Aggressione imperialista in Venezuela: interventi dalla Corrente per la Rivoluzione Permanente (CRP-QI)
L'impatto dell'attacco di Trump al Venezuela e il rapimento di Nicolás Madu…
L'impatto dell'attacco di Trump al Venezuela e il rapimento di Nicolás Madu…
Le mobilitazioni contro l'aggressione imperialista di Trump devono anche pu…
Presentiamo la dichiarazione della nostra corrente femminista socialista in…
Dopo i dibattiti iniziati lunedì 15 dicembre sulla situazione internazionale, martedì la XIV Conferenza della FT ha approfondito il dibattito sulla caratterizzazione della Cina come potenza capitalista in ascesa e sulla politica che i socialisti rivoluzionari dovrebbero adottare riguardo al ruolo del gigante asiatico nell'ordine mondiale, con i suoi caratteri imperialisti, il brutale sfruttamento della classe lavoratrice e il progetto estrattivista, rifiutando qualsiasi schieramento o illusioni in un farsesco multilateralismo progressista.
L'esercito statunitense ha lanciato una nuova serie di attacchi letali contro navi straniere sospettate di traffico di stupefacenti, uccidendo otto persone.
Pubblichiamo di seguito la dichiarazione politica della Frazione Trotskista…
Trump ha dichiarato un “blocco totale” contro il Venezuela, intensificando la sua campagna militare per un cambio di regime. Dobbiamo mobilitarci per porre fine all'ingerenza degli Stati Uniti e lottare per il diritto all'autodeterminazione del Venezuela.
La Frazione Trotskista - Quarta Internazionale e la Rete Internazionale di giornali militanti La Izquierda Diario, delle quali la FIR - Voce delle Lotte è la sezione italiana, denunciano e condannano con fermezza la nuova aggressione imperialista degli Stati Uniti contro il Venezuela. La nostra condanna nasce da una prospettiva di classe, anti-imperialista e anticapitalista, totalmente indipendente e di opposizione di sinistra al governo di Maduro. Ci pronunciamo senza ambiguità per il più deciso ripudio internazionalista di qualsiasi intervento militare, politico o economico dell'imperialismo statunitense in Venezuela, come in qualsiasi altro paese dell'America Latina e dei Caraibi. Per la sconfitta dell'offensiva militarista di Trump!
Martedì 21 ottobre, alle ore 18 presso la fermata Metro EUR Palasport, è prevista a Roma una mobilitazione contro Cybertech Europe. L’iniziativa nasce in Israele e da anni promuove partnership tra governi, eserciti e aziende produttrici di tecnologie utilizzate in contesti di guerra e repressione, come Gaza o i Territori Palestinesi Occupati. Si tratta di una fiera che, pur presentata come evento sulla “sicurezza digitale”, in realtà favorisce la promozione di tecnologie per l’industria militare, la sorveglianza e l’intelligence, mettendo in relazione imprese tecnologiche, governi e forze armate. L’appuntamento è un emblema del crescente intreccio tra settore tecnologico e produzione di armamenti e repressione statale, con il complesso militare-industriale e l'intelligence che stanno man mano fagocitando sempre più forza lavoro impiegata nell’industria tech. Dietro questo appuntamento c’è la regia di Leonardo spa, capofila della militarizzazione dell’industria tech italiana, di recente formalmente accusata di complicità con il genocidio dei palestinesi in virtù dei dispositivi che fornisce a Israele. Nel quadro del riarmo imperialista e la digitalizzazione della repressione statale la battaglia contro la conversione bellica dell’industria tecnologica è fondamentale per il ruolo strategico che svolge.
