FIOM Bergamo: un lavoratore penalizzato perché…. ha scioperato!

  • Data : maggio 29, 2017
  • Sezione : Lavoro

Di seguito riportiamo questo comunicato de Il sindacato è un’altra cosa (Opposizione CGIL) di Bergamo. La presa di posizione “giustizialista” della FIOM di Bergamo, che pretende di far pagare a un compagno una sanzione che non ha neanche ancora ricevuto, è una stortura, strumentale alla repressione dell’area di opposizione, che fa invidia alle pose manettare del populismo grillino.

La CGIL si lamenta perché i lavoratori non sono combattivi? Ma se c’è chi in CGIL è pronto a condannarli perché… hanno partecipato a uno sciopero!!!

L’opposizione alla maggioranza opportunista della CGIL, anche al congresso dell’anno prossimo, deve avere il suo centro nella costruzione di un sindacato come organo dei lavoratori, fatto di delegati e dirigenti combattivi e contrapposti ai padroni, e non come corporazione parastatale che serve ai capitalisti per gestire a proprio vantaggio la concerazione delle condizioni di lavoro.

Oggi, il direttivo della FIOM di Bergamo è stato teatro di una arrogante gestione da parte del segretario e della presidente che hanno palesemente finto di ignorare le regole minime che tutta la CGIL si dà nel suo Statuto per garantire la presenza di opinioni diverse all’interno dell’organizzazione.

Per la seconda volta consecutiva, ci è stato impedito di mettere in votazione la sostituzione di un nostro compagno nel direttivo. La giustificazione è stata che contro di lui ci sarebbe una denuncia alla Commissione di Garanzia della CGIL (l’organo interno cui spetta di decidere se un iscritto viola le regole). Alcuni suoi colleghi della FIOM avrebbero scritto alla Commissione, accusandolo, secondo quanto ci ha stato detto, di aver partecipato ad alcuni scioperi di fabbrica indetti dalla CUB.

Quanto è accaduto è grave, perché palesemente viene discriminato un compagno, ponendo un vero e proprio veto contro di lui (per la seconda volta! era già accaduto nel precedente direttivo con un’altra “scusa”).
Per questa ragione abbiamo votato contro e poi abbiamo abbandonato il direttivo (le altre sostituzioni sono passate con 45 voti a favore e 27 contro, pari al 37,5%). Il nostro direttivo è proseguito fuori, dove abbiamo tenuto una assemblea con i compagni e le compagne dell’area.

Prima di uscire, abbiamo annunciato che faremo a nostra volta ricorso per quanto è avvenuto. E’ insostenibile che si vieti a un compagno di entrare nel direttivo per la sola ragione che esiste una accusa pendente contro di lui. La Commissione di Garanzia della CGIL stabilirà se quello che gli viene addebitato è vero o meno e quale eventualmente sarà la relativa sanzione (se ci sarà).
Se anche la Commissione decidesse, nel caso estremo, la sua espulsione dalla CGIL, lui potrebbe comunque ancora interpellare un livello più alto per provare a difendersi. Fino a prova contraria non è colpevole di niente! Per questo è assurdo che venga tenuto fuori dal direttivo.
Altrimenti basterebbe inviare una lettera alla Commissione di Garanzia per escludere qualsiasi iscritto da un direttivo.
Le regole della CGIL non prevedono niente di simile. E’ la Commissione di Garanzia che al limite decide una eventuale sanzione, non certo, sommariamente, la presidenza di un direttivo o il segretario generale, come è stato oggi.

Colpisce poi che l’accusa che viene mossa al compagno sia quella di aver partecipato a scioperi della CUB! Il diritto di sciopero è inalienabile. Non è a disposizione né della FIOM né della CGIL. Se un iscritto decide di partecipare a uno sciopero è del tutto libero di farlo. Niente nello Statuto della CGIL lo vieta.

Che un iscritto alla FIOM venga accusato di fare sciopero è poi davvero incredibile. Capiremmo di più il contrario.

In ogni modo, la Commissione di Garanzia valuterà il caso. Intanto denunciamo che, con questo pretesto, il compagno è stato già punito e escluso dal direttivo.  Tutto quello che è successo è tanto più grave perché è stato avvallato dal segretario generale nazionale della FIOM e da quello regionale.

Al compagno che è stato escluso va tutta la nostra solidarietà. Faremo ricorso e denunceremo nelle sede opportune.

Nel frattempo, né noi né tanto meno il compagno in questione ci facciamo intimorire da quanto avvenuto. La sua presenza nel direttivo sarebbe una ricchezza per tutti, soprattutto per i suoi colleghi. Chiederemo il rispetto delle regole, perché non abbiamo nessuna intenzione di lasciar passare l’idea che un gruppo dirigente possa gestire l’organizzazione come se fosse sua proprietà. Ma la nostra attività sindacale e quella del nostro compagno va avanti a prescindere!

La FIOM è di tutte le sue iscritte e di tutti i suoi iscritti. Non soltanto di coloro che ne detengono la maggioranza. Tanto più quando lo fanno con così tanta arroganza.

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