La Palestina oltre la narrazione geopolitica – Intervista all’autore del podcast MicroPalestine
Pubblichiamo la trascrizione integrale dell’intervista a Mattia Giampaolo, …
Pubblichiamo la trascrizione integrale dell’intervista a Mattia Giampaolo, …
Dal 14 al 16 maggio 2026 si è svolto a Ramallah l’ottavo Comitato Centrale di Fatah, la fazione che governa quel che ne è rimasto dell’Autorità Nazionale Palestinese. Un Comitato Centrale che, al di là della sua poca importanza in sé, ci dice molto sulla trasformazione di un movimento politico protagonista della stagione della resistenza palestinese e del suo ormai sdoganato rapporto di cooperazione con l’occupazione sionista. Votato per acclamazione il Presidente dell’ANP, Mahmud Abbas, Abu Mazen, un esito scontato dato dalle fratture interne e un autoritarismo montante anche all’interno del movimento stesso.
Oggi 16 maggio in varie piazze si protesta per la Palestina. Nel corso del mese vari sindacati di base - l’Unione Sindacale di Base (USB) il 18 maggio Cobas, SiCobas, Adl Cobas e CUB il 29 - hanno inoltre chiamato scioperi a sostegno della Flotilla, contro genocidio sionista a Gaza e dinamiche di riarmo, guerra e attacchi alle classi popolari. Grande assente la CGIL… Serve sostenere questi scioperi, ma al contempo discutere come evitare che divisioni e auto-referenzialità, lascino gioco facile al governo e alle burocrazie sindacali confederali.
Domenica 26 aprile, a Bologna, si è tenuta una discussione pubblica a partire dal testo Vittime Perfette di Mohammed El Kurd (Fandango Libri 2025), poeta e scrittore palestinese. Nell’autunno scorso ci sono state mobilitazioni massicce sulla questione palestinese e sul genocidio in atto, mentre proprio in questi giorni una nuova iniziativa della Flotilla torna a porre le stesse sfide, in un quadro di . Il Blocchiamo Tutto ha segnato un passaggio politico qualitativo nell'attivazione di ampie fasce giovanili e della classe operaia, con protagonisti i portuali e i settori strategici di lavoratori, che si sono posti contro il genocidio in atto mettendo in evidenza la complicità dei nostri governi e la contrarietà e la nostra opposizione all’economia di guerra. A partire da queste giornate storiche, in questa discussione ci siamo posti sul come continuare e come poter riprendere il filo di queste mobilitazioni. A partire dai concetti che esprime El Kurd di politica del gradimento e umanizzazione, abbiamo dibattuto su come il sistema abbia cercato di riassorbire la lotta entro limiti accettabili che non mettessero in discussione il sistema e le relazioni imperialiste nella loro totalità. Abbiamo discusso di come una narrativa umanizzante abbia allargato le fila del movimento, ma che se non incanalata in una giusta direzione e messa a critica finisce per depoliticizzare la questione palestinese. Riportiamo di seguito gli elementi centrali del libro e dei concetti che abbiamo discusso.
Nelle scorse settimane il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (d'ora in av…
Il ddl antisemitismo votato al senato rappresenta un passo ulteriore nella …
Intervista al rivoluzionario egiziano Hossam el-Hamalawy a 15 anni dalla caduta di Mubarak a seguito dello storico movimento di piazza Tahrir.
L'impatto dell'attacco di Trump al Venezuela e il rapimento di Nicolás Madu…
Le indagini e le accuse contro l’Associazione dei Palestinesi d’Italia e, i…
Lo sgombero del centro sociale Askatasuna, fortemente voluto dal governo e …
Domenica un attacco antisemita a Sidney ha sconvolto l'Australia. Questo orribile attacco è stato rapidamente sfruttato da Netanyahu e dai suoi alleati, che cercano di collegarlo alle proteste contro il genocidio a Gaza.