Negli ultimi giorni governi e media si sono sperticati in grida di giubilo …
Blocchiamo tutto! Questa è la parola d’ordine. Lo sciopero generale del …
Il piano presentato da Trump alla Casa Bianca ha ricevuto sin da subito il benestare di gran parte dei regimi arabi, un segnale chiaro che vede soprattutto i paesi del Golfo in prima fila ad inchinarsi dinanzi all’imperialismo occidentale. Non una novità. Infatti se c’è un filo comune che lega l’intera storia palestinese e le sue vicende è quello relativo alla complicità dei regimi arabi nell’avallare le scelte dell’imperialismo. Fu così nel 1937, durante la Grande Rivoluzione, quando invitarono la borghesia palestinese ad arrestare uno dei più lunghi scioperi della Storia, e fu così nelle fasi del cosiddetto processo di pace, soprattutto dopo il 1973. Il comunicato del 29 settembre da parte di Arabia Saudita, Egitto, Emirati e Qatar, con il beneplacito silenzioso dell’Iran, confermano questa regola. I regimi arabi sono i primi alleati dell’entità sionista e soltanto l’azione della classe lavoratrice può cambiare le carte in tavola. Non vi è alcun asse della resistenza che possa in una qualche maniera portare avanti una politica alternativa che punti a una vera emancipazione dei palestinesi e dei popoli arabi.
Più di 100.000 persone a Roma; occupate ingresso e uscita dell’autostrada A…
Trump non solo ha bombardato l'Iran, ma ha anche fatto a pezzi il fragile equilibrio su cui poggiava ancora una parvenza di ordine mondiale. Dopo la guerra in Ucraina e il genocidio in Palestina, questa è un'ulteriore prova dell'accelerazione verso un'era di guerre, crisi e rivoluzioni; quest'ultime, forse, si stanno già preparando in questo mondo sempre più turbolento.
Tariq Ali riconduce la campagna di bombardamenti israeliani sull’Iran alle iniziative sioniste ed occidentali di lungo corso contro il paese persiano, nel quadro dell’ingerenza imperialista in Medio Oriente.
Pubblichiamo di seguito la dichiarazione della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale sui recenti attacchi dell'imperialismo statunitense e di Israele contro l'Iran.
Gli USA rivendicano la loro "ottima" operazione di bombardamenti di 3 siti nucleari in Iran. È fondamentale rigettare quest'ennesimo attacco imperialista in Medio Oriente: giù le mani dall'Iran!
Attaccando i pilastri strategici del regime iraniano, Netanyahu, alla guida di un governo radicalizzato, punta a una vittoria totale. Ma questa ambizione estrema si basa su una scommessa pericolosa, che potrebbe minacciare l'esistenza dello Stato di Israele. Un'analisi a caldo della pericolosa escalation portata avanti da Israele contro l'Iran.
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di una compagna sarda sull’esercitaz…
In decine di migliaia si stanno presentando alle manifestazioni “Contro l’O…
Questo scritto è servito come testo-base per la prima parte della discussio…
Quella che prende forma in vista del 15 marzo non è una piazza genericamente europeista che si batte contro le estreme destre e per il sostegno all’Ucraina, come ce ne sono state altre nel recente passato. È, al contrario, una piazza che in nome della riaffermazione dei presunti valori europei avvalla e sostiene una folle corsa al riarmo. Questo avviene con i partiti del centrosinistra schierati al gran completo e con la partecipazione di alcune delle principali organizzazioni del movimento operaio. Il momento è grave. Serve un’immediata reazione antimilitarista e antimperialista, mettendo al centro l'indipendenza e la forza della classe lavoratrice, senza nessun cedimento all'europeismo liberale.
A un anno dal femminicidio di Giulia, dall'offensiva genocida israeliana a Gaza e a pochi giorni dallo sciopero nazionale indetto da Cgil e Uil, donne, queers e alleati tornano in piazza a Roma e in tutto il Paese per la giornata internazionale contro la violenza di genere. Pubblichiamo la dichiarazione della corrente femminista socialista Il pane e le Rose – Pan y Rosas Italia, che rivendica la ricostruzione di un movimento in cui organizzare la nostra rabbia attraverso la convergenza con sindacati e organizzazioni sociali per riuscire a capovolgere il sistema imperialista basato sull’alleanza tra capitale e l’etero cis patriarcato.
Durante questo fine settimana del 18, 19 e 20 a Napoli si terrà uno dei div…