Chiunque lavori nell’ambito del commercio conosce bene di cosa si parla quando si presenta il momento dell’inventario.

L’inventario consiste concretamente nel contare ogni singolo articolo presente in un punto vendita, per valutare la quantità di merce invenduta presente in magazzino, gli eventuali ammanchi di merce derubata, e infine l’ammontare del patrimonio costituito dalla merce stessa, presente in quello specifico periodo nel punto vendita. Poco ci interessa a cosa serva questo diamine di inventario, quello che più mi preme raccontare in questo articolo, sono le condizioni in cui i lavoratori vengono chiamati a svolgere questo inderogabile impegno. I commessi dovranno presentarsi nell’ora prestabilita dal capetto di turno presso il punto vendita. Nel mio caso specifico l’ultimo inventario è durato la bellezza di sette ore (quindi un ordinario turno di lavoro) che si vanno a sommare, alle altre sette ore di turno, svolte il giorno stesso per un totale di 14 ore.
Voglio aggiungere che nel mio caso queste ore non vengono retribuite, ma finiscono nel famosissimo “monte ore” che io chiamerei anche “buco nero” visto e considerato che le mie ore in più sono per me (come per i miei colleghi) un grande mistero!
L’inventario tra l’altro è notturno quindi la paga dovrebbe essere maggiore, durante il giorno naturalmente il titolare non è d’accordo con noi che sia il caso di chiudere al pubblico e contare,e no! Perderebbe preziosi incassi, quelli che senza vergogna vengono a noi negati.
In questo caso l’unica cosa che abbiamo da guadagnare noi operai è lo stress,l’ansia, rabbia e gastrite!
C’è il bisogno concreto di organizzarsi e lottare contro tutto questo, perché ci stanno portando via anche quel poco che ci spetterebbe persino per legge.
Non si può scendere a questi ricatti per il bisogno di lavorare e vivere dignitosamente, ma la situazione al momento è questa, al ricatto ci si scende e si tace,perché ci sentiamo tutti soli con le nostre ingiustizie, le nostre domande, la nostra rabbia.
Bisogna unirsi, e lottare insieme! Non sarà mai semplice, ma dobbiamo chiederci se siamo pronti a subire fino alla fine dei nostri giorni, o se non sia meglio rischiare tutti insieme, lottare e magari cambiare questo schifo che chiamiamo mondo del lavoro.

“Chi è più ricco e più potente sa che cresce il suo potere quando a chi non ha un bel niente le sue balle sembran vere.
E non sta più nella pelle quando le opinioni altrui,sono sempre uguali a quelle che fanno arricchire lui!”
Fausto Amodei “Chi è più ricco”

Matilda