Una breccia contro il ‘bonapartismo’ di Macron: le sfide strategiche della rivolta dei liceali in Francia
Le mobilitazioni dei liceali francesi hanno sconvolto la routine pre-elettorale della politica francese e squarciato il muro dello stesso dibattito italiano nel nostro paese, fino a un mese fa impastoiato nelle alchimie della legge elettorale e delle future coalizioni, su cui incombe il 'pericolo Vannacci'. In varie grandi città - Torino, Napoli e Roma, ma da ieri anche Bologna (ed è probabile la lista si allungherà) – gli studenti delle scuole superiori, principalmente licei, hanno imbracciato lo slogan “fare come in Francia” e hanno occupato le loro scuole contro le politiche razziste di Meloni e Valditara accanto al rifiuto del definanziamento dell'istruzione per finanziare il riarmo. Queste situazione di fermento, già in parte espressosi con la buona partecipazione soprattutto giovanile ai cortei per la Palestina del 10 ottobre, avrà un'altra occasione di consolidarsi e, auspichiamo svilupparsi, venerdì 16, con lo sciopero internazionale per il clima. Un'altra grande occasione, in cui l'attivazione studentesca potrà convergere con quella di settori importanti della classe lavoratrice, sarà lo sciopero generale di USB, collegato allo sciopero internazionale dei porti, del prossimo 30 ottobre, che prova a spezzare la cappa di passività imposta dalle burocrazie dei principali sindacati, in una situazione di salari stagnanti, inflazione e 'austerità armata' – la stessa che già denunciano i liceali. In un quadro del genere, è necessario avviare un dibattito rispetto a come costruire, ampliare e dare continuità a queste date di lotta. Fare come in Francia vuol dire allora anche riflettere seriamente sui connotati di quelle mobilitazione, sui dibattiti che le stanno animando per trarne insegnamenti pratici, anche alla luce di un bilancio del grande movimento per la Palestina che abbiamo conosciuto lo scorso anno. Cominciamo perciò con questo articolo una serie di pubblicazioni da Revolution Permanente, nostra organizzazione sorella oltralpe, che insieme all'organizzazione giovanile affiliata Le Poingt Levé sta conquistando un rilevante spazio politico nel movimento e nell'estrema sinistra intervenendo nel fuoco delle lotte. Nel testo, si tratteggiano le origini, le caratteristiche e le potenzialità delle proteste, ma si discutono anche i compiti a cui esse si trovano di fronte per strutturarsi, rafforzarsi e ribaltare i rapporti di forza: in particolare, l'articolo evidenzia come sia necessario saldare ed estendere l'unità studenti e lavoratori sviluppando e aumentando il coordinamento degli importanti embrioni di auto-organizzazione che stanno emergendo nella mobilitazione, sfidando dal basso l'attendismo delle burocrazie sindacali e le tentazioni di subordinare la lotta a una strategia elettoralista.