L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa
Rilanciamo questo articolo di approfondimento a cura del Movimento No Base …
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Il 16 dicembre scorso è uscito il primo numero del bollettino “HUB”, nato s…
Si è riunita a Firenze in data 12 e 13 dicembre, l'Assemblea Nazionale dei Lavoratori della Manutenzione di RFI (ANLM), nata in seguito alla firma di un accordo siglato il 10 gennaio 2024 tra sindacati firmatari del contratto (CGIL-CISL-UIL-UGL-FAST-ORSA) e Rete Ferroviaria Italiana, con il quale è stato stravolto e flessibilizzato l’orario di lavoro dei manutentori dell’infrastruttura ferroviaria, al fine di garantire lavorazioni e reperibilità in tutte le fasce orarie, ma con meno personale del necessario. Il numero elevato di licenziamenti spontanei, mai visti prima nelle ferrovie, parla chiaro rispetto al peggioramento attuato all’orario di lavoro. Dopo quasi due anni di mobilitazione contro l’accordo del 10 gennaio, ANLM discute sul proseguimento dell’iniziativa dei manutentori, valutando di ampliare la propria piattaforma rivendicativa verso la messa in discussione del “modello Brandizzo” e contro la repressione del diritto di sciopero.
Questa estate centinaia di turisti israeliani sono approdati in Sardegna, anche grazie ad accordi con le istituzioni che hanno permesso di farli accompagnare da agenti del Mossad in borghese, autorizzati ad effettuare perquisizioni negli scali aeroportuali al di fuori della giurisdizione dello Stato ebraico. Come documentiamo nell'articolo, inoltre, molti di questi 'turisti' sono membri dell'IDF o coinvolti attivamente nel genocidio. Nelle scorse settimane è però cominciata una mobilitazione, che ha coinvolto attivistu e lavoratoru del turismo e degli aereoporti. Sulla scia degli annunci di sciopero dei portuali di Genova e delle piazze di questi giorni in solidarietà alla Global Sumud Flottilla, la mobilitazione può essere un punto di partenza per rilanciare la lotta contro genocidio sionista anche in Sardegna e connettersi a quella contro la militarizzazione e la speculazione energetica.
Il 20 giugno è sciopero generale indetto dai sindacati di base, a cui aderiscono i ferrovieri con una manifestazione a Roma. Lo stesso giorno scade la riserva per approvare o meno l’ipotesi di CCNL Attività Ferroviarie che le burocrazie sindacali confederali e autonome hanno firmato lo scorso 22 maggio. Ancora non è ufficiale una data per il referendum che sottoporrebbe il contratto al giudizio dei lavoratori, ma secondo indiscrezioni si svolgerà agli inizi di luglio. In questo scenario è nato il Comitato dei ferrovieri per il NO a questa ipotesi di contratto, un coordinamento unitario tra le assemblee autorganizzate dei ferrovieri di vari settori, i sindacati di base e le riviste militanti di settore che stanno sostenendo la mobilitazione dal basso dei lavoratori. Si tratta di un’esperienza importante, che vede per la prima volta uniti i lavoratori dei settori dell’esercizio ferroviario che si sono maggiormente mobilitati da un anno e mezzo a questa parte, contro una contrattazione a perdere e un peggioramento significativo delle condizioni di lavoro e di vita, che sta riguardando tutti i ferrovieri, così come i lavoratori dell’intero comparto trasporti (significativa la situazione simile di portuali e lavoratori del TPL). Nella stessa data si svolgerà uno sciopero di 8 ore indetto da FIOM-FIM e UILM per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, un altro settore strategico, come quello dei ferrovieri, nella lotta per forti aumenti salariali e riduzione dell'orario di lavoro, contro riarmo ed economia di guerra.
Lo sciopero non deve rimanere una data isolata: trasformiamolo in un primo momento di convergenza intersindacale tra lavoratori e di alleanza col movimento studentesco e per la Palestina, per costruire un piano di lotta contro il governo.
Macchinisti e capitreno scioperano nonostante l'invito alla revoca da parte della Commissione di Garanzia. Un'importante presa di posizione da parte dei lavoratori che, insieme alle rivendicazioni contrattuali, lottano anche in difesa del diritto di sciopero, contro il tentativo da parte istituzionale di imbrigliarlo e delegittimarlo.
Più di mille persone, tra attivist*, militant*, lavoratori e lavoratrici ha…
Con il caso della repressione al parco Don Bosco va in scena l’ennesimo att…
Il 20.03, in molte parti della Germania, il trasporto pubblico regionale e il trasporto a lunga percorrenza erano completamente sospesi. La giornata di mega-sciopero si è conclusa, ma ha dimostrato che la crisi attuale sta spingendo i leader sindacali a un maggiore grado di mobilitazione.
La manifestazione di domani a Bologna, chiamata dal collettivo GKN, FFF e reti ecologiste locali, col suo processo di preparazione politica, segna una prima importante data della nuova stagione di lotta nel nostro paese, e ci sfida a riempire di significato la parola d’ordine della “convergenza”.
Oggi molte centinaia di lavoratori e lavoratrici, protagonisti di important…
Il governo nazionale e quelli regionali lanciano, uno dietro l’altro, decre…
Con l'arrivo del Coronavirus nel 2020 è tornato sulle prime pagine di ogni …
Per quanto ancora potremo far finta che all’Interporto di Bologna, come in …
Mentre le mobilitazioni rimangono massicce in tutto il paese, gli attivisti…
Se per molti italiani il tempo sembra essersi fermato durante questa pandem…
Proponiamo la seconda di due parti della traduzione di una conversazione tr…
A Napoli, nella mattinata dal 14 gennaio, tre treni della linea 1 della met…
La città di Napoli, così come tante altre città italiane, vive perennemente…
Il 21 maggio scorso uno spettro si aggirava per Milano: lo spettro del vand…
Nell'ultima settimana un ulteriore settore di lavoratori della logistica si…
Le privatizzazioni, le promesse di nazionalizzazioni farlocche, la strategi…
Dopo più di due mesi di conflitti, lo sciopero della SNCF [Société National…
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