Martedì 28 Ottobre, h17.30, nel chiostro della biblioteca di discipline umanistiche dell’università di Firenze inauguriamo Armi della Critica, un percorso collettivo di dibattito e auto-formazione per fare nostre le parole di Antonio Gramsci “istruitevi, agitatevi, organizzatevi” e per dotarci degli strumenti critici per analizzare e trasformare il presente. Strumenti che un’università sempre più sotto-finanziata e dipendente da grandi gruppi economico-militari è sempre meno in grado di fornirci, se mai lo è stata. Nel primo incontro, in dialogo con le idee di Rosa Luxemburg, ci chiederemo quali sono le prospettive per ‘ri-bloccare tutto’ dopo i grandi scioperi delle scorse settimane per la Palestina. 


La fase storica che stiamo vivendo è caratterizzata dalla sempre più veloce disgregazione del periodo di relativa stabilità dell’ordine mondiale guidato dagli USA e dai paesi occidentali successivo al 1989. Le tensioni geopolitiche e le tendenze alla guerra si intensificano, mentre la crisi economica si fonde con quella ecologica. Chi detiene il potere in questa società sa rispondere a queste sfide solo con un aggravamento del caos sistemico e rinnovati assalti alle condizioni di vita delle maggioranze sociali. Così, se il ‘sud globale’ è saccheggiato dalle multinazionali, dall’imperialismo e dal colonialismo, nel ‘nord’ vengono imposte politiche di bassi salari, austerità e riarmo. L’ascesa dell’estrema destra trumpiana, gli attacchi alle donne, alla comunità LGBT+ e agli immigrati negli Stati Uniti e in Europa, sono un altro prodotto inevitabile di tutto questo.


Al contempo, viviamo però un risveglio del conflitto sociale, con mobilitazioni di massa sempre più frequenti, negli ultimi anni, anche nei paesi dell’Europa occidentale – a partire dalla Francia, fino alle proteste e agli scioperi in Italia per la Palestina delle scorse settimane. I giovani, in particolare, insieme a settori sempre più ampi della classe lavoratrice, sono stanchi di giocare il ruolo di comparse in una Storia scritta e impostagli dall’alto.
Vogliamo diventare protagonisti di una rottura politica e sociale. Ma come rendere tutta questa energia il motore di un cambiamento radicale? È necessario fare nostre le parole di Antonio Gramsci: “istruitevi, agitatevi, organizzatevi!”. Un primo passo in questo senso è dotarci delle Armi della Critica necessarie a capire le contraddizioni del presente e il significato delle lotte che le attraversano; per discutere una strategia che faccia di queste lotte la leva per una trasformazione anti-capitalista, che non ripeta gli errori del passato, come la social-democrazia, lo stalinismo, ma anche l’illusione che “il movimento sia tutto e il fine nulla”. 

Su queste basi, lanciamo a Firenze, un percorso collettivo di auto-formazione e dibattito in università che comincerà il prossimo martedì 28 ottobre con una discussione sugli scioperi, le azioni di piazza e le occupazioni di scuole e atenei innescati nelle scorse settimane dal “blocchiamo tutto” del CALP di Genova per la Global Sumud Flotilla e la Palestina. Ne discuteremo a partire da alcuni articoli de la Vdl e in dialogo con le idee di Rosa Luxemburg, che per prima ha analizzato la dinamica e il significato politico degli scioperi generali, come è possibile estenderli e farne momenti di accumulo di forze rivoluzionarie. Nei prossimi incontri, ci chiederemo che cos’è l’imperialismo oggi e perchè comprenderlo è necessario per lottare non solo per la Palestina, ma anche con la Palestina, prima di affrontare il rapporto tra capitalismo ed ecologia.

Ci vediamo martedì 28 ottobre alle ore 17.30, presso il chiostro della Biblioteca di Discipline Umanistiche dell’Università di Firenze, sotto la bacheca de La Voce delle Lotte.

Qui per il materiale del primo incontro (i testi sono utili per approfondire, ma non è necessaria la lettura per partecipare al dibattito).

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