Domenica un attacco antisemita a Sidney ha sconvolto l’Australia. Questo orribile attacco è stato rapidamente sfruttato da Netanyahu e dai suoi alleati, che cercano di collegarlo alle proteste contro il genocidio a Gaza.


Domenica 14 dicembre l’Australia ha subito il peggior massacro degli ultimi decenni quando i due aggressori hanno sparato su una folla che festeggiava l’inizio della festività ebraica di Hanukkah sulla spiaggia di Bondi Beach, a Sydney. Le autorità australiane stanno indagando sul caso come attacco terroristico.

Quindici persone sono morte e 42 sono rimaste ferite in un terribile attacco antisemita. I media australiani li hanno identificati come Sajid Akram e suo figlio Naveed Akram. Sajid è morto poco dopo la sparatoria, mentre Naveed è in custodia della polizia e gravemente ferito.

Non è ancora chiaro se l’attacco sia stato orchestrato. Secondo l’Australian Broadcasting Corporation (ABC), sono state trovate due bandiere dello Stato Islamico nell’auto di uno dei due autori. Si sta cercando di collegare gli aggressori a organizzazioni che le autorità di vari paesi definiscono “terroristiche”, ma il governo australiano e la polizia ritengono che gli aggressori abbiano agito da soli e non sembrino avere complici.

Uno dei due uomini, mentre ricaricava la sua arma, è stato fermato da un testimone dell’attacco, che è riuscito a disarmarlo. Ahmed al-Ahmed, australiano di 43 anni di origine siriana e proprietario di un negozio di frutta, è stato raggiunto da due colpi di pistola mentre cercava di disarmare l’uomo armato, ma le ferite riportate non lo hanno messo in pericolo di vita.

Suo padre, Mohamed Fateh al Ahmed, ha raccontato al servizio arabo della BBC che suo figlio non ha esitato quando ha visto che stavano attaccando diverse persone. “Ahmed si è lasciato guidare dai suoi sentimenti, dalla sua coscienza e dalla sua umanità quando si è avventato sull’aggressore, lo ha fermato e gli ha strappato l’arma”, ha detto.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sfruttato l’attacco per pronunciarsi contro il governo australiano. Nel suo messaggio, Netanyahu ha criticato il primo ministro australiano Anthony Albanese per aver riconosciuto lo Stato palestinese, affermando che ciò “getta benzina sul fuoco antisemita”.

Netanyahu ha cercato ripetutamente di collegare le diffuse rivendicazioni per uno Stato palestinese e le critiche all’offensiva israeliana a Gaza. Questo è stato un modo per inventare un collegamento tra l’attacco antisemita e le proteste che denunciavano il genocidio a Gaza, per criminalizzarle ulteriormente.

Le dichiarazioni del primo ministro israeliano Netanyahu si inseriscono nel contesto dell’utilizzo da parte di vari governi, alleati di Israele come gli Stati Uniti o l’Argentina, ma anche in Europa – specie in Francia e Regno Unito, ma anche in Italia-, dell’accusa di “antisemitismo” nei confronti di qualsiasi manifestazione di rifiuto del genocidio perpetrato dagli israeliani contro la popolazione palestinese.

L’attacco a Sydney è un fatto atroce. La lotta contro l’antisemitismo e tutte le forme di razzismo che prosperano nell’attuale stato di decadenza del capitalismo è essenziale, è inseparabile dal rifiuto delle spregevoli manipolazioni come quelle di Netanyahu e dei suoi alleati che cercano di equiparare questo atto alle mobilitazioni contro il genocidio a Gaza e per l’autodeterminazione del popolo palestinese.

Redazione Internazionale La Izquierda Diario

Rete di 15 giornali online militanti, in 7 lingue, animati dalla Frazione Trotskista per la Quarta Internazionale (FT-QI), di cui La Voce delle Lotte è la testata in Italia.