Le foto circolate sui centri in cui vengono imprigionati i figli dei migranti hanno scatenato una reazione indignata a livello mondiale. Negli USA, sotto la pressione di movimenti di protesta quasi spontanei, il presidente Trump si è visto costretto a fare marcia indietro. I democratici stanno cercando di proporsi come l’alternativa a questo trattamento inumano, ma sono stati proprio loro a introdurre questi lager!

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Le immagini dei bambini rinchiusi in gabbie ci ricordano i peggiori momenti della storia umana: la schiavitù, quando una volta venduti i bambini venviano separati dai genitori; i collegi per nativi americani, dove i bambini venivano deportati in “campi civilizzatori”; infine, i campi di concentramento. La separazione dei bambini dai genitori si è ripetuta lungo tutta la storia degli Stati Uniti; questa è solo l’implementazione attuale delle politiche razziste e brutagli degli USA.

In questo senso, il dolore e la sofferenza che questi bambini stanno sopportando non è una rottura con un’America giusta o democratica ma un’intensificazione delle politiche americane in piena continuità con esse. All’estero, gli USA bombardano e torturano con regolarità. Hanno ucciso e disperso milioni di persone in nome dei “diritti umani”. Mentre guardiamo il governo separare i bambini dai loro genitori, cade di nuovo la maschera democratica che gli USA portano, rivelando al mondo la propria vera natura: razzismo, sessismo, oppressione e crudeltà.

Quando si è diffusa la notizia di bambini separati dai genitori, le prime immagini di bambini in gabbia non erano di quest’anno ma risalivano all’amministrazione Obama. Obama ha deportato più immigrati clandestini che qualsiasi altro presidente fino ad adaesso e ha rinchiuso bambini in condizioni molto simili a quelle dell’amministrazione Trump. Obama aveva evidentemente delle ottime spiegazioni in merito.

Alla faccia del “male minore”!

Trump addossa la colpa della situazione alle vecchie leggi introdotte dai democratici, dicendo di starle semplicemente applicando senza tolleranza per nessuno. La sua intenzione è utilizzare i figli dei migranti e la loro sofferenza come strumento utile per negoziare i termini del muro che ha promesso ai suoi elettori.

Il tweet: “I democratici possono aggiustare la loro separazione forzata delle famiglie lavorando insieme ai repubblicani a una nuova legislazione, tanto per cambiare! Per questo ci servono più repubblicani eletti a novembre. I democratici sono bravi in tre cose, tasse alte, alti tassi di criminalità e ostruzionismo. Triste!”

I democratici e i loro provvedimenti contro gli immigrati si meritano sicuramente parte della colpa. In realtà, nel bel mezzo di una catastrofe per i diritti umani, senatori democratici come Kamala Harris hanno trovato il tempo di apparire sulla CNN per difendere le azioni di ICE (agenzia responsabile del controllo dell’immigrazione, ndt). Del resto, ogni volta che la polizia assassina un giovane nero, i democratici si schierano dalla parte della polizia.

Democratici e repubblicani sono uniti della difesa dei meccanismi repressivi del capitale – e quindi difendono anche ICE e la polizia. Secondo entrambi gli Stati Uniti devono “difendere i confini”, ma in realtà quel che vogliono è difendere il sistema capitalista. Un sistema che ha bisogno di forze repressive per difendere sé stesso e le sue disgustose ingiustizie. Un sistema che permette all’1% più in alto di accumulare il 43% della ricchezza totale mentre l’80% della popolazione si divide solo il 7% della ricchezza. I capitalisti traggono vantaggio dalla libera circolazione delle merci dalle maquilas (fabbriche a capitale straniero nei paesi dell’America del Sud, ndt), dove gli operai guadagnano meno di cinque dollari al giorno, ai negozi in America dove i lavoratori spesso non guadagnano il minimo necessario per vivere. Anche se le merci si possono muovere liberamente, la gente muore nel deserto nel tentativo di attraversare il confine, e quando ci riescono le famiglie sono divise e i figli rinchiusi in prigione. Quando i migranti riescono ad arrivare negli Stati Uniti, finiscono a lavorare per salari al minimo sindacale e senza la possibilità di essere protetti dagli abusi dei capi. Di nuovo, tutto ciò serve a garantire i profitti dei capitalisti.

La classe dominante che guadagna con la nostra miseria non può esistere senza l’appoggio di forze repressive che, in ultima istanza, svolgono la funzione di guardie del corpo della ricchezza delle élite e i loro politici-lacché. I politici di entrambi i partiti cercano di nascondere il fatto di rappresentare la classe che fa il suo profitto sul dolore e sulla sofferenza di milioni di persone.

Molti immigrati sono messi in prigioni private che poi guadagnano con i lunghi periodi di detenzione a cui sono condannati i migranti; alcune anche con la detenzione di bambini. Anche altre organizzazioni realizzano profitti enormi, come la Southwest Keys Program il cui fatturato annuo di 240 milioni di dollari deriva al 98,8% da appalti governativi.

Questo modello di prigioni e servizi sociali a scopo di lucro, ma anche di guerre a scopo di lucro, caratterizzano la società americana. Il profitto è il motore, ma a guidarlo sono razzismo e xenofobia. Gli immigrati dell’America del Sud sono utilizzati come capri espiatori per la rabbia e la frustrazione che la gente prova verso una società incapace di risolvere necessità umane di base come una casa, l’assistenza medica, l’educazione e un salario col quale si possa vivere.

Il governo americano ha di nuovo mostrato che repubblicani e democratici sono entrambi da incolpare per politiche che non fanno altro se non proteggere i ricchi e le multinazionali a spese dei lavoratori, dei poveri e degli oppressi. I democratici faranno un tour tra i centri di detenzione, che essi stessi hanno creato, e faranno dichiarazioni ai media in previsione delle prossime elezioni, ma la nostra rabbia deve essere diretta anche contro di loro. Entrambi i partiti hanno permesso all’altro di trascinare la società in quello che verrà ricordato come uno dei periodi più bui della storia degli Stati Uniti e del mondo. In risposta a ciò dobbiamo rendere chiaro che nessun essere umano è illegale. L’immigrazione è un diritto, non un crimine.

L’enorme grido di protesta che si è levato in tutto il paese contro queste leggi orribili, dimostra che le leggi di Trump non riflettono il sentimento generale nei confronti degli immigrati. Mentre una piccola porzione della popolazione ripete la propaganda xenofoba, la grande maggioranza dei lavoratori americani e della popolazione americana ripudiano questo trattamento inumano.

È più che giunto il momento per un altro grande movimento per i diritti degli immigrati, riprendendo lo spirito del “Day Without an Immigrant” del 2006, che venga organizzato facendo leva sull’enorme peso che hanno gli immigrati e i nostri alleati nell’economia degli Stati Uniti. Ci servono scioperi di tutti gli immigrati e di tutti quelli che supportano i diritti degli immigrati, così da imporre la fine della separazione delle famiglie, delle deportazioni e di istituzioni reazionarie come ICE. Dobbiamo combattere in modo che nessuna famiglia sia separata – né da ICE, né dal muro di Trump e nemmeno da qualche altro confine.

Leo Zino per Left Voice
Traduzione di Gabriele Bertoncelli