Abbasso il blocco aereo di Trump e le minacce contro il Venezuela! L’aggressione imperialista deve essere sconfitta!
Pubblichiamo di seguito la dichiarazione politica della Frazione Trotskista - Quarta…
Pubblichiamo di seguito la dichiarazione politica della Frazione Trotskista - Quarta…
Dopo 5 giorni di sciopero a Genova, accompagnati da presidi e blocchi dell’autostrad…
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settembre e il …
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di nuovo a …
Come ogni anno il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere,…
La bozza della legge di bilancio 2026 è stata approvata dal governo. La nuova finanziaria prosegue la politica di tagli allo stato sociale per trovare nuovi fondi per i capitalisti e per il riarmo. Abbiamo bisogno di riprendere lo storico successo del 22 settembre e del 3-4 ottobre con una campagna per un grande sciopero generale unitario. Rilanciamo la data del 28 novembre avanzata dal CALP e da USB!
La Frazione Trotskista - Quarta Internazionale e la Rete Internazionale di giornali militanti La Izquierda Diario, delle quali la FIR - Voce delle Lotte è la sezione italiana, denunciano e condannano con fermezza la nuova aggressione imperialista degli Stati Uniti contro il Venezuela. La nostra condanna nasce da una prospettiva di classe, anti-imperialista e anticapitalista, totalmente indipendente e di opposizione di sinistra al governo di Maduro. Ci pronunciamo senza ambiguità per il più deciso ripudio internazionalista di qualsiasi intervento militare, politico o economico dell'imperialismo statunitense in Venezuela, come in qualsiasi altro paese dell'America Latina e dei Caraibi. Per la sconfitta dell'offensiva militarista di Trump!
Oltre 17 mila firme in pochi giorni per chiedere la fine della collaborazione tra l’…
Lo scorso sabato 18 Ottobre il Collettivo di Fabbrica GKN ha diretto un partecipatis…
Con una inedita convergenza USB-CGIL, due scioperi generali e una manifestazione nazionale oceanica, oltre che innumerevoli cortei territoriali, nelle ultime settimane l’Italia si è fermata più volte per la Palestina. Porti, stazioni ferroviarie, strade, scuole e università bloccate, cortei di massa ovunque. Milioni di lavoratori, lavoratrici e giovani hanno invaso le strade italiane in giornate di mobilitazione che segnano l'inizio di una nuova fase della lotta di classe. Questa esplosione di lotta colpisce per il cambio di passo che determina rispetto al passato recente, in particolare per l’irruzione di un rinnovato protagonismo operaio, tramite i collettivi dei portuali, e la sinergia con settori giovanili e studenteschi. Ora si pone la grande sfida di dare una strutturazione e un orientamento strategico a queste nuove energie liberate, per frenare il traffico di armi verso Israele e sanzionare lo stato sionista, ma anche sedimentare nuovi rapporti di forza nella società a favore della classe lavoratrice. Volevamo aiutare la Palestina a liberarsi, ma la Palestina sta aiutando a liberare noi.
Ieri sera si è disputata la partita di calcio tra Italia e Israele, allo stadio Friu…
Nelle ultime settimane, con cortei e numerose occupazioni di scuole e università, il…
Pubblichiamo di seguito una dichiarazione politica della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale che chiede la liberazione di tutti gli attivisti della Flotilla Global Sumud sequestrati dallo Stato di Israele e invita a raddoppiare la mobilitazione internazionale per fermare il genocidio in Palestina.
