Nessuno sgombero, tutti dentro. La FATE deve diventare una causa nazionale contro chi impone i tagli
Traduciamo questa serie di tre articoli pubblicati il 22, 24 e 25 febbraio …
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Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 14/02/2026 su Left…
Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 14/02/2026 su La I…
Solidarietà attiva con il popolo cubano, contro il blocco, l'asfissìa pet…
La vittoria di José Antonio Kast alle elezioni presidenziali cilene segna l…
L'aggressione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela è un salto in avanti nell'offensiva imperialista contro l'America Latina. Non si tratta solo di un attacco a un paese, ma di un brutale avvertimento a tutti i popoli che sfidano i dettami di Washington. Di fronte a questa escalation neocoloniale, non bastano le condanne diplomatiche né gli astratti appelli alla pace: è necessaria una risposta di massa, internazionalista e di classe. Per questo motivo, dalla Corriente Revolución Permanente – Cuarta Internacional (CRP-QI) e dalla Rete Internazionale La Izquierda Diario poniamo al centro di questa dichiarazione la richiesta alle organizzazioni sindacali, ai movimenti sociali e politici, a cominciare da quelli che hanno ripudiato l'attacco, a indire uno sciopero della classe lavoratrice nel continente, come asse di una mobilitazione internazionale in grado di arrestare l'aggressione imperialista, espellere l'imperialismo USA dal Venezuela e aprire una prospettiva di lotta per tutta l'America Latina. Insieme alla CRP-QI, sostengono questa dichiarazione le organizzazioni March to Socialism della Corea del Sud, Rouge! del Belgio e Corriente Roja - Cuarta Internacional dello Stato spagnolo.
Con rinnovata Dottrina Monroe di Trump quali sono le condizioni storiche e strategiche della lotta antimperialista nell'America Latina di oggi?
L'impatto dell'attacco di Trump al Venezuela e il rapimento di Nicolás Madu…
Gli agenti dell'ICE hanno ucciso l'osservatrice legale Renee Nicole Good a …
Presentiamo la dichiarazione della nostra corrente femminista socialista in…
Basta con l'attacco militare contro il Venezuela! Fuori le navi e le truppe statunitensi dai Caraibi e dall'America Latina! Cessazione immediata di tutte le sanzioni economiche contro il Venezuela! Abbasso il blocco aereo e navale imposto da Trump! L'aggressione imperialista deve essere fermata!
Mercoledì scorso il presidente Rodrigo Paz ha promulgato il Decreto 5503 che ha provocato un aumento di quasi il 100% dei prezzi dei carburanti. Le proteste di diversi settori dei lavoratori e della popolazione povera non si sono fatte attendere e ci sono stati scioperi dei trasportatori e blocchi stradali.
Kast ha trionfato al secondo turno con oltre il 58% dei voti. Jeannette Jara della coalizione di centrosinistra ha ottenuto il 41% dei voti. L'esito delle elezioni segna una dura sconfitta per il governo di Boric, punito per i suoi voltafaccia, le rinunce programmatiche e il demoralizzazione che ha generato nella sua stessa base sociale. In Cile c'è la forza per affrontare l'estrema destra, bisogna cominciare a organizzarla.
L'esercito statunitense ha lanciato una nuova serie di attacchi letali contro navi straniere sospettate di traffico di stupefacenti, uccidendo otto persone.
Pubblichiamo di seguito la dichiarazione politica della Frazione Trotskista…
Trump ha dichiarato un “blocco totale” contro il Venezuela, intensificando la sua campagna militare per un cambio di regime. Dobbiamo mobilitarci per porre fine all'ingerenza degli Stati Uniti e lottare per il diritto all'autodeterminazione del Venezuela.
Condividiamo la dichiarazione della nostra organizzazione sorella in Brasile, il Movimento Revolucionario de Trabalhadores (MRT), pubblicata su Esquerda Diario (parte della Rete Internazionale La Izquierda Diario), in merito al massacro compiuto dal governo assassino di Cláudio Castro a Rio de Janeiro.
Il MIR si pose il compito di costruire una sinistra rivoluzionaria nel Cile degli anni 60-70. Quale bilancio si può trarre da quell'esperienza?
Storico risultato del ripudio e della mobilitazione di massa contro il governo Milei: la legge "Omnibus" è stata ritirata. Si tratta di continuare la lotta per respingere anche l'applicazione del decreto-legge "d'urgenza" emanato da Milei.
Nonostante lo scarso entusiasmo di molti leader sindacali, lo sciopero ha mostrato chi fa funzionare un Paese e dunque chi può fermarlo. La Izquierda Diario ha seguito diversi sindacati, aziende e città con i nostri corrispondenti per raccontarti come è stata vissuta la giornata dopo anni di passività della CGT e della CTA. Il prossimo martedì, o comunque il giorno in cui la legge verrà approvata, ci sarà nuovo sciopero con mobilitazioni e picchetti. Non per negoziare alcuni punti: bisogna rovesciare tutte le leggi e i provvedimenti di Milei.
Video-intervista di Alessandra Ciattini a Giacomo Turci, direttore della Voce delle Lotte, sul cambiamento repentino della situazione in Argentina a seguito dei primissimi provvedimenti del nuovo governo Milei.
Dedichiamo un dossier alla situazione esplosiva che si è andata sviluppando in Argentina a seguito della vittoria alle elezioni presidenziali di Javier Milei
La vittoria del candidato di estrema destra Javier Milei al secondo turno d…
La vittoria di Javier Milei al ballottaggio lo scorso 20 novemebre ha animato varie analisi e discussioni, che vanno dal tentativo di spiegare la sua vittoria elettorale a quello di discernere quali cambiamenti sociali, ideologici e culturali potrebbero essere alla base del suo emergere. Traduciamo questo interessante spunto di Juan Dal Maso, militante e intellettuale marxista del Partito Socialista de los Trabajadores (PTS), già noto ai nostri lettori come autore di Il marxismo di Gramsci, uscito in italiano a cura nostra, per Red Star Press, nel 2021. Secondo Dal Maso, Milei appare più come un'espressione della crisi organica del capitalismo argentino che come una soluzione ai suoi problemi.