Aldo Milani è stato assolto dal Tribunale di Modena per non aver commesso il fatto: il coordinatore nazionale del Si Cobas ha dovuto subire un processo-farsa di due anni con l’accusa di estorsione ai danni dei Levoni, industriali del settore delle carni di Modena, proprietari dell’azienda Alcar Uno a Castelnuovo Rangone, che non vedevano l’ora, così come il PD e la questura modenesi, di togliersi di mezzo un sindacato combattivo che aveva scoperto il vaso di Pandora del super-sfruttamento del sistema delle finte cooperative anche nella ricca e democratica Modena.

L’intermediario Danilo Piccinini, lui sì al tempo destinatario di una bustarella, è stato condannato in rito abbreviato a due anni e quattro mesi.

Il ritiro della provocazione giudiziaria nei confronti di Milani e del Si Cobas è dovuto prima di tutto alla mobilitazione costante e partecipata dei lavoratori stessi, che lanciarono uno sciopero di massa non appena seppero della notizia dell’arresto di Milani, e che hanno manifestato svariate volte a Modena per difendere la libertà di sciopero e di iniziativa sindacale contro la repressione poliziesca che agisce per difendere gli interessi dei padroni.

Una campagna che ha raccolto migliaia di firme da parecchi paesi in tutto il mondo in calce all’appello lanciato dal sindacato, tra cui quelle degli operai delle fabbriche autogestite, di dirigenti sindacali e politici, di parlamentari, tutti militanti del partito operaio argentino PTS.

Di seguito, riportiamo il comunicato emesso dal SI Cobas dopo la notizia dell’assoluzione di Milani.

 

Lavoratori del Si Cobas festeggiano in strada a Modena l’assoluzione di Milani.

 

Il Tribunale di Modena ha assolto Aldo Milani con formula piena dall’accusa di estorsione!!!

Assolto per non aver commesso il fatto: così si sono espressi stamani i giudici del Tribunale di Modena sull’accusa di estorsione ad Aldo Milani scaturita dalla vertenza Levoni-Alcar Uno. 
Come affermavamo in tutte le sedi, l’intera vicenda era solo un’enorme castello di carta, utile solo a demonizzare chi come il SI Cobas ha osato scoperchiare il “sistema-Modena” e svelare come dietro un’apparenza virtuosa e produttiva si nascondesse un’immensa cloaca fatta di sfruttamento, ricatti, truffe, evasione fiscale, infiltrazioni criminali e soprattutto collusioni tra i padroni e i piani alti degli apparati istituzionali e statali.

Il teorema accusatorio della Questura di Modena contro Aldo Milani è stato costruito in maniera talmente goffa da non risultare minimamente credibile ai giudici.

La sentenza di oggi, nel mettere una pietra tombale sulle infamanti accuse a carico del nostro coordinatore nazionale, rappresenta una forte battuta d’arresto per le strategie repressive di questo governo, per il fronte padronale e i suoi sindacati asserviti, i quali hanno più volte calunniato e diffamato il SI Cobas nel (vano) tentativo di fermarne l’avanzata.

Sappiamo che queste strategie non finiranno con la sentenza di oggi, ma anzi tenderanno ad intensificarsi di pari passo con l’intensificarsi del conflitto e delle lotte contro lo sfruttamento.

L’esito del Teorema-Levoni è però la prova indelebile (l’ennesima) che con l’unità, la coerenza e la determinazione è possibile sconfiggere i padroni e tutti i loro servi, sia nei luoghi di lavoro che nelle aule di Tribunale.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che in questi mesi si sono battuti per far luce e verità su questa vicenda, su tutti ovviamente le migliaia di lavoratori del SI Cobas che non hanno mai abboccato alla propaganda del nemico di classe e dei suoi reggicoda.
In secondo luogo, ma non meno importante, alle migliaia e migliaia di solidali, sindacalisti, giuristi, compagni, movimenti e singoli proletari che in questi 2 anni, e da ogni parte del mondo, hanno sostenuto la campagna per l’innocenza di Aldo, culminata con le migliaia di adesioni all’appello pubblico per la sua assoluzione e contro la criminalizzazione degli scioperi.

Gli unici estorsori sono i padroni. 
Solo la lotta paga!
Toccano uno: toccano tutti!