Riceviamo in esclusiva e volentieri pubblichiamo un componimento di Fabrizio Bajec, poeta, autore teatrale e lettore del nostro giornale.


Catene

 

ti ho ammirata applaudita

vecchia dirigente di partito

sembravi crederci mentre

citavi il manifesto del ‘48

organizziamoci abbiamo solo

le nostre catene da perdere

ma il mondo non lo cambi

né la macelleria in Vietnam

ragazza seduta in piazza

quanti chili di cereali quanti

litri d’acqua per gonfiarla

quanto stabbio fino al giorno

in cui la segano per venderla

a pezzi questa vacca che dici

di non conoscere personalmente

cinque anni dopo ti ascolto

e non sento più niente compagna

che hai subìto la guerra di Spagna

in nome della democrazia indiretta

io sono una voce persa

una mina inesplosa

 

Fabrizio Bajec