L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa
Rilanciamo questo articolo di approfondimento a cura del Movimento No Base …
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Lo sciopero internazionale dei porti del 6 febbraio rappresenta un passo im…
Il 16 dicembre scorso è uscito il primo numero del bollettino “HUB”, nato s…
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di…
Il 26 ottobre a Colleferro si è tenuta una mobilitazione che ha coinvolto centinaia di persone provenienti da tutto il circondario della Valle del Sacco. Un’occasione per denunciare il genocidio in Palestina, ma soprattutto per contrastare le industrie di armamenti che in tutta la Valle stanno ampliando le produzioni e acquisiscono sempre più controllo del territorio. Una mobilitazione importante e necessaria, ma che ha bisogno di un ruolo più centrale della classe lavoratrice di tutta la Valle e di una rottura totale contro chi queste politiche le sta avallando.
Riceviamo e pubblichiamo il seguente appello, che invita la CGIL e tutti i sindacati di base a scioperare unitariamente il 28 novembre, convergendo sulla data convocata da USB. Come già espresso nell'ultimo editoriale pubblicato, è della massima importanza sprigionare la forza della classe lavoratrice per combattere la manovra finanziaria del riarmo e dei tagli allo stato sociale che il governo sta per approvare. Le giornate del 3-4 ottobre ci hanno dimostrato come l'unità nella lotta sia possibile sfruttando appieno l'autorganizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici e sfidando le burocrazie sindacali.
Lunedì 27 ottobre è stata chiamata una assemblea dal collettivo di fabbrica GKN dal titolo “Una Sana Disobbedienza” a cui abbiamo partecipato. L’assemblea è stata un momento di restituzione ufficiale della manifestazione organizzata dal collettivo il 18 ottobre ma anche di riflessione sul futuro della vertenza e della mobilitazione a cui stiamo assistendo in Italia, che avrà come passaggio importante lo sciopero generale dei sindacati di base del 28 novembre. In questo breve articolo riportiamo i punti principali dell’assemblea e dei suoi interventi.
Nelle ultime settimane, il movimento italiano a sostegno della Palestina ha compiuto un balzo in avanti nella lotta internazionalista contro il genocidio in corso, contro l'economia di guerra e la militarizzazione, contro la crescente precarietà e il peggioramento delle condizioni materiali di vita della classe operaia. I nostri compagni francesi di Revolution Permanente hanno avuto l'opportunità di intervistare Cinzia Della Porta, membro dell'esecutivo nazionale e responsabile del dipartimento internazionale dell'Unione Sindacale di Base, nonché membro della segreteria mondiale della WFTU (Federazione Sindacale Mondiale), e José Nivoi, leader del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e rappresentante dell'USB per il porto di Genova, imbarcato sulla Global Sumud Flotilla e recentemente rientrato in Italia.
La bozza della legge di bilancio 2026 è stata approvata dal governo. La nuova finanziaria prosegue la politica di tagli allo stato sociale per trovare nuovi fondi per i capitalisti e per il riarmo. Abbiamo bisogno di riprendere lo storico successo del 22 settembre e del 3-4 ottobre con una campagna per un grande sciopero generale unitario. Rilanciamo la data del 28 novembre avanzata dal CALP e da USB!
Oltre 17 mila firme in pochi giorni per chiedere la fine della collaborazio…
Martedì 21 ottobre, alle ore 18 presso la fermata Metro EUR Palasport, è prevista a Roma una mobilitazione contro Cybertech Europe. L’iniziativa nasce in Israele e da anni promuove partnership tra governi, eserciti e aziende produttrici di tecnologie utilizzate in contesti di guerra e repressione, come Gaza o i Territori Palestinesi Occupati. Si tratta di una fiera che, pur presentata come evento sulla “sicurezza digitale”, in realtà favorisce la promozione di tecnologie per l’industria militare, la sorveglianza e l’intelligence, mettendo in relazione imprese tecnologiche, governi e forze armate. L’appuntamento è un emblema del crescente intreccio tra settore tecnologico e produzione di armamenti e repressione statale, con il complesso militare-industriale e l'intelligence che stanno man mano fagocitando sempre più forza lavoro impiegata nell’industria tech. Dietro questo appuntamento c’è la regia di Leonardo spa, capofila della militarizzazione dell’industria tech italiana, di recente formalmente accusata di complicità con il genocidio dei palestinesi in virtù dei dispositivi che fornisce a Israele. Nel quadro del riarmo imperialista e la digitalizzazione della repressione statale la battaglia contro la conversione bellica dell’industria tecnologica è fondamentale per il ruolo strategico che svolge.
