Salvini chiude i porti, la «linea dura» lascia in mare i 629 migranti e rifugiati della Aquarius

Dopo aver preso a bordo 629 migranti e rifugiati, la nave Aquarius (della Ong Sos Méditerranée, direttamente collegata a Medici Senza Frontiere) si è diretta a nord, verso un porto che tuttora non è stato assegnato, secondo le indicazioni del centro di coordinamento di Roma. Tra le persone a bordo, almeno quaranta hanno rischiato di affogare quando si è rovesciato il gommone su cui erano. I minori non accompagnati sono 123.

Con loro Salvini ha deciso di adottare la “linea dura”. D’accordo con Toninelli (ministro dei trasporti, M5s) sono stati chiusi i porti alle navi di soccorso umanitario. Dalla necessità di apparire come l’uomo forte al comando, Salvini ha aperto uno scontro diplomatico con Malta (nota superpotenza). Ed è così che sulla pelle di centinaia di innocenti è cominciato lo gioco dello scaricabarile. Per il governo italiano è Malta a dover far sbarcare i rifugiati in quanto il porto più vicino è lì. Malta sostiene che il porto di La Valletta non è adeguato e che comunque le operazioni di recupero sono state coordinate dalla Guardia Costiera italiana.

Il gioco delle parti è proseguito durante tutta la notte e non è ancora finito. Di Maio ha ratificato la decisione di Salvini, non potendo rischiare la figura del codardo.

Stando al premier Conte, personale medico è stato mandato a bordo dell’Aquarius per assicurarsi delle condizioni mediche dei rifugiati. Poco male per le riserve di acqua e cibo che, secondo l’equipaggio, non dureranno per più di due giorni.

La mossa di Salvini serve al governo per alzare la voce con le potenze del G7, conclusosi senza che Conte abbia strappato nessuna promessa in merito all’immigrazione. Il fallimento diplomatico ha infatti permesso di puntare sulla classica narrazione per cui “l’Italia è lasciata sola”, riscontrando un consenso che può facilmente risultare maggioritario. Non è da sottovalutare nemmeno la ricaduta sulle elezioni comunali, contando che la decisione di chiudere i porti è arrivata da Salvini proprio mentre si aprivano i seggi per il primo turno. Tra due settimane si terranno i ballottaggi, la Lega sembra trainare il centrodestra verso una vittoria dirompente a scapito di PD e (soprattutto) M5S. Liste di centrodestra saranno presenti in 15 capoluoghi su 16.

Diventa fondamentale reagire alla mossa di Salvini, e l’unica maniera per farlo è costruendo una mobilitazione di tutti i lavoratori, coi lavoratori dei porti in testa.

Gabriele Bertoncelli

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