Escalation della guerra in Ucraina: verso un intervento militare diretto dei paesi UE?
Mentre l'elezione di Trump ha aperto la strada a una possibile risoluzione …
Mentre l'elezione di Trump ha aperto la strada a una possibile risoluzione …
La controffensiva ucraina è fallita, ma è impossibile per la Russia invertire l'equilibrio di potere. Il pessimismo si sta diffondendo tra gli alleati di Kiev, che si chiedono quale strategia adottare.
Stamattina le forze mercenarie del gruppo Wagner hanno preso il controllo d…
Un anno fa, il mondo guardava sugli schermi di TV e cellulari l'impensabile: elicotteri, soldati e carri armati stavano attraversando il confine dell'Ucraina in modo coordinato. Il presidente russo Vladimir Putin chiama ancora questa aggressione "Operazione militare speciale" o "guerra preventiva", emulando le parole di George W. Bush quando invase l'Iraq.
Una riflessione per ribadire come l’organizzazione e la forza d’urto della classe lavoratrice sono ancora decisive e necessarie per fermare la spirale di violenza e crisi a cui ci conducono la guerra e la logica del capitale.
Se la sera del 15 novembre sembrava l'inizio della Terza Guerra Mondiale, l…
In seguito alla notizia della mobilitazione di riservisti, in Russia sono scoppiate proteste di massa in ben 38 città. Nel frattempo, ai confini si sono riversati migliaia di cittadini per scappare dal paese. Le difficoltà sul campo di battaglia si sono ben presto riflesse sul fronte interno per Putin, che punta sui referendum in Donbass per salvare una posizione ormai sempre più in bilico.
Il presidente russo ha annunciato la mobilitazione di circa 300mila riservisti e ha minacciato di ricorrere a testate nucleari “tattiche”. Esaminiamo gli interessi dietro la guerra in Ucraina e le prospettive geopolitiche aperte da questa svolta.
Nel dibattito pubblico e specialmente tra chi si oppone alla guerra l’idea dominante è che i paesi europei e l’UE siano coinvolti nel conflitto loro malgrado. Lo scontro sarebbe essenzialmente tra Russia e Stati Uniti, mentre Berlino, Parigi, Roma ecc. avrebbero tutto l’interesse a trovare un rapido accordo con Mosca a causa dell’interdipendenza energetica con quest’ultima e il rischio di una conflagrazione nucleare a poche centinaia di chilometri. In questo articolo cercheremo di mostrare come il conflitto per l’influenza regionale, e in particolare sull’Ucraina, tra i paesi europei e la Russia sia un aspetto imprescindibile per comprendere gli sviluppi in corso, mentre le frazioni dominanti del capitale UE hanno tutto l’interesse a favorire un escalation per giustificare e proseguire i loro piani di centralizzazione imperialista su scala continentale, in relativa autonomia dagli USA. Tenere in considerazione questo aspetto è importante per evitare che il movimento contro la guerra finisca per legittimare in maniera più o meno diretta un processo del genere, oltre che per prendere una posizione di classe relativa al sostegno militare occidentale a Kiev.
L’opposizione da sinistra alla guerra in Ucraina continua in Russia e in Donbass, e con essa gli episodi di repressione, che rompono qualsiasi illusione della natura “umanitaria” dell’operazione di “denazificazione” sbandierata da Putin.
Le sanzioni dell'Occidente e altre misure punitive contro la Russia stanno creando una nuova cortina di ferro con profonde conseguenze. Il riarmo tedesco, l'isolamento della Russia, il duello USA-Cina in un contesto di crisi economica e di lotta di classe esacerbata: una svolta geopolitica globale da decifrare.
Mentre la guerra russo-ucraina e l’escalation militarista della NATO in Europa continuano, il sindacalismo di base ha promosso una giornata di sciopero generale a partire dal ripudio della guerra e dell’aumento delle spese militari.
La guerra della Russia in Ucraina è entrata nel suo terzo mese. L'incapacità di Putin di ottenere una rapida vittoria, mentre l'Ucraina armata dalla NATO resiste ma non può sconfiggere l'invasione russa, ha portato a una situazione di stallo che tende ad approfondire il carattere internazionale del conflitto e il conseguente rischio di escalation.
"Abbiamo deciso che la Germania invierà all'Ucraina i carri armati antiaerei 'Gepard'", ha detto il ministro della difesa Christine Lambrecht all'apertura di una riunione con le sue controparti occidentali nella base statunitense di Ramstein, nella Germania occidentale.
Le donne in Polonia lottano da anni contro il governo di destra e contrario ai diritti che cerca non solo di limitare ma di vietare il diritto all'aborto in tutti i casi. Oggi, questo divieto viene sperimentato in prima persona dalle vittime di stupro tra le rifugiate ucraine in Polonia.
Nel silenzio dei media nazionali, un corteo di circa 30.000 persone ha conq…
Il presidente ucraino Volodymir Zelenskyy ha annunciato domenica che almeno undici partiti politici dell'opposizione saranno sospesi durante la legge marziale. Con la scusa che hanno "legami" con la Russia, il governo ucraino sta facendo un salto nella censura e nella proscrizione dell'opposizione politica, e fomentando ancora di più la russofobia.
Заявление о войне в Украине троцкистской фракции Четвертый Интернационал (FT-QI), международной организации, стоящей за сетью международных газет La Izquierda Diario.
Per domani a Roma la Rete Italiana Pace e Disarmo, con un appello pubblicato il primo marzo, ha convocato una manifestazione unitaria per la pace in Ucraina. La piattaforma iniziale è stata moderata su pressione della burocrazia sindacale confederale. Scendiamo in piazza insieme, ma contro la pressione a schierarsi in coda alla NATO. Il primo nemico è in casa nostra!
Da diversi giorni, video e reportage hanno mostrato le code di profughi ucraini verso l’Europa, e in particolare il trattamento razzista dei rifugiati provenienti da Africa, India e Afghanistan alle frontiere dell'Ucraina. Esigiamo l'apertura delle frontiere!
Il secondo incontro tra le delegazioni russa e ucraina si è concluso. Poche…
Dichiarazione sulla guerra in Ucraina della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale (FT-QI), l'organizzazione internazionale che anima la Rete Internazionale dei giornali La Izquierda Diario, di cui fa parte la Voce delle Lotte.
La risposta delle potenze occidentali all’invasione russa dell’Ucraina non è solo militare, ma anche economico-finanziaria: le sanzioni previste e la rottura improvvisa di vari legami economici minacciano seriamente le condizioni di vita della popolazione russa.
È notizia di poche ore fa l’annuncio ufficiale dell’abbandono di un deputato locale del partito “comunista” russo, il CPRF, in protesta al supporto de facto all’attacco all’Ucraina. Sembrerebbe che sia solo il primo di vari episodi che si stanno moltiplicando.