Il consenso sancito dalla legge: una falsa vittoria femminista [video]
In Francia, il 29 ottobre 2025, il Parlamento ha inserito il consenso nella…
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Sabato 28 febbraio si sono svolte a Roma e in diverse città italiane manife…
Il primo settembre la presidente Meloni è venuta in vista a Caivano, in provincia di Napoli, dove c'è stato blitz delle forze dell’ordine del 5 settembre, rivendicato da Meloni, contro la malavita organizzata. Caivano è saltata alla cronaca perché è stato luogo dello stupro di due minorenni da parte di un gruppo di coetanei: una violenza perpetrata più volte per mesi prima che le due ragazze riuscissero a denunciare.
Il caso di molestie avvenuto all’interno dell’Università di Bologna ci ricorda (come se ne avessimo bisogno) delle strutture di potere machista e delle dinamiche patriarcali che condizionano la vita di milioni di studentə in ogni ateneo d’Italia. Il silenzio è il cibo di cui si nutre questo sistema: l'autorganizzazione e la lotta i metodi per stroncarlo.
Ieri dopo l’assemblea lanciata dal collettivo di scienze politiche alla Sapienza di Roma, si è scelta la strada dell’occupazione della facoltà per dare un segnale forte contro la repressione che l*stess* student* avevano subito durante un presidio pochi giorni prima da parte di una brutale carica delle forze dell’ordine all’interno della stessa università. Denunciamo anche un episodio di stupro che ha coinvolto una studentessa in infermieristica, sempre alla Sapienza, durante un tirocinio,, segnale della necessità di estendere la mobilitazione e di collegarla al tema dell'aziendalizzazione dell'istruzione universitaria, alle lotte dei lavoratori della ricerca, e non solo.
Le donne in Polonia lottano da anni contro il governo di destra e contrario ai diritti che cerca non solo di limitare ma di vietare il diritto all'aborto in tutti i casi. Oggi, questo divieto viene sperimentato in prima persona dalle vittime di stupro tra le rifugiate ucraine in Polonia.
A seguito di un vergognoso non luogo a procedere contro denunce di stalking, la portavoce di Potere al Popolo, Marta Collot, ha deciso di rivelare di essere stata lei ad aver subito un’aggressione sessuale tre anni fa, quando PaP fece una campagna contro l’episodio. A Marta va la nostra totale solidarietà. Pubblichiamo di seguito una dichiarazione della corrente femminista Il pane e le rose.
La polemica contro Beppe Grillo, schieratosi brutalmente a difesa del figli…
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“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma più inaccettab…