Meloni ha puntato forte sul referendum sulla riforma della giustizia e ha perso. Il NO ha prevalso con il 54% dei voti contro il 44% del SÌ. L’alta affluenza, quasi al 60%, ha dimostrato che il voto si è trasformato in un plebiscito politico sul governo. Un dato che può darci fiducia per proseguire nella costruzione di una mobilitazione che dalle piazze e dai luoghi di lavoro possa dare una spallata all’esecutivo, alle sue politiche di riarmo, repressione e massacro sociale. Una prima occasione in questo senso sarà la manifestazione NoKings di Roma sabato 28, a patto che si usi come momento per costruire un’opposizione radicata nella classe lavoratrice e nei giovani, ispirata al Blocchiamo Tutto dello scorso autunno e indipendente dal centro-sinistra. 


 

Negli ultimi giorni di campagna referendaria Meloni aveva insistito sul fatto che questa riforma fosse “indispensabile”. Ha cercato di polarizzare il voto, affermando che, se la riforma non fosse stata approvata, “immigrati clandestini, stupratori, pedofili e narcotrafficanti” sarebbero stati “rimessi in libertà”. Ha anche detto che un voto per il NO sarebbe stato un voto a favore di coloro che “devastano le stazioni senza alcuna conseguenza giudiziaria”, in riferimento alle proteste del movimento “Blocchiamo tutto” di settembre e ottobre 2025. 

Il risultato del voto costituisce un duro colpo politico per Meloni e fa a pezzi l’“aura di imbattibilità” della coalizione di destra al governo. Il NO è stato fortemente sostenuto in tutte le grandi città e in tutte le regioni del Sud Italia, così come tra i giovani. In città come Napoli, il NO ha raggiunto il 76%, il 60,31% a Roma, il 64% a Torino. Anche nella fascia dei votanti più giovani, tra i 18 e i 34 anni, è stato maggioritario, con il 61% che ha detto NO alla Meloni.

L’opposizione di centro-sinistra festeggia il risultato, considerandolo un punto di svolta nelle tendenze elettorali. Il PD e il Movimento 5 Stelle puntano a capitalizzare il malcontento nei confronti dell’attuale governo nelle prossime elezioni generali, previste per il 2027. L’opposizione di centro-sinistra ha fatto campagna per il NO, invitando a sostenere la Costituzione italiana e l’attuale magistratura. Denunciano ipocritamente la “svolta autoritaria” del governo Meloni, mentre difendono un apparato giudiziario che perseguita e reprime i settori di classi lavoratrici, popolari e giovani che lottano. Una giustizia di classe, che ha il suo pilastro nella difesa della proprietà privata e nella criminalizzazione del conflitto sociale. Una giustizia che perseguita chi ha solidarizzato con la Palestina e ha portato avanti gli scioperi generali di settembre e ottobre. Una giustizia che perseguita e espelle i migranti e condanna i lavoratori che scioperano.

Il nostro appello a votare NO, a differenza dell’opposizione di centro-sinistra, si è basato sulla necessità di respingere le riforme reazionarie di Meloni a partire da una politica di indipendenza di classe e dalla messa in discussione della casta giudiziaria. Ora dobbiamo approfittare della sconfitta politica del governo per rilanciare il percorso di lotta e organizzarci nelle strade e nei luoghi di lavoro. Non per riporre illusioni nel Partito Democratico e nei 5Stelle. Capiamo i compagni che inneggiano alle dimissioni di uno dei governi più reazionari della storia repubblicana, ma il punto non è tanto andare ad elezioni ora, quanto riprendere il percorso che si è aperto con gli scioperi generali per la Palestina di settembre e ottobre. Non solo essi hanno contribuito a cambiare il clima politico in Italia, ma ci indicano come l’unico modo per mettere realmente in discussione il governo e le sue politiche – senza dare sponda all’opposizione istituzionale non meno guerrafondaia e neoliberale dell’attuale esecutivo – sia la pratica concreta della mobilitazione di massa e dei blocchi alla produzionne e agli snodi logistici, con una serie di rivendicazioni non negoziabili e radicali. 

 

Contro la guerra e la repressione, rilanciare la lotta per sconfiggere Meloni

Il prossimo 28 marzo è convocata la mobilitazione No Kings, con lo slogan “Contro i re e le loro guerre”. Sarà sicuramente una mobilitazione partecipata, a giudicare dalle centinaia di persone protagoniste dell’assemblea di Roma che ha lanciato la data lo scorso 3 marzo e dall’adesione di centinaia di collettivi, centri sociali, organizzazioni e associazioni – gran parte dei quali settori militanti che hanno partecipato attivamente al Blocchiamo Tutto dell’ultimo autunno. 

