Giù le mani da Officina 99 e per la costruzione di un coordinamento contro la repressione
Sabato si è tenuta a Napoli una grande assemblea contro la repressione. L’incontro è…
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Presentiamo la dichiarazione della nostra corrente femminista socialista internazion…
Lo sgombero del centro sociale Askatasuna, fortemente voluto dal governo e avvenuto …
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settembre e il …
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di nuovo a …
Quest’articolo è la versione scritta dell’intervento di Andrea D’Atri, fondatrice de…
Come ogni anno il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere,…
Dal 23 novembre gli studenti del Liceo Righi di Roma stanno occupando il loro istituto per Gaza. La loro protesta è in solidarietà con il popolo palestinese e contro la censura istituzionale finora subita. Recentemente, su pressione di un deputato leghista, si sono visti cancellare una conferenza di sensibilizzazione sulla situazione nella Striscia, dopo che già negli anni passati si erano verificati altri episodi gravi simili. Per questo, gli studenti e le studentesse si sono mobilitati occupando l’istituto, mettendo in campo molteplici attività autogestite di discussione, approfondimento e anche supporto allo studio, dimostrando nel concreto la scuola che rivendicano: partecipativa, solidale, che sviluppi il senso critico. Li abbiamo intervistati per raccontarci la loro esperienza di lotta di questi giorni e del ruolo degli studenti nelle mobilitazioni ‘Blocchiamo tutto’ delle ultime settimane.
Anche l’Isis Melissa Bassi a Scampia si unisce alle occupazioni del “Blocchiamo tutto”. Abbiamo fatto una chiacchiera con una studentessa della scuola e diverse docenti per capire cosa spinge ragazz3 così giovani a mobilitarsi per la Palestina e come questo si intrecci con la loro vita quotidiana da student3 di un territorio complesso come quello di Scampia.
Lunedì 27 ottobre è stata chiamata una assemblea dal collettivo di fabbrica GKN dal titolo “Una Sana Disobbedienza” a cui abbiamo partecipato. L’assemblea è stata un momento di restituzione ufficiale della manifestazione organizzata dal collettivo il 18 ottobre ma anche di riflessione sul futuro della vertenza e della mobilitazione a cui stiamo assistendo in Italia, che avrà come passaggio importante lo sciopero generale dei sindacati di base del 28 novembre. In questo breve articolo riportiamo i punti principali dell’assemblea e dei suoi interventi.
Ieri, a Napoli, dopo una brutale aggressione da parte delle forze dell’ordine, sono …
Oltre 17 mila firme in pochi giorni per chiedere la fine della collaborazione tra l’…
Lo scorso sabato 18 Ottobre il Collettivo di Fabbrica GKN ha diretto un partecipatis…
Con una inedita convergenza USB-CGIL, due scioperi generali e una manifestazione nazionale oceanica, oltre che innumerevoli cortei territoriali, nelle ultime settimane l’Italia si è fermata più volte per la Palestina. Porti, stazioni ferroviarie, strade, scuole e università bloccate, cortei di massa ovunque. Milioni di lavoratori, lavoratrici e giovani hanno invaso le strade italiane in giornate di mobilitazione che segnano l'inizio di una nuova fase della lotta di classe. Questa esplosione di lotta colpisce per il cambio di passo che determina rispetto al passato recente, in particolare per l’irruzione di un rinnovato protagonismo operaio, tramite i collettivi dei portuali, e la sinergia con settori giovanili e studenteschi. Ora si pone la grande sfida di dare una strutturazione e un orientamento strategico a queste nuove energie liberate, per frenare il traffico di armi verso Israele e sanzionare lo stato sionista, ma anche sedimentare nuovi rapporti di forza nella società a favore della classe lavoratrice. Volevamo aiutare la Palestina a liberarsi, ma la Palestina sta aiutando a liberare noi.
Dalle grandi mobilitazioni, ai luoghi di studio, ai luoghi di lavoro abbiamo bisogno di portare avanti una lotta politica che concretizzi non solo l’unità tra lavorato3 e student3 ma l’unità tra l3 student3 stess3 e lɜ lavorator3 stess3. Una lotta che si spinga a rompere l’individualismo neoliberale e che liberi tutt3 da una visione paralizzante delle proprie vite e del proprio ruolo sociale e politico. Un mondo diverso è possibile e lo possiamo conquistare organizzandoci.
Blocchiamo tutto! Questa è la parola d’ordine. Lo sciopero generale del 3 ottobre…
Questa estate centinaia di turisti israeliani sono approdati in Sardegna, anche grazie ad accordi con le istituzioni che hanno permesso di farli accompagnare da agenti del Mossad in borghese, autorizzati ad effettuare perquisizioni negli scali aeroportuali al di fuori della giurisdizione dello Stato ebraico. Come documentiamo nell'articolo, inoltre, molti di questi 'turisti' sono membri dell'IDF o coinvolti attivamente nel genocidio. Nelle scorse settimane è però cominciata una mobilitazione, che ha coinvolto attivistu e lavoratoru del turismo e degli aereoporti. Sulla scia degli annunci di sciopero dei portuali di Genova e delle piazze di questi giorni in solidarietà alla Global Sumud Flottilla, la mobilitazione può essere un punto di partenza per rilanciare la lotta contro genocidio sionista anche in Sardegna e connettersi a quella contro la militarizzazione e la speculazione energetica.
Approvata all’unanimità la mozione per il boicottaggio accademico contro le complici…
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