ultimi 2 giorni decine di migliaia di giovani dal Marocco sono riusciti a entrare a nuoto nell'enclave coloniale spagnola di Ceuta, sulle sponda sud dello stretto di Gibilterra. Mentre in Spagna come in Italia la destra invoca apertamente deportazioni di massa – e Meloni rafforza i controlli a chi transita dai confini italiani (dichiarando di aver “sospeso Schengen”)- giornalisti e influencer dell’area “progressista” serrano i ranghi con il governo di PSOE-Sumar e si uniscono alle voci secondo cui la soluzione sta nell'ottenere che la dittatura marocchina faccia bene il suo lavoro di gendarme della frontiera sud dell'UE. Battersi per la libertà di movimento, per i documenti per tutti e lottare contro il saccheggio dell'imperialismo nostrano è fuori dal loro radar.
Il segretario NATO Mark Rutte lo ha confermato: 500 aerei sono decollati da…
Entra in vigore un nuovo regolamento che interdice agli uomini abili alla leva soggiorni esteri di lunga durata senza il via della Bundeswehr.
La violazione degli accordi con l’Iran da parte dell’imperialismo USA e Israele ha causato la persistenza del blocco allo stretto di Hormuz, rendendo lo scenario di una crisi energetica e globale probabilmente inevitabile. Ma la crisi sarà soprattutto per i lavoratori e giovani, che dovranno subire crescente inflazione, aggravamento dell’impasse alla transizone ecologica e militarizzazione. Le lotte dei ferrovieri e dei metalmeccanici dell’anno scorso, così come il blocchiamo tutto dell’autunno, ci danno uno spunto per costruire una risposta.
Il miglior modo per comprendere le ragioni dell’attacco statunitense al Ven…
Le mobilitazioni contro l'aggressione imperialista di Trump devono anche pu…
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di…
La crisi climatica rappresenta una delle sfide più importanti della nostra …
È notizia della scorsa settimana che il parlamento greco a maggioranza conservatrice, con i 153 seggi su 300 controllati dalla destra di Neo Dimokratia, ha approvato la legge che permette la giornata lavorativa di 13 ore sotto alcune condizioni. La scelta è stata contestata da sindacati e opposizione: si apre ora una durissima lotta contro questo barbaro provvedimento che riporta indietro l’orologio della Storia di più di cento anni.
Al Bundesrat i rappresentanti della Linke per i Land di Brema e del Mecklenburg-Vorpommern hanno approvato un riarmo senza limiti. Entro il convegno di maggio la componente antimilitarista del partito deve decidere quali conseguenze trarre da questo voto.
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di una compagna sarda sull’esercitaz…
Questo scritto è servito come testo-base per la prima parte della discussio…
La manovra tariffaria di Donald Trump ha scatenato il panico nei mercati di…
Quella che prende forma in vista del 15 marzo non è una piazza genericamente europeista che si batte contro le estreme destre e per il sostegno all’Ucraina, come ce ne sono state altre nel recente passato. È, al contrario, una piazza che in nome della riaffermazione dei presunti valori europei avvalla e sostiene una folle corsa al riarmo. Questo avviene con i partiti del centrosinistra schierati al gran completo e con la partecipazione di alcune delle principali organizzazioni del movimento operaio. Il momento è grave. Serve un’immediata reazione antimilitarista e antimperialista, mettendo al centro l'indipendenza e la forza della classe lavoratrice, senza nessun cedimento all'europeismo liberale.
Pochi giorni fa sui giornali è uscita la notizia della presunta adesione de…
La situazione a Gaza ha ormai da tempo superato la mera possibilità di esse…
Mentre l'elezione di Trump ha aperto la strada a una possibile risoluzione …
Martedì scorso Mario Draghi ha presentato un rapporto sulla competitività dell'Unione Europea. Una proposta di rilancio basata sulla richiesta di investimenti colossali, sul rafforzamento della ricerca scientifica e della produttività del lavoro e su un piano di riarmo militare basato sul debito.
Riceviamo e pubblichiamo, come corrispondenza esterna, un contributo da par…
Prima analisi dei risultati delle elezioni europee. La crescita dell'estrema destra e le politiche dell'estremo centro militarista.
Il via libera dell’Ungheria apre alla Svezia l’entrata nella NATO dopo due anni di trattative. Il militarismo del paese scandinavo è già all’avanguardia nel clima generale di rilancio della spesa militare europea.