Lottare con la Palestina, fare come in Francia, tornare a bloccare tutto
Sabato 10 ottobre manifestazione nelle principali città italiane per la Palestina. Il testo del volantino che distribuiremo nelle piazze dove saremo presenti.
Sabato 10 ottobre manifestazione nelle principali città italiane per la Palestina. Il testo del volantino che distribuiremo nelle piazze dove saremo presenti.
Decreto Scuola, scuola italiana, governo Meloni, istruzione pubblica, studenti stranieri, limite 30% studenti stranieri, integrazione scolastica, razzismo nella scuola, discriminazione, islamofobia, donne musulmane, velo islamico, niqab, burqa, femonazionalismo, Sarah Farris, scuola neoliberale, neoliberalismo, privatizzazione scuola, disuguaglianze scolastiche, disuguaglianze sociali, riproduzione sociale, riproduzione della forza lavoro, scuola e capitalismo, meritocrazia, precarietà scuola, precari scuola, docenti precari, salari insegnanti, classi sovraffollate, autonomia scolastica, PCTO, alternanza scuola lavoro, militarizzazione scuola, riarmo, repressione, autoritarismo, nazionalismo, razzializzazione, studenti, movimento studentesco, occupazioni studentesche, lavoratori della scuola, lotte studentesche, sciopero scuola, diritto allo studio, scuola pubblica, mobilitazioni Francia, mobilitazioni Spagna, Blocchiamo Tutto, unità studenti lavoratori, lotta di classe, ricomposizione di classe, libertà di insegnamento, pensiero critico, ddl antisemitismo, istruzione e capitalismo Markdown incollato
Questo sabato 12 settembre si terrà in Via Zamboni 38 un’assemblea per rilanciare la mobilitazione che chiede giustizia per Fakir, barbaramente ucciso dalla polizia lo scorso 29 luglio. Contro le opzioni istituzionaliste, sarà importante in questo solco mettere al centro la mobilitazione indipendente degli immigrati come lavoratori e l’autorganizzazione nei quartieri contro i decreti sicurezza, le politiche razziste e repressive di Meloni & co. Nell’articolo articolo approfondiamo la prospettiva politica sottolineando come queste parole d’ordine vadano integrate da un’analisi dell’incrocio tra processi di riarmo e militarizzazione ‘interni’ e la militarizzazione delle frontiere ai danni dei migranti promosse dagli stati europei nel quadro dell’UE. Un quadro imperialista da rompere a vantaggio dell’apertura delle frontiere e dell’unità della classe lavoratrice internazionale.
In vista dello sciopero dei lavoratori aeroportuali toscani del 13 settembre, indetto da USB e CUB, abbiamo intervistato Luigi Borrelli, lavoratore dell'aeroporto di Montichiari (BS) e delegato sindacale per USB in un'azienda di handling. A giugno 2025 Luigi aveva denunciato un transito di armi nell'aeroporto (che è soltanto civile), e insieme a USB aveva indetto sciopero per tutti i lavoratori che sarebbero stati coinvolti nella movimentazione di quel carico bellico. Per la sua attività di denuncia dei traffici militari, Luigi è stato sanzionato più volte dall'azienda aeroportuale. Nell'intervista parliamo di questo, ma anche di come la militarizzazione dell'economia sia l'altra faccia della medaglia della repressione delle lotte dei lavoratori e della precarietà: mentre i governi europei gonfiano gli arsenali, la legge antisciopero 146/90 che colpisce anche gli aeroportuali viene allargata al settore della logistica, e la gestione degli aeroporti viene spacchettata in appalti e subappalti, riducendo i salari e le tutele contrattuali, e isolando i lavoratori. Contro queste condizioni di lavoro fatte di bassi salari, esternalizzazioni e precarietà gli aeroportuali toscani scenderanno in sciopero, ed è importante sostenerli.
Nella giornata del 13 agosto, a Colleferro, in provincia di Roma, una forte esplosione si è verificata all’interno della fabbrica di armamenti KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa. Sebbene non si registrino vittime né feriti, l’esplosione ha seminato paura e sgomento in una città e in un’area, quella della Valle del Sacco, nella quale il riarmo voluto dall’imperialismo europeo sembra aver trovato terreno fertile e dove la famigerata “riconversione industriale” si sta traducendo, concretamente, in fabbriche di morte e immensi magazzini della logistica dei colossi Amazon e Leroy Merlin. Un segno questo della ristrutturazione del capitalismo a livello internazionale che trova negli hub logistici fino a poco tempo fa impensabili in determinati territori. Una trasformazione della geografia della produzione che apre spazi di lotta di classe laddove sembrava essere tramontata o addirittura assente.
