Il 16 dicembre scorso è uscito il primo numero del bollettino “HUB”, nato su iniziativa del Movimento NO BASE – Né a Coltano né altrove, in collaborazione con lavoratori e lavoratrici di ferrovie e porti, e con i movimenti per la difesa dalla militarizzazione del territorio tosco-ligure. Il bollettino si propone di mappare il territorio coinvolto dalla progressiva militarizzazione voluta dai piani di riarmo UE. Il coordinamento tra lavoratori e lavoratrici direttamente coinvolti nel trasporto e nella produzione di materiale bellico, insieme ai movimenti locali, è centrale per poter rafforzare l’opposizione alle politiche belliciste dei governi europei, e da questa prendere le mosse per sviluppare strategie di iniziativa politica dal basso.
Presenteremo il Bollettino a Firenze, sabato 21 febbraio alle ore 15:30, presso la Società di Mutuo Soccorso di Rifredi.
L’idea del bollettino è stata lanciata pubblicamente dal Movimento No Base in occasione dell’assemblea pubblica del Coordinamento trasporti USB Toscana lo scorso 10 ottobre presso il varco Zara del porto di Livorno, in chiusura del presidio permanente del collettivo GAP dei lavoratori portuali, che da giorni erano impegnati nel blocco di carichi diretti ad Israele. Attorno al progetto, insieme a vari movimenti antimilitaristi del territorio tosco-ligure, si sono riuniti i ferrovieri di USB e del collettivo Ferrovieri Contro la Guerra, oltre agli stessi portuali del GAP di Livorno. Scopo del bollettino è quello di mappare i nodi strategici della rete di trasporto e di produzione militare in Toscana e Liguria, nell’ottica di sviluppare consapevolezza e favorire processi di coordinamento tra lavoratori, lavoratrici e cittadinanza attiva, in opposizione alla crescente militarizzazione del territorio voluta dal governo italiano, in linea con i governi europei.
Già dal primo numero del bollettino risulta evidente la centralità che questi territori hanno rispetto alla filiera industriale bellica europea. Solo qui si trovano due dei principali porti italiani coinvolti nell’import-export intercontinentale di armamenti, ovvero quelli di Livorno e di La Spezia, collegati tramite ferrovia a uno dei principali corridoi logistici europei “TEN-T”, quello Scandinavo-Mediterraneo. La stessa dorsale in cui si inseriscono gli interporti di Livorno Guasticce e di Prato, l’aeroporto militare di Pisa e numerose basi dalle funzioni militari più disparate, concentrate tra Livorno-Pisa e La Spezia.
Tra queste, sorgono nel Parco naturale Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli la base USA di Camp Darby (che costituisce il più grande arsenale dell’esercito USA in Europa) e la base CISAM, in cui a inizio anni ’60 fu costruito un reattore a fissione nucleare ai fini della ricerca militare sulla propulsione navale. Dopo la disattivazione del reattore nel 1980, la base è ancora coinvolta nella gestione dello smaltimento dei rifiuti tossici radioattivi, e oggi è oggetto di un ingente piano di ampliamento per ospitare i reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri, che causerà la deforestazione di ettari di area protetta del Parco naturale.
Vera e propria roccaforte militare risulta essere il territorio di La Spezia, in cui sorgono caserme, centri logistici e di addestramento, una stazione radio e un arsenale della Marina Militare che ricopre un’area di 900.000 m2 all’interno della città. A pochi chilometri di distanza si trova l’eliporto Maristaeli di Luni, base di due gruppi elicotteri della Marina Militare, di cui è previsto l’ampliamento per lo sviluppo di un nuovo centro di addestramento per piloti, la cui costruzione sarà affidata a Leonardo S.p.A. e all’azienda israeliana Elbit Systems.

Porzione del corridoio TEN-T Scandinavo-Mediterraneo interessante il territorio tosco-ligure
Da questo quadro emerge un dato inequivocabile: i territori sono pienamente coinvolti dalle attività militari. E lo saranno sempre di più, stando ai piani bellicisti dei governi europei, che vedono nella guerra l’unica via per continuare a garantire la crescita di un sistema economico capitalistico in piena crisi. Un’operazione colpevolmente miope, che nasconde sotto al tappeto la crisi climatica-ambientale e che non risolve la crisi industriale in Europa; anzi la aggrava, alimentando un mercato bellico che non crea lavoro e favorisce l’accentramento di capitali tra le mani degli azionari di poche multinazionali, che si arricchiscono grazie alla morte e alla distruzione.
Per opporsi a questo è necessario che la classe lavoratrice e tutte le forze antimilitariste si uniscano e sviluppino una consapevolezza capace di trasformarsi in azione conflittuale.
In questa direzione va il bollettino HUB, che sabato 21 febbraio verrà presentato a Firenze, alle ore 15:30, presso la Società di Mutuo Soccorso di Rifredi. All’iniziativa parteciperanno ferrovieri, portuali, insegnanti e movimenti locali.
In una fase in cui la repressione governativa sta provando a sterilizzare il movimento dell’ “autunno caldo”, rafforzare il coordinamento tra settori di lavoratori, studenti e movimenti è vitale per continuare a opporsi alle politiche belliciste dei governi europei, resistere alla repressione e ribaltare i rapporti di forza.
Roberto Marchese
Roberto Marchese
Nato a Prato nel 1996, ferroviere e studente di filosofia all'università di Firenze. Collabora con La Voce Delle Lotte approfondendo sul campo le dinamiche sindacali e le lotte dei lavoratori