Il separatismo come freno alla lotta dei ferrovieri. Proposte di dibattito al sindacalismo di base e ai lavoratori
A partire da un bilancio degli scioperi generali di maggio e dello sciopero…
A partire da un bilancio degli scioperi generali di maggio e dello sciopero…
Poco prima del primo maggio ha debuttato il nuovo “decreto lavoro” del governo Meloni che in pompa magna lo ha annunciato come "il modo migliore per ringraziare gli italiani" e "celebrare" la Festa dei lavoratori. Ma c'è davvero qualcosa di concreto dietro la propaganda di un governo in forte difficoltà su cui pesano le decisioni prese in anni di guerre, sostegno a governi di ultra destra (in particolare ovviamente quelli di Trump e Netanyahu) e attacchi ai lavoratori e alle lavoratrici?
Nelle scorse settimane il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (d'ora in av…
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settem…
Il quartiere di Bagnoli, nell’area flegrea di Napoli, porta sulle spalle un’eredità complessa e dolorosa: quasi un secolo di industria pesante, tra acciaierie, disastri ambientali e lotte operaie. Dalla grande fabbrica dell’ILVA, simbolo di speranza e resistenza, alla sua dolorosa chiusura nel 1992, la comunità locale si trova oggi ad affrontare le ferite di un passato difficile, con un occhio rivolto a un possibile riscatto. Tra bonifiche mai completate, emergenze sanitarie e progetti di riqualificazione che sembrano spesso sfuggire al controllo dei cittadini, il quartiere si sforza di trovare una via diversa: quella di una partecipazione attiva, di un recupero sostenibile e di una nuova idea di futuro. In questo contesto, il racconto di Bagnoli diventa un simbolo delle sfide di una classe che si scontra con l’Italia e tenta di riscrivere il proprio rapporto con l’ambiente, il lavoro e la partecipazione democratica.
Riceviamo e pubblichiamo il seguente appello, che invita la CGIL e tutti i sindacati di base a scioperare unitariamente il 28 novembre, convergendo sulla data convocata da USB. Come già espresso nell'ultimo editoriale pubblicato, è della massima importanza sprigionare la forza della classe lavoratrice per combattere la manovra finanziaria del riarmo e dei tagli allo stato sociale che il governo sta per approvare. Le giornate del 3-4 ottobre ci hanno dimostrato come l'unità nella lotta sia possibile sfruttando appieno l'autorganizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici e sfidando le burocrazie sindacali.
Nelle ultime settimane, il movimento italiano a sostegno della Palestina ha compiuto un balzo in avanti nella lotta internazionalista contro il genocidio in corso, contro l'economia di guerra e la militarizzazione, contro la crescente precarietà e il peggioramento delle condizioni materiali di vita della classe operaia. I nostri compagni francesi di Revolution Permanente hanno avuto l'opportunità di intervistare Cinzia Della Porta, membro dell'esecutivo nazionale e responsabile del dipartimento internazionale dell'Unione Sindacale di Base, nonché membro della segreteria mondiale della WFTU (Federazione Sindacale Mondiale), e José Nivoi, leader del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e rappresentante dell'USB per il porto di Genova, imbarcato sulla Global Sumud Flotilla e recentemente rientrato in Italia.
Lo scorso sabato 18 Ottobre il Collettivo di Fabbrica GKN ha diretto un par…
È notizia della scorsa settimana che il parlamento greco a maggioranza conservatrice, con i 153 seggi su 300 controllati dalla destra di Neo Dimokratia, ha approvato la legge che permette la giornata lavorativa di 13 ore sotto alcune condizioni. La scelta è stata contestata da sindacati e opposizione: si apre ora una durissima lotta contro questo barbaro provvedimento che riporta indietro l’orologio della Storia di più di cento anni.