Come FIR e la Voce delle Lotte chiamiamo a mobilitarsi, questo 28 marzo, per rafforzare la lotta contro il governo sul terreno della mobilitazione di piazza. In questo solco, pensiamo sia necessario discutere come rafforzare un blocco unitario e combattivo contro la guerra, l’imperialismo e la repressione; per sconfiggere il governo Meloni e le sue politiche reazionarie, come i decreti sicurezza e l’utilizzo sfrenato e l’estensione della legislazione anti-sciopero. Riteniamo urgente l’elaborazione di un programma che abbia come punti chiave la rivendicazione di non concedere un solo euro per il riarmo e le guerre promosse dalla UE, la rottura delle relazioni con Israele e l’opposizione all’aggressione imperialista di Trump all’Iran, con la rivendicazione dell’uscita dell’Italia dalla NATO. Un programma in grado di connettere l’opposizione alla militarizzazione con le esigenze materiali della classe lavoratrice, opponendo ai tagli per finanziare le spese militari, forti aumenti di spesa in sanità e istruzione; alla spirale inflazionistica generata dalle aggressioni imperialiste e alla stagnazione ultra-decennale del potere d’acquisto una scala mobile sui salar. Bisogna inoltre rigettare il ricatto ambiente-lavoro e quello morte-lavoro, sviluppando le rivendicazioni dei lavoratori GKN  in un obiettivo di lotta per l’intera classe lavoratrice: contro la riconversione bellica della produzione,  per l’esproprio dei settori in crisi e inquinanti, come l’automotive e la siderurgia; per una riconversione ecologica, pianificata e sotto il controllo democratico dei lavoratori e dei territori. 

 

Per un blocco anticapitalista e di classe nella mobilitazione del 28M. 

Aderiamo alla manifestazione del 28 ottobre, pur consapevoli che all’appello No Kings partecipino settori alleati del centro-sinistra come Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) la cui prospettiva è lontana da quella appena delineata e da un NO coerente al il riarmo e alla repressione. Fratoianni & co. rivendicano infatti una “difesa comune europea”, nascondendo la natura imperialista dell’UE. AVS ha inoltre una visione strategica che punta tutto sull’alleanza organica con il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, forze che con il decreto Minniti-Orlando, nel primo caso, e con quello Salvini-Conte nel secondo, hanno aperto le porte alle misure di criminalizzazione del dissenso e degli immigrati approvate nell’ultimo anno da Meloni & co. 

La nostra prospettiva è ben diversa – come crediamo lo sia quella di molti che partecipano al percorso No Kings – dalla ricostruzione del centro-sinistra. In alternativa a questa ipotesi, pensiamo infatti che si debba riprendere la strada del movimento combattivo “Blocchiamo tutto”, contesto in cui si è stati in grado di aprire una breccia in oltre un decennio di passività politica in Italia non certo tramite alchimie elettorali con la sinistra istituzionale, ma con il protagonismo di settori d’avanguardia della classe lavoratrice e dei movimenti, approfittando di una finestra di opportunità data dalla situazione internazionale e costringendo i vertici della CGIL, e il centro-sinistra stesso, ad andare a traino. 

In quest’ottica, bisogna lottare per il coordinamento dal basso tra i diversi settori in lotta a partire dai lavoratori implicati nella logistica e nella riconversione bellica. Un compito che può essere portato a termine realmente superando le divisioni e la passivizzazione che la burocrazia sindacale di Landini – alla quale Alleanza Verdi e Sinistra è organica – ha imposto al movimento dopo lo sciopero del 3 ottobre.  Crediamo anche, tuttavia, che nonostante i limiti politici di alcune forze che hanno aderito all’appello No Kings sbagli il sindacalismo di base, come USB e SiCobas, tra gli altri, a non convergere nella piazza del 28 ove una parte considerevole sarà costituita da giovani e lavoratori interessati a mobilitarsi su un terreno di rivendicazioni e pratiche radicali; settori che però si rischia di lasciare all’influenza di Fratoianni & co. boicottando la mobilitazione. 

Le tendenze all’unità nella lotta della classe lavoratrice e dei giovani, che si sono espresse a settembre e ottobre scorsi, sono aspetti chiave che dobbiamo estendere e approfondire; così come la costruzione di un polo anticapitalista riconoscibile e impegnato in una battaglia aperta per l’indipendenza dal centro-sinistra e dalle burocrazie sindacali nel movimento No Kings, se esso avrà uno sviluppo in seguito alla manifestazione di questo sabato. Ha ragione il compagno dei centri sociali del nord-est che all’ultima assemblea del percorso ha sottolineato come il ruolo delle organizzazioni  sia «favorire le condizioni perché nascano movimenti di massa»; aggiungiamo che, se si tratta di organizzazioni comuniste, esse abbiano anche il compito di dare battaglia per far crescere politicamente i movimenti di massa, approfondirne il radicamento nella classe lavoratrice, ed evitare che vengano riassorbiti da opzioni istituzionali e pro-sistema. 

La classe lavoratrice, insieme alla gioventù precaria e studentesca, costituiscono le forze sociali che, se si mobilitano, possono sconfiggere questo governo e aprire la strada a una reale alternativa politica. Non vogliamo ripetere il ciclo di un “ricambio” dall’alto, con il centro-sinistra al potere. Questo ha già portato a una spirale di frustrazione popolare e al rafforzamento dell’estrema destra. Come FIR e La voce delle Lotte parteciperemo alle mobilitazioni del 28 marzo e a ogni incontro di lotta con questa prospettiva, cercando l’unità con tutte quelle organizzazioni che intendono avanzare in questa direzione.

 

Frazione Internazionalista Rivoluzionaria

 

La Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR) è la sezione italiana della Corrente Rivoluzione Permanente - Quarta Internazionale (CRP-QI), organizzazione marxista rivoluzionaria.
La FIR anima il giornale militante La Voce delle Lotte, il quale è parte della rete internazionale di giornali militanti La Izquierda Diario.