DdL antisemitismo: La repressione pedagogica della mobilitazione
Il ddl antisemitismo votato al senato rappresenta un passo ulteriore nella repressio…
Il ddl antisemitismo votato al senato rappresenta un passo ulteriore nella repressio…
L’attacco sferrato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran a partire dal 28 febbraio …
Haji è una studentessa del liceo Machiavelli di Firenze e fa parte del collettivo K1…
Nelle ultime settimane, il Governo italiano ha intensificato la repressione ed i processi giudiziari contro giovani, lavoratori, studenti e attivisti che hanno partecipato alle mobilitazioni ed all’enorme sciopero generale del 3 ottobre in solidarietà con il popolo palestinese. Sono state convocate assemblee e cortei in varie città italiane per contrastare questa nuova ondata di repressione.
Mercoledì scorso il presidente Rodrigo Paz ha promulgato il Decreto 5503 che ha provocato un aumento di quasi il 100% dei prezzi dei carburanti. Le proteste di diversi settori dei lavoratori e della popolazione povera non si sono fatte attendere e ci sono stati scioperi dei trasportatori e blocchi stradali.
Kast ha trionfato al secondo turno con oltre il 58% dei voti. Jeannette Jara della coalizione di centrosinistra ha ottenuto il 41% dei voti. L'esito delle elezioni segna una dura sconfitta per il governo di Boric, punito per i suoi voltafaccia, le rinunce programmatiche e il demoralizzazione che ha generato nella sua stessa base sociale. In Cile c'è la forza per affrontare l'estrema destra, bisogna cominciare a organizzarla.
Trump ha dichiarato un “blocco totale” contro il Venezuela, intensificando la sua campagna militare per un cambio di regime. Dobbiamo mobilitarci per porre fine all'ingerenza degli Stati Uniti e lottare per il diritto all'autodeterminazione del Venezuela.
Questa domenica e lunedì della settimana prossima, si terranno le elezioni regionali…
Negli ultimi giorni, la Global Sumud Flotilla ha stimolato anche in Italia una serie di importanti manifestazioni per la Palestina, proprio mentre Israele accelera le operazioni di genocidio e occupazione di Gaza. L’annuncio di uno sciopero a sostegno dell’iniziativa lanciato la settimana scorsa dai portuali di Genova riporta il baricentro della solidarietà internazionalista nei luoghi di lavoro. Inoltre, crea un terreno fertile per il rilancio della mobilitazione degli studenti e del personale dell’università contro gli accordi con Israele, ma più in generale per una lotta contro le politiche di militarizzazione, repressione e impoverimento del governo Meloni. Per evitare il recupero delle istanze pro-Palestina e del dissenso contro l’estrema destra da parte di forze filo-sioniste e pro-riarmo come il Partito Democratico e i suoi alleati, è però necessario discutere come costruire una piattaforma anti-capitalista e indipendente dal centro-sinistra.
Con una partecipazione appena superiore al 30 percento degli aventi diritto, i 4 ref…
L'8 e 9 giugno si voterà per i cinque referendum abrogativi su lavoro, precarietà e …
Il governo inserisce in un decreto legge, approvato il 4 aprile in Consiglio dei min…
Una polpetta avvelenata è il regalo che il governo Meloni ha riservato alle donne pe…
Quella che prende forma in vista del 15 marzo non è una piazza genericamente europeista che si batte contro le estreme destre e per il sostegno all’Ucraina, come ce ne sono state altre nel recente passato. È, al contrario, una piazza che in nome della riaffermazione dei presunti valori europei avvalla e sostiene una folle corsa al riarmo. Questo avviene con i partiti del centrosinistra schierati al gran completo e con la partecipazione di alcune delle principali organizzazioni del movimento operaio. Il momento è grave. Serve un’immediata reazione antimilitarista e antimperialista, mettendo al centro l'indipendenza e la forza della classe lavoratrice, senza nessun cedimento all'europeismo liberale.
L'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, rappresenta un momento cruciale per …
Pochi giorni fa sui giornali è uscita la notizia della presunta adesione delle segre…
Siamo a pochi giorni da un fine settimana di sciopero per tutto il settore ferroviario, lanciato da USB, CUB, SGB e dall’ Assemblea PdM-PdB – il coordinamento autorganizzato del personale di bordo e di macchina a cui collaborano vari sindacati di base. Si tratta di una nuova data importante - dopo lo sciopero del 12 dicembre scorso - in cui i lavoratori di tutti i sotto-settori della mobilità su rotaia (infrastruttura, circolazione, macchinisti e capitreno) possono lottare insieme per un rinnovo del contratto con riduzione dell’orario di lavoro e forti aumenti salariali; per dire no all’accordo del 10 gennaio ai danni dei manutentori, ma anche ai tentativi da parte di Salvini e del governo di reprimere i ferrovieri con la legge anti-sciopero 146 e continuare a mantenere sotto-finanziato e subordinato al profitto il trasporto pubblico (questa la causa dei ritardi dei treni, non i fantomatici “sabotatori” agitati dal ministro). Per l’occasione, pubblichiamo un’intervista a Ezio Gallori, storico macchinista in prima fila nelle lotte dei ferrovieri tra il 1957 e il 1996, tra i fondatori del Coordinamento Macchinisti Uniti (CoMU), organismo autorganizzato che ha fatto da punta di lancia per gli scioperi nelle ferrovie fino agli anni 1990. Classe 1938, Gallori continua oggi ad essere attivo nelle lotte dei pensionati e nello storico giornale dei macchinisti autorganizzati Ancora in Marcia!. In questa intervista, a partire da domande sulle lotte del passato, emergono spunti ancora attuali per quelle del presente: l’importanza dell’organizzazione dal basso e democratica dei lavoratori, indipendente dalle direzioni burocratiche dei sindacati confederali, ma anche in grado di coinvolgere i lavoratori a prescindere dalla tessera sindacale; il ruolo che possono giocare i ferrovieri contro la guerra, ma anche in battaglie contro le nocività e per l’ecologia; la centralità della costruzione dei rapporti di forza e dell’unità dei lavoratori per vincere contro padroni, governo e repressione.
Milioni di lavoratori hanno aderito allo sciopero generale indetto dai sindacati mag…
Nelle ultime settimane, numerose assemblee sono state indette negli atenei italiani per discutere e capire come combattere la controriforma Bernini-Resta. In alcuni casi, come a Pisa, la partecipazione è stata massiccia. In altri, decisamente meno. Per evitare uno sterile corporativismo, il nascente movimento deve trovare una convergenza larga con la classe lavoratrice e il mondo studentesco. Questa può avvenire a partire da tre parole d’ordine: salario, riduzione dell’orario di lavoro, e diritto all’abitare e alla mobilità.
Martedì scorso Mario Draghi ha presentato un rapporto sulla competitività dell'Unione Europea. Una proposta di rilancio basata sulla richiesta di investimenti colossali, sul rafforzamento della ricerca scientifica e della produttività del lavoro e su un piano di riarmo militare basato sul debito.
L’ANPI di Grosseto ha deciso di annullare la manifestazione anti-fascista di domenic…
Nell'ultimo anno è nata a Firenze un'importante esperienza di organizzazione e coord…
Questo Week End si terrà il primo turno delle elezioni legislative francesi, in segu…
Nell’ambito della ricerca ingegneristica, la Sapienza di Roma ha firmato un accordo con l’Aeronautica Militare: l’ennesima collaborazione con l’industria militare e le forze armate che favorisce la spinta verso il riarmo e la militarizzazione italiana e internazionale.
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