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settem…
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di…
Come ogni anno il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza d…
Dal 23 novembre gli studenti del Liceo Righi di Roma stanno occupando il loro istituto per Gaza. La loro protesta è in solidarietà con il popolo palestinese e contro la censura istituzionale finora subita. Recentemente, su pressione di un deputato leghista, si sono visti cancellare una conferenza di sensibilizzazione sulla situazione nella Striscia, dopo che già negli anni passati si erano verificati altri episodi gravi simili. Per questo, gli studenti e le studentesse si sono mobilitati occupando l’istituto, mettendo in campo molteplici attività autogestite di discussione, approfondimento e anche supporto allo studio, dimostrando nel concreto la scuola che rivendicano: partecipativa, solidale, che sviluppi il senso critico. Li abbiamo intervistati per raccontarci la loro esperienza di lotta di questi giorni e del ruolo degli studenti nelle mobilitazioni ‘Blocchiamo tutto’ delle ultime settimane.
Anche l’Isis Melissa Bassi a Scampia si unisce alle occupazioni del “Blocchiamo tutto”. Abbiamo fatto una chiacchiera con una studentessa della scuola e diverse docenti per capire cosa spinge ragazz3 così giovani a mobilitarsi per la Palestina e come questo si intrecci con la loro vita quotidiana da student3 di un territorio complesso come quello di Scampia.
Lunedì 27 ottobre è stata chiamata una assemblea dal collettivo di fabbrica GKN dal titolo “Una Sana Disobbedienza” a cui abbiamo partecipato. L’assemblea è stata un momento di restituzione ufficiale della manifestazione organizzata dal collettivo il 18 ottobre ma anche di riflessione sul futuro della vertenza e della mobilitazione a cui stiamo assistendo in Italia, che avrà come passaggio importante lo sciopero generale dei sindacati di base del 28 novembre. In questo breve articolo riportiamo i punti principali dell’assemblea e dei suoi interventi.
Nelle ultime settimane, il movimento italiano a sostegno della Palestina ha compiuto un balzo in avanti nella lotta internazionalista contro il genocidio in corso, contro l'economia di guerra e la militarizzazione, contro la crescente precarietà e il peggioramento delle condizioni materiali di vita della classe operaia. I nostri compagni francesi di Revolution Permanente hanno avuto l'opportunità di intervistare Cinzia Della Porta, membro dell'esecutivo nazionale e responsabile del dipartimento internazionale dell'Unione Sindacale di Base, nonché membro della segreteria mondiale della WFTU (Federazione Sindacale Mondiale), e José Nivoi, leader del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e rappresentante dell'USB per il porto di Genova, imbarcato sulla Global Sumud Flotilla e recentemente rientrato in Italia.
La bozza della legge di bilancio 2026 è stata approvata dal governo. La nuova finanziaria prosegue la politica di tagli allo stato sociale per trovare nuovi fondi per i capitalisti e per il riarmo. Abbiamo bisogno di riprendere lo storico successo del 22 settembre e del 3-4 ottobre con una campagna per un grande sciopero generale unitario. Rilanciamo la data del 28 novembre avanzata dal CALP e da USB!
Ieri, a Napoli, dopo una brutale aggressione da parte delle forze dell’ordi…
Oltre 17 mila firme in pochi giorni per chiedere la fine della collaborazio…
Martedì 28 Ottobre, h17.30, nel chiostro della biblioteca di discipline uma…
Lo scorso sabato 18 Ottobre il Collettivo di Fabbrica GKN ha diretto un par…
Martedì 21 ottobre, alle ore 18 presso la fermata Metro EUR Palasport, è prevista a Roma una mobilitazione contro Cybertech Europe. L’iniziativa nasce in Israele e da anni promuove partnership tra governi, eserciti e aziende produttrici di tecnologie utilizzate in contesti di guerra e repressione, come Gaza o i Territori Palestinesi Occupati. Si tratta di una fiera che, pur presentata come evento sulla “sicurezza digitale”, in realtà favorisce la promozione di tecnologie per l’industria militare, la sorveglianza e l’intelligence, mettendo in relazione imprese tecnologiche, governi e forze armate. L’appuntamento è un emblema del crescente intreccio tra settore tecnologico e produzione di armamenti e repressione statale, con il complesso militare-industriale e l'intelligence che stanno man mano fagocitando sempre più forza lavoro impiegata nell’industria tech. Dietro questo appuntamento c’è la regia di Leonardo spa, capofila della militarizzazione dell’industria tech italiana, di recente formalmente accusata di complicità con il genocidio dei palestinesi in virtù dei dispositivi che fornisce a Israele. Nel quadro del riarmo imperialista e la digitalizzazione della repressione statale la battaglia contro la conversione bellica dell’industria tecnologica è fondamentale per il ruolo strategico che svolge.