Dopo il successo dei momenti di formazione e dibattito sulla Palestina organizzati a Firenze e Bