28/29 novembre: riuscito lo sciopero contro Meloni, austerità e genocidio!
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settem…
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settem…
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di…
Questa domenica e lunedì della settimana prossima, si terranno le elezioni …
Dal 23 novembre gli studenti del Liceo Righi di Roma stanno occupando il loro istituto per Gaza. La loro protesta è in solidarietà con il popolo palestinese e contro la censura istituzionale finora subita. Recentemente, su pressione di un deputato leghista, si sono visti cancellare una conferenza di sensibilizzazione sulla situazione nella Striscia, dopo che già negli anni passati si erano verificati altri episodi gravi simili. Per questo, gli studenti e le studentesse si sono mobilitati occupando l’istituto, mettendo in campo molteplici attività autogestite di discussione, approfondimento e anche supporto allo studio, dimostrando nel concreto la scuola che rivendicano: partecipativa, solidale, che sviluppi il senso critico. Li abbiamo intervistati per raccontarci la loro esperienza di lotta di questi giorni e del ruolo degli studenti nelle mobilitazioni ‘Blocchiamo tutto’ delle ultime settimane.
Anche l’Isis Melissa Bassi a Scampia si unisce alle occupazioni del “Blocchiamo tutto”. Abbiamo fatto una chiacchiera con una studentessa della scuola e diverse docenti per capire cosa spinge ragazz3 così giovani a mobilitarsi per la Palestina e come questo si intrecci con la loro vita quotidiana da student3 di un territorio complesso come quello di Scampia.
Nelle ultime settimane, il movimento italiano a sostegno della Palestina ha compiuto un balzo in avanti nella lotta internazionalista contro il genocidio in corso, contro l'economia di guerra e la militarizzazione, contro la crescente precarietà e il peggioramento delle condizioni materiali di vita della classe operaia. I nostri compagni francesi di Revolution Permanente hanno avuto l'opportunità di intervistare Cinzia Della Porta, membro dell'esecutivo nazionale e responsabile del dipartimento internazionale dell'Unione Sindacale di Base, nonché membro della segreteria mondiale della WFTU (Federazione Sindacale Mondiale), e José Nivoi, leader del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e rappresentante dell'USB per il porto di Genova, imbarcato sulla Global Sumud Flotilla e recentemente rientrato in Italia.
Lo scorso sabato 18 Ottobre il Collettivo di Fabbrica GKN ha diretto un par…
Con una inedita convergenza USB-CGIL, due scioperi generali e una manifestazione nazionale oceanica, oltre che innumerevoli cortei territoriali, nelle ultime settimane l’Italia si è fermata più volte per la Palestina. Porti, stazioni ferroviarie, strade, scuole e università bloccate, cortei di massa ovunque. Milioni di lavoratori, lavoratrici e giovani hanno invaso le strade italiane in giornate di mobilitazione che segnano l'inizio di una nuova fase della lotta di classe. Questa esplosione di lotta colpisce per il cambio di passo che determina rispetto al passato recente, in particolare per l’irruzione di un rinnovato protagonismo operaio, tramite i collettivi dei portuali, e la sinergia con settori giovanili e studenteschi. Ora si pone la grande sfida di dare una strutturazione e un orientamento strategico a queste nuove energie liberate, per frenare il traffico di armi verso Israele e sanzionare lo stato sionista, ma anche sedimentare nuovi rapporti di forza nella società a favore della classe lavoratrice. Volevamo aiutare la Palestina a liberarsi, ma la Palestina sta aiutando a liberare noi.
Dalle grandi mobilitazioni, ai luoghi di studio, ai luoghi di lavoro abbiamo bisogno di portare avanti una lotta politica che concretizzi non solo l’unità tra lavorato3 e student3 ma l’unità tra l3 student3 stess3 e lɜ lavorator3 stess3. Una lotta che si spinga a rompere l’individualismo neoliberale e che liberi tutt3 da una visione paralizzante delle proprie vite e del proprio ruolo sociale e politico. Un mondo diverso è possibile e lo possiamo conquistare organizzandoci.
Un’importante iniziativa dell’Unione Sindacale di Base, per supportare i lavoratori e le lavoratrici che subiscono ritorsioni per essersi opposti alla macchina bellica attraverso blocchi e scioperi (qui il link alla cassa di resistenza).
Lo sciopero generale di lunedì ha avuto successo ben oltre il previsto, segnando un punto di svolta carico di potenziale per il movimento contro il genocidio in Palestina. A sorprendere non è stata solo l’ampiezza della partecipazione, ma il protagonismo di giovani, studenti, lavoratori non sindacalizzati. Ora la sfida è strategica: evitare derive avventuriste, contenere le competizioni interne rafforzando la democrazia del movimento e costruire un fronte unico di lotta. In questo senso, spingere Usb e Cgil a convocare uno sciopero generale unitario è una priorità cruciale.