Martedì 21 ottobre, alle ore 18 presso la fermata Metro EUR Palasport, è prevista a Roma una mobilitazione contro Cybertech Europe. L’iniziativa nasce in Israele e da anni promuove partnership tra governi, eserciti e aziende produttrici di tecnologie utilizzate in contesti di guerra e repressione, come Gaza o i Territori Palestinesi Occupati. Si tratta di una fiera che, pur presentata come evento sulla “sicurezza digitale”, in realtà favorisce la promozione di tecnologie per l’industria militare, la sorveglianza e l’intelligence, mettendo in relazione imprese tecnologiche, governi e forze armate. L’appuntamento è un emblema del crescente intreccio tra settore tecnologico e produzione di armamenti e repressione statale, con il complesso militare-industriale e l'intelligence che stanno man mano fagocitando sempre più forza lavoro impiegata nell’industria tech. Dietro questo appuntamento c’è la regia di Leonardo spa, capofila della militarizzazione dell’industria tech italiana, di recente formalmente accusata di complicità con il genocidio dei palestinesi in virtù dei dispositivi che fornisce a Israele. Nel quadro del riarmo imperialista e la digitalizzazione della repressione statale la battaglia contro la conversione bellica dell’industria tecnologica è fondamentale per il ruolo strategico che svolge.
Con una inedita convergenza USB-CGIL, due scioperi generali e una manifestazione nazionale oceanica, oltre che innumerevoli cortei territoriali, nelle ultime settimane l’Italia si è fermata più volte per la Palestina. Porti, stazioni ferroviarie, strade, scuole e università bloccate, cortei di massa ovunque. Milioni di lavoratori, lavoratrici e giovani hanno invaso le strade italiane in giornate di mobilitazione che segnano l'inizio di una nuova fase della lotta di classe. Questa esplosione di lotta colpisce per il cambio di passo che determina rispetto al passato recente, in particolare per l’irruzione di un rinnovato protagonismo operaio, tramite i collettivi dei portuali, e la sinergia con settori giovanili e studenteschi. Ora si pone la grande sfida di dare una strutturazione e un orientamento strategico a queste nuove energie liberate, per frenare il traffico di armi verso Israele e sanzionare lo stato sionista, ma anche sedimentare nuovi rapporti di forza nella società a favore della classe lavoratrice. Volevamo aiutare la Palestina a liberarsi, ma la Palestina sta aiutando a liberare noi.
Dopo la riuscita giornata del 22 settembre, il movimento operaio italiano cresce di intensità. Una giornata di sciopero negli aeroporti avrà luogo venerdì 26 settembre, per i salari e per Gaza, in preparazione della giornata nazionale del 4 ottobre.
Lo sciopero generale di lunedì ha avuto successo ben oltre il previsto, segnando un punto di svolta carico di potenziale per il movimento contro il genocidio in Palestina. A sorprendere non è stata solo l’ampiezza della partecipazione, ma il protagonismo di giovani, studenti, lavoratori non sindacalizzati. Ora la sfida è strategica: evitare derive avventuriste, contenere le competizioni interne rafforzando la democrazia del movimento e costruire un fronte unico di lotta. In questo senso, spingere Usb e Cgil a convocare uno sciopero generale unitario è una priorità cruciale.
Negli ultimi giorni, la Global Sumud Flotilla ha stimolato anche in Italia una serie di importanti manifestazioni per la Palestina, proprio mentre Israele accelera le operazioni di genocidio e occupazione di Gaza. L’annuncio di uno sciopero a sostegno dell’iniziativa lanciato la settimana scorsa dai portuali di Genova riporta il baricentro della solidarietà internazionalista nei luoghi di lavoro. Inoltre, crea un terreno fertile per il rilancio della mobilitazione degli studenti e del personale dell’università contro gli accordi con Israele, ma più in generale per una lotta contro le politiche di militarizzazione, repressione e impoverimento del governo Meloni. Per evitare il recupero delle istanze pro-Palestina e del dissenso contro l’estrema destra da parte di forze filo-sioniste e pro-riarmo come il Partito Democratico e i suoi alleati, è però necessario discutere come costruire una piattaforma anti-capitalista e indipendente dal centro-sinistra.
Con una partecipazione appena superiore al 30 percento degli aventi diritto…
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Lo sciopero non deve rimanere una data isolata: trasformiamolo in un primo momento di convergenza intersindacale tra lavoratori e di alleanza col movimento studentesco e per la Palestina, per costruire un piano di lotta contro il governo.
L’offensiva di Confindustria contro la piattaforma dei sindacati confederal…