Entra in vigore un nuovo regolamento che interdice agli uomini abili alla leva soggiorni esteri di lunga durata senza il via della Bundeswehr.
Rilanciamo questo articolo di approfondimento a cura dell'Osservatorio cont…
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Il 16 dicembre scorso è uscito il primo numero del bollettino “HUB”, nato s…
Gli agenti dell'ICE hanno ucciso l'osservatrice legale Renee Nicole Good a …
Il 26 ottobre a Colleferro si è tenuta una mobilitazione che ha coinvolto centinaia di persone provenienti da tutto il circondario della Valle del Sacco. Un’occasione per denunciare il genocidio in Palestina, ma soprattutto per contrastare le industrie di armamenti che in tutta la Valle stanno ampliando le produzioni e acquisiscono sempre più controllo del territorio. Una mobilitazione importante e necessaria, ma che ha bisogno di un ruolo più centrale della classe lavoratrice di tutta la Valle e di una rottura totale contro chi queste politiche le sta avallando.
Questa estate centinaia di turisti israeliani sono approdati in Sardegna, anche grazie ad accordi con le istituzioni che hanno permesso di farli accompagnare da agenti del Mossad in borghese, autorizzati ad effettuare perquisizioni negli scali aeroportuali al di fuori della giurisdizione dello Stato ebraico. Come documentiamo nell'articolo, inoltre, molti di questi 'turisti' sono membri dell'IDF o coinvolti attivamente nel genocidio. Nelle scorse settimane è però cominciata una mobilitazione, che ha coinvolto attivistu e lavoratoru del turismo e degli aereoporti. Sulla scia degli annunci di sciopero dei portuali di Genova e delle piazze di questi giorni in solidarietà alla Global Sumud Flottilla, la mobilitazione può essere un punto di partenza per rilanciare la lotta contro genocidio sionista anche in Sardegna e connettersi a quella contro la militarizzazione e la speculazione energetica.
La lotta contro la riforma del pre-ruolo Bernini, che minaccia di precarizz…
Quella che prende forma in vista del 15 marzo non è una piazza genericamente europeista che si batte contro le estreme destre e per il sostegno all’Ucraina, come ce ne sono state altre nel recente passato. È, al contrario, una piazza che in nome della riaffermazione dei presunti valori europei avvalla e sostiene una folle corsa al riarmo. Questo avviene con i partiti del centrosinistra schierati al gran completo e con la partecipazione di alcune delle principali organizzazioni del movimento operaio. Il momento è grave. Serve un’immediata reazione antimilitarista e antimperialista, mettendo al centro l'indipendenza e la forza della classe lavoratrice, senza nessun cedimento all'europeismo liberale.
Pochi giorni fa sui giornali è uscita la notizia della presunta adesione de…
Con una svolta autoritaria e bonapartista, il presidente sudcoreano Yoon Su…
Nel loro libro, Fino all’ultimo di noi (2024. Roma: Red Star Press. 18 euro…
Nell’ambito della ricerca ingegneristica, la Sapienza di Roma ha firmato un accordo con l’Aeronautica Militare: l’ennesima collaborazione con l’industria militare e le forze armate che favorisce la spinta verso il riarmo e la militarizzazione italiana e internazionale.
Stamattina si è tenuta la riunione mensile della CRUI. Blindata come al solito, non ha minimamente recepito le istanze di una delegazione rappresentativa di migliaia di studenti universitari e lavoratori di scuola, università e ricerca che da mesi si mobilitano per rompere i legami col complesso industriale israeliano, e dunque gli atenei che vi collaborano, e col genocidio a Gaza.
Dopo una prima campagna, il comitato UniSa_Palestina lancia la sua prima assemblea pubblica, centrata alla lotta contro l'accordo Maeci.
Pubblichiamo in anteprima online l’editoriale di Egemonia #7, la nostra riv…
Il via libera dell’Ungheria apre alla Svezia l’entrata nella NATO dopo due anni di trattative. Il militarismo del paese scandinavo è già all’avanguardia nel clima generale di rilancio della spesa militare europea.
La NATO accoglie oggi la Finlandia come 31° membro ufficiale dell'Alleanza: l’entrata in funzione antirussa prosegue l'allargamento a est e provoca l’ira di Mosca.
Una riflessione per ribadire come l’organizzazione e la forza d’urto della classe lavoratrice sono ancora decisive e necessarie per fermare la spirale di violenza e crisi a cui ci conducono la guerra e la logica del capitale.