Pubblichiamo in anteprima l’editoriale del primo numero di Egemonia, la nuova rivista a cura de La Voce delle Lotte, che sbarcherà sul nostro sito questa domenica, e che sarà in vendita in formato cartaceo.


Egemonia, la nuova rivista di politica, cultura e teoria de La Voce delle Lotte.

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Egemonia nasce in un momento storico segnato da un’offensiva su larga scala della classe dominante, nel suo tentativo sia di recuperare il più possibile il terreno perduto in un anno e mezzo di crisi pandemica globale, sia di far retrocedere ulteriormente le posizioni conquistate dalla classe lavoratrice e dalla popolazione sfruttata e oppressa durante i precedenti cicli di lotta. Questo attacco si basa però su un consenso molto fragile e contraddittorio, sulla progressiva erosione di quella stessa base di piccola borghesia che fa storicamente da puntello ai governi – della quale la “cura Confindustria” ha risvegliato alcune pulsioni “ribelli” reazionarie, tra cui i ristoratori “aperturisti” sono assorti a simbolo -, e su uno scenario europeo e internazionale dove le rivalità e gli scontri geopolitici da una parte, e un potente ciclo di lotta di classe e ribellioni dall’altra, hanno in buona parte stravolto la vecchia pace sociale neoliberale, caratterizzata dal ruolo degli USA come superpotenza e  “poliziotto globale”.

In questo contesto politico, la pandemia del Coronavirus ha dato la possibilità di sperimentare nel nostro paese un nuovo possibile bonapartismo “perenne”, al di là del cambio dei singoli governi, associato a politiche repressive e autoritarie nascoste dietro il velo delle necessità collegate alla lotta al Covid-19: la figura del piccolo padre della patria Giuseppe Conte, elevatosi “al di sopra” dei partiti e per il bene della nazione, è stata sostituita direttamente dal banchiere Mario Draghi non appena il primo ha esaurito la sua spinta propulsiva come riferimento politico del blocco capitalista che stava (e sta) dettando linea sulla soluzione alla doppia crisi economico-pandemica.

Dal punto di vista opposto, la crisi pandemica ha permesso di illustrare concretamente all’intera popolazione mondiale come i settori, così li si è chiamati per mesi e mesi, “essenziali” della società appartengono alla classe lavoratrice, e non semplicemente a una indistinta massa cittadina, “popolare” della “nazione”: senza operaie e operai, infermiere e infermieri, cassiere e cassieri, facchini… la società non va avanti. Si sono rinnovate oggettivamente le condizioni perché la nostra classe si faccia nuovamente portavoce di una soluzione rivoluzionaria agli scenari catastrofici che il capitalismo genera di continuo, a partire dalla pandemia stessa (e da quelle che, presumibilmente, seguiranno). Ma ci scontriamo, come argomentiamo nel nostro articolo che introduce al tema dellegemonia, con un sistema capitalista consolidato e deciso a tutto pur di non essere affossato e superato, dove la classe dominante esercita una sua egemonia a vari livelli sulla classe lavoratrice e sulla popolazione in generale.

Proprio perché consideriamo l’ascesa di una egemonia proletaria, della classe lavoratrice sul resto della società, uno degli assi fondamentali per pensare e costruire una politica rivoluzionaria nel XXI secolo, ci richiamiamo a questo concetto nel nome della nostra rivista. Se ai tempi di Lenin e Gramsci tale categoria si riferiva essenzialmente alla necessità di una direzione proletaria sul movimento contadino, oggi si collega all’esigenza di una strategia comunista e operaia per le lotte contro il patriarcato, la devastazione capitalistica dell’ambiente e il razzismo-imperialismo – in un contesto in cui il capitalismo minaccia la stessa riproduzione sociale e il ricambio organico uomo-natura, mentre  la classe operaia è sempre più femminilizzata e multiculturale. Nel logo-intestazione, il tentativo di attualizzare il concetto di egemonia proletaria è simboleggiato dai colori dietro il pugno che unisce la classe lavoratrice (ricalcato su un vecchio simbolo del movimento operaio USA): il viola delle lotte delle donne e della comunità lgbt+, il verde delle lotte ecologiste e il giallo di Black Lives Matter.  

Assumendo la prospettiva di cui sopra, ci diamo così l’obiettivo di proporre analisi, dibattiti, approfondimenti in un formato diverso da quello standard della Voce delle Lotte, dove pure già in questi quattro anni di attività abbiamo dato ampio spazio a contenuti approfonditi su temi economici, sociali, culturali e teorico-politici.

Ad integrazione della nostra pubblicazione ordinaria basata sull’idea del giornale come “organizzatore collettivo”, siamo dunque convinti dell’utilità di una rivista online marxista rivoluzionaria, internazionalista, liberamente accessibile. In Italia è infatti molto difficile trovare esempi di questo tipo, se con tale definizione intendiamo un periodico con un chiaro schieramento di classe e un punto di vista inserito nel contesto della politica e dei dibattiti teorici a livello internazionale, in maniera non auto-referenziale. Questo, senza togliere i pregi e la particolarità di un’edizione stampata, dell’incontro e del dibattito legati alla sua presentazione e distribuzione fisiche, che vogliamo curare parallelamente alla presenza online.

Egemonia vuole dare questo tipo di contributo alla lotta di classe e agli sforzi per la formazione di un partito rivoluzionario della classe operaia in Italia, come parte di un partito mondiale della rivoluziona socialista, come abbiamo rivendicato nel Manifesto “Il disastro capitalista e la lotta per un’Internazionale della Rivoluzione Socialista, recentemente pubblicato dalla Frazione Trotskista, corrente politica rivoluzionaria presente in America e in Europa, a cui facciamo riferimento, che pubblica una rete di 15 giornali online in 7 lingue, insieme alle riviste periodiche associate ai nostri giornali.

Pensiamo che non sia utile rivendicare una generica “sinistra” di cui il paese sarebbe sprovvisto, come affermò al suo esordio la redazione di Jacobin Italia.  Questa altro non sarebbe, ancora una volta come quelle passate (in Italia e all’estero), che un male minore da contrapporre al terrore assoluto, catastrofico che la prospettiva dei “governi delle destre” ancora genera: più nelle teste degli intellettuali “di sinistra” che nella realtà, viste le differenze piuttosto scarse che distinguono i vari governi, spesso composti da formule “tecniche”, unitarie “per il bene della nazione”, dove le destre tradizionali sono spesso integrate, e dove la “sinistra” si trova in ultima istanza a fare da stampella del Partito Democratico, cioè il principale esecutore (già ai tempi di DS e Margherita) delle politiche neoliberiste nel nostro paese. Questa politica del male minore, come spiegava Gramsci nei Quaderni del carcere, è una strategia della sconfitta:

La formula del male minore, del meno peggio, non è altro dunque che la forma che assume il processo di adattamento a un movimento storicamente regressivo, movimento di cui una forza audacemente efficiente guida lo svolgimento, mentre le forze antagonistiche (o meglio i capi di esse) sono decise a capitolare progressivamente, a piccole tappe e non di un solo colpo (ciò che avrebbe ben altro significato, per l’effetto psicologico condensato, e potrebbe far nascere una forza concorrente attiva a quella che passivamente si adatta alla «fatalità», o rafforzarla se già esiste). [Quaderno 16 (XXII) § (25)] 

A fronte di una crisi e una stagnazione dell’insieme della sinistra “radicale”, complessivamente spinta ai margini della scena politica nazionale da alcuni anni, siamo convinti che la diffusione di posizioni e di un progetto politico, all’insegna dell’indipendenza politica della classe lavoratrice, si debba svolgere anche sul terreno ideologico e teorico, utilizzando tutti gli strumenti necessari tra cui, pensiamo, anche quello di una rivista teorico-politica.

Nel contesto di mancanza di prospettive precise per vincere il conflitto, sia sul versante del vecchio riformismo “comunista”, come delle politiche indefinitamente antagoniste “di movimento” e dei progetti di sinistra “popolare”, consideriamo più importante che mai sviluppare un energico dibattito di idee e strategie, per recuperare l’ipotesi di una sinistra anticapitalista, rivoluzionaria e di classe, con la prospettiva di costruire un partito rivoluzionario, cosa per cui si batte la Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR) che, insieme a centinaia di corrispondenti in Italia e nel mondo (grazie all’affiliazione con la Red Internacional), anima La Voce delle Lotte e questa nuova rivista. 

In questo primo numero della rivista, proponiamo un’introduzione di Mattia Giampaolo e Giacomo Turci al concetto di egemonia e al suo ruolo nella politica marxista; un approfondimento di Lorenzo Lodi sull’evoluzione della Cina nel quadro globale dell’imperialismo, e sulle ripercussioni sull’Europa e l’Italia dello scontro geopolitico tra USA e Cina; una riflessione di Gianni Del Panta sui limiti dei momenti di acuta lotta di classe e dei processi rivoluzionari rispetto alla formazione di un potere duale collegato all’egemonia della classe lavoratrice; un articolo di Emilio Albamonte e Matias Maiello (tradotto dalla rivista argentina Ideas de Izquierda) su Trotsky, Gramsci e l’emersione della classe lavoratrice come soggetto egemonico; infine, una recensione di Marco Duò sul romanzo-intervista di Maria Elena Scandaliato a Mohamed Arafat, immigrato egiziano, oggi dirigente sindacale nel SI Cobas, biografia che ci da lo spunto per analizzare la portata del ciclo di lotte nella logistica degli ultimi anni, di cui Arafat è stato protagonista.

Egemonia, la rivista di politica, cultura e teoria de La Voce delle Lotte sarà pubblicata online, liberamente e gratuitamente, ogni quattro mesi, proponendo recensioni, dibattiti, polemiche e analisi. 

Parallelamente, distribuiremo la versione cartacea della rivista in tutti i momenti pubblici a cui parteciperemo, a partire da eventi di presentazione dedicati: per averla direttamente a casa vostra, scrivete alla nostra pagina facebook o alla nostra mail redazione@lavocedellelotte.it. 

Vi invitiamo a leggere, condividere, commentare e discutere con noi!

Qui il video di presentazione della rivista.

Questo articolo fa parte del numero 1, autunno 2021, della rivista Egemonia.