La giornata di sciopero internazionale femminista di domani, 8 marzo, deve battersi contro l’aggressione russa e per la pace immediata in Ucraina, e contro l’escalation militarista della NATO.

Di seguito, la dichiarazione della corrente femminista socialista “Il pane e le rose – Pan y Rosas Italia”.


La guerra e noi: perché l’8 marzo deve essere antimilitarista

Come tutti ben sappiamo, da giovedì 24 febbraio, l’escalation di tensione nei tentativi di accordi tra il governo USA e quello russo è sfociata nell’invasione russa dell’Ucraina.
Nonostante la retorica di Draghi, e di quasi tutto l’arco parlamentare, che questa guerra rompa con l’idea di pace assoluta associata al fiorire dell’Unione Europea, noi sappiamo bene che l’intervento armato delle potenze imperialiste europee all’estero è sempre continuato: non solo con il terribile conflitto in Yugoslavia, ma in parecchi conflitti in Asia e in Africa.
A maggior ragione, dunque, la guerra in Ucraina richiama la necessità di una forte mobilitazione contro le guerre e contro l’attuale escalation militarista che ha attraversato l’Europa.

La sicurezza di sofferenze economiche ed umanitarie per la classe lavoratrice in tutti i paesi coinvolti dalla guerra ci chiama a preparare azioni di lotta fino allo sciopero generale, per colpire direttamente “in casa” i capitalisti che fremono per poter aumentare il loro potere tramite la distruzione di interi paesi e il saccheggio di intere popolazioni: il nostro principale nemico è a casa nostra, e sta a noi a combatterlo, come una larga parte della popolazione russa sta contestando attivamente nelle strade il governo reazionario e militarista di Putin.

Appoggiare l’intervento della NATO in Ucraina – per quanto “limitato” all’invio di armamenti di ogni tipo – significa legittimare una cricca di potenze che hanno riempito il mondo di armi per decenni, e aizzato le peggiori bande reazionarie e nazionaliste ucraine solo per utilizzarle come sponda per i propri affari e interessi militari, facendo leva sul sentimento di appartenenza del popolo ucraino contro le mire “grandi-russe” di Putin, e non facendosi scrupoli su quante vite sarebbero costate, come testimoniano le molte migliaia di morti violente seguite alla costante “piccola guerra” nel Donbass dal 2014.

In questo scenario di guerra non ci sono potenze o governi “buoni”, e questo bisogna urlarlo con forza, perché la conquista della pace e di rapporti di fratellanza tra russi e ucraini non passa per le mire imperiali di Putin o la difesa di un governo reazionario e servo della Nato come quello di Zelensky, ma per l’organizzazione dal basso della classe lavoratrice e della popolazione oppressa in Ucraina come in Russia. L’indipendenza e la vera pace per l’Ucraina non saranno mai garantite dalla “protezione” dalla NATO o dalla sottomissione alla Russia degli oligarchi, ma da una comune lotta con la classe lavoratrice russa, e dalla presa del potere politico da parte di lavoratori e lavoratrici in Ucraina.
A noi il compito di unirci alla loro lotta in Italia e nel resto dei paesi NATO.

Editoriale Egemonia #2. 8 marzo e convergenza delle lotte: quale soggetto per quale lotta politica?

L’importanza dello sciopero dell’8 marzo
La data dell’8 marzo, che si rifà ad una storia e tradizione socialista che nasce anche dalle mobilitazioni delle donne contro la prima guerra mondiale, favorisce la convergenza di tutti i piani sociali, riuscendo ad essere così una data trasversale che può raggruppare le esigenze di tutti i settori della popolazione subalterna.
Scioperare l’8 marzo con una forte posizione antimilitarista e contro l’aggressività delle potenze NATO e contro l’aggressione russa non sarebbe solo un modo per ricordare, commemorare le donne, i bambini, morti durante le guerre e in particolare quelli caduti nel conflitto su suolo ucraino, ma un modo per rivendicare l’essenza politica di questa data: un attacco frontale alle politiche imperialiste, al capitalismo e al patriarcato che utilizzano la guerra come estrema proiezione di una violenza quotidiana, giornaliera, che lavoratori e lavoratrici, donne e comunità LGBT+ subiscono. Una data di lotta che ribadisce l’impossibilità di una una vera liberazione dei popoli dalle oppressioni e dalla catastrofe (economica, ambientale, militare…) all’interno di questo sistema. Nel contesto di oggi, questo significa liberarsi dell’illusione di una pace globale democratica e duratura tramite l’intervento di quelle stesse istituzioni internazionali, ONU compresa, che rimangono sempre e comunque sotto il tallone di ferro di una ristrettissima minoranza di capitalisti.
Per questo rivendichiamo che la data dello sciopero di domani dia centralità alle rivendicazioni anti-militariste:

  • Ritiro delle truppe russe e fine della guerra ORA!
  • Ritiro immediato dei contingenti alla frontiera orientale della NATO, truppe italiane comprese, basta all’escalation imperialista! Via la NATO dall’Italia, via l’Italia dalla NATO!
  • Per un’Ucraina indipendente, operaia e socialista.

Per un 8 marzo transfemminista, anticapitalista e antimperialista che dica NO alla guerra in Ucraina!

Il pane e le rose – Pan y Rosas Italia

 

Il collettivo "Il pane e le rose" nasce nel 2019 aderendo alla corrente femminista socialista internazionale "Pan y Rosas", presente in molti paesi in Europa e nelle Americhe