Venerdì 10 ottobre al porto di Livorno si è tenuta un’assemblea p…
Con una inedita convergenza USB-CGIL, due scioperi generali e una manifestazione nazionale oceanica, oltre che innumerevoli cortei territoriali, nelle ultime settimane l’Italia si è fermata più volte per la Palestina. Porti, stazioni ferroviarie, strade, scuole e università bloccate, cortei di massa ovunque. Milioni di lavoratori, lavoratrici e giovani hanno invaso le strade italiane in giornate di mobilitazione che segnano l'inizio di una nuova fase della lotta di classe. Questa esplosione di lotta colpisce per il cambio di passo che determina rispetto al passato recente, in particolare per l’irruzione di un rinnovato protagonismo operaio, tramite i collettivi dei portuali, e la sinergia con settori giovanili e studenteschi. Ora si pone la grande sfida di dare una strutturazione e un orientamento strategico a queste nuove energie liberate, per frenare il traffico di armi verso Israele e sanzionare lo stato sionista, ma anche sedimentare nuovi rapporti di forza nella società a favore della classe lavoratrice. Volevamo aiutare la Palestina a liberarsi, ma la Palestina sta aiutando a liberare noi.
Negli ultimi giorni governi e media si sono sperticati in grida di giubilo …
Ieri, in Francia, centinaia di migliaia di manifestanti hanno messo in campo manifestazioni, blocchi e picchetti di sciopero in diverse piazze, strade e siti strategici. Una mobilitazione che si inserisce in una fase di grave crisi politica del governo francese, sotto i colpi di una finanziaria lacrime e sangue prevista per il prossimo autunno, a causa di crescenti pressioni all'austerità. Pressioni alle quali nell'ultimo quindicenno il conflitto sociale era riuscito a rispondere con relativa efficacia, ma che ora diventano sempre più forti in un contesto segnato dalle politiche di riarmo, in Francia come in tutta Europa. La mobilitazione è stata lanciata negli scorsi mesi dalla CGT proprio contro la legge di bilancio e il governo Bayrou – dimissionario qualche giorno fa – rappresentando, più in generale, un nuovo baricentro per il rilancio della lotta di classe contro Macron, a due anni dall'approvazione della contro-riforma delle pensioni. Nonostante il boicottaggio di altri grandi sindacati, come la cattolica CFDT, una certa tendenza all'auto-organizzazione, tramite assemblee generali con lavoratori e studenti, ha permesso di smentire le previsioni che scommettevano su un movimento ultra-minoritario. Questa dinamica che dimostra che la rabbia è diffusa, che i giovani vogliono unirsi alla lotta e che occorre un piano di battaglia per sconfiggere Macron e le politiche anti-lavoratori. Un nuovo banco di prova sarà la data di sciopero del 18 settembre a cui parteciperanno tutti i sindacati. Segue una prima traduzione dai nostri compagni di Révolution Permanente.
La settimana scorsa ha vinto il SI al referendum sul CCNL attività ferrovia…
La convocazione della manifestazione del 7 giugno da parte di PD, AVS e M5S…
In questi giorni Jean-Luc Mélenchon, presidente de la France Insoumise (LFI…
Approvata all’unanimità la mozione per il boicottaggio accademico contro le…
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di una compagna sarda sull’esercitaz…
Il governo inserisce in un decreto legge, approvato il 4 aprile in Consigli…
In una primavera di occupazioni che sta coinvolgendo gli istituti secondari…
Un anno fa i sindacati presentavano la piattaforma per il rinnovo dei ccnl …
Quella che prende forma in vista del 15 marzo non è una piazza genericamente europeista che si batte contro le estreme destre e per il sostegno all’Ucraina, come ce ne sono state altre nel recente passato. È, al contrario, una piazza che in nome della riaffermazione dei presunti valori europei avvalla e sostiene una folle corsa al riarmo. Questo avviene con i partiti del centrosinistra schierati al gran completo e con la partecipazione di alcune delle principali organizzazioni del movimento operaio. Il momento è grave. Serve un’immediata reazione antimilitarista e antimperialista, mettendo al centro l'indipendenza e la forza della classe lavoratrice, senza nessun cedimento all'europeismo liberale.
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