Blocchiamo tutto! Questa è la parola d’ordine. Lo sciopero generale del 3 ottobre…
Il piano presentato da Trump alla Casa Bianca ha ricevuto sin da subito il benestare di gran parte dei regimi arabi, un segnale chiaro che vede soprattutto i paesi del Golfo in prima fila ad inchinarsi dinanzi all’imperialismo occidentale. Non una novità. Infatti se c’è un filo comune che lega l’intera storia palestinese e le sue vicende è quello relativo alla complicità dei regimi arabi nell’avallare le scelte dell’imperialismo. Fu così nel 1937, durante la Grande Rivoluzione, quando invitarono la borghesia palestinese ad arrestare uno dei più lunghi scioperi della Storia, e fu così nelle fasi del cosiddetto processo di pace, soprattutto dopo il 1973. Il comunicato del 29 settembre da parte di Arabia Saudita, Egitto, Emirati e Qatar, con il beneplacito silenzioso dell’Iran, confermano questa regola. I regimi arabi sono i primi alleati dell’entità sionista e soltanto l’azione della classe lavoratrice può cambiare le carte in tavola. Non vi è alcun asse della resistenza che possa in una qualche maniera portare avanti una politica alternativa che punti a una vera emancipazione dei palestinesi e dei popoli arabi.
La grande mobilitazione di questi giorni ha inevitabilmente scatenato gli attacchi s…
Lo sciopero generale di lunedì ha avuto successo ben oltre il previsto, segnando un punto di svolta carico di potenziale per il movimento contro il genocidio in Palestina. A sorprendere non è stata solo l’ampiezza della partecipazione, ma il protagonismo di giovani, studenti, lavoratori non sindacalizzati. Ora la sfida è strategica: evitare derive avventuriste, contenere le competizioni interne rafforzando la democrazia del movimento e costruire un fronte unico di lotta. In questo senso, spingere Usb e Cgil a convocare uno sciopero generale unitario è una priorità cruciale.
Più di 100.000 persone a Roma; occupate ingresso e uscita dell’autostrada A1 a Firen…
Negli ultimi giorni, la Global Sumud Flotilla ha stimolato anche in Italia una serie di importanti manifestazioni per la Palestina, proprio mentre Israele accelera le operazioni di genocidio e occupazione di Gaza. L’annuncio di uno sciopero a sostegno dell’iniziativa lanciato la settimana scorsa dai portuali di Genova riporta il baricentro della solidarietà internazionalista nei luoghi di lavoro. Inoltre, crea un terreno fertile per il rilancio della mobilitazione degli studenti e del personale dell’università contro gli accordi con Israele, ma più in generale per una lotta contro le politiche di militarizzazione, repressione e impoverimento del governo Meloni. Per evitare il recupero delle istanze pro-Palestina e del dissenso contro l’estrema destra da parte di forze filo-sioniste e pro-riarmo come il Partito Democratico e i suoi alleati, è però necessario discutere come costruire una piattaforma anti-capitalista e indipendente dal centro-sinistra.
In queste ultime settimane il sindacato Sudd Cobas, che organizza lavoratori soprattutto nella zona della piana fra Firenze e Pistoia, ha lanciato due massicce campagne di scioperi contro lo sfruttamento indiscriminato operato dalle aziende del distretto tessile, a partire dalla richiesta di diritti basilari di lavoratrici e lavoratori, come le quaranta ore di lavoro settimanali. Bisogna sostenere queste lotte ed aiutare ad estenderle lungo tutta la filiera tessile.
Pubblichiamo di seguito la dichiarazione della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale sui recenti attacchi dell'imperialismo statunitense e di Israele contro l'Iran.
Con una partecipazione appena superiore al 30 percento degli aventi diritto, i 4 ref…
La convocazione della manifestazione del 7 giugno da parte di PD, AVS e M5S per “fer…
Da molto tempo un evento dell'estrema sinistra in Francia non suscitava tanto entusiasmo. Révolution Permanente (RP), parte della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale (FT-QI), ha organizzato un evento con oltre 2.000 persone che hanno partecipato per ascoltare cosa propongono i socialisti rivoluzionari di fronte a un capitalismo che offre solo guerre, carestie, persecuzioni e genocidi. Sono intervenuti portavoce e dirigenti della nostra corrente internazionale, e ha chiuso l'evento il ferroviere Anasse Kazib - portavoce di RP - perseguitato dal potere giudiziario per aver espresso la sua solidarietà alla Palestina. Da domenica 8 giugno, disponibile il video dell'evento con sottotitoli in italiano!