Disney, Amazon e altri capitalisti elargiscono donazioni al NAACP (Associazione Nazionale per la Promozione delle Persone di Colore) e ad altre organizzazioni per far apparire il loro sostegno alle “vite dei neri”. Il loro trattamento della forza-lavoro nera dimostra il contrario.


Disney si è impegnata a dare cinque milioni di dollari per “cause di giustizia sociale”. Due milioni di dollari andranno al NAACP, mentre non è chiaro dove andranno gli altri tre milioni di dollari.

Anche Amazon ha promesso 10 milioni di dollari alle “organizzazioni per la giustizia sociale”. Hanno anche messo insieme un elenco di film Black Lives Matter sul loro servizio di streaming online, completo di film e documentari sui neri.

Ma non è la stessa Amazon che ha licenziato i lavoratori neri come Chris Smalls, che l’hanno contestata per non aver fornito DPI adeguati? I lavoratori di Amazon non si sono ammalati e alcuni sono morti proprio perché non avevano i DPI?

E Disney non ha semplicemente tagliato diverse garanzie ai lavoratori, lasciandoli senza reddito e senza assicurazione sanitaria?  E non è forse morta una donna di colore e dipendente Disney – Yeweinisht Mesfin “Weiny” – nella sua auto perché lavorava troppo e non guadagnava abbastanza soldi per avere un posto dove vivere?  Ha vissuto nella sua macchina ed è morta nella sua macchina, tutto questo perché il suo salario della Disney era troppo basso. Disney non ha nemmeno pagato le composizioni floreali per il funerale.  Come osano affermare di avere a cuore la vita dei neri quando le loro terribili condizioni di lavoro hanno contribuito a porre fine a una vita?

Disney, Amazon, Target e altri capitalisti che scrivono lettere aperte dai toni mirabolanti non possono nascondere lo sfruttamento e la repressione dei loro lavoratori. Ecco perché nei primi giorni della rivolta, il negozio Target di Minneapolis è stato “preso di mira” e raso al suolo. Il negozio rappresenta lo sfruttamento, lo smantellamento dei sindacati e il maltrattamento del personale, composto principalmente da persone della classe operaia nera e di colore. Queste lettere e donazioni non sono altro che carità e atti vuoti destinati ad oscurare la storia di razzismo, abusi e sfruttamento di ogni singola azienda.

La carità borghese significa che il potente rimane potente ma appare empatico. Gli amministratori delegati e i consigli di amministrazione non si preoccupavano dei neri e delle persone di colore prima della rivolta e non se ne preoccupano ora. Amazon sfrutta ancora i suoi lavoratori, la Disney non ha ripristinato i benefici che ha tagliato e Target continua ad attaccare i sindacati. La differenza ora è che c’è una vera minaccia di una classe operaia furiosa e organizzata. E i capitalisti ci lanceranno qualche centesimo nella speranza che questo ci impedisca di sfidare il diritto a esistere del sistema.

Ma, in realtà, non abbiamo bisogno di Disney o Amazon o Target per esistere.  Non abbiamo bisogno del capitalismo per assicurare cibo, vestiti e una casa alle persone, o per goderci la vita e il tempo con le nostre famiglie. Non abbiamo bisogno di loro, ma i capitalisti hanno bisogno di noi! Per fare i loro miliardi. Per farci lavorare per loro per pochi centesimi. La nostra solidarietà li terrorizza.

Continuiamo a lottare e ad organizzarci per espandere questa lotta contro il razzismo sistemico ad una lotta contro il capitalismo e l’imperialismo.  Le aziende faranno gesti di pubbliche relazioni privi di senso e misere donazioni caritatevoli, ma non potranno mai liberarci. Soltanto noi, la classe operaia e le persone oppresse, possiamo liberare noi stessi.

 

Julia Wallace

Traduzione da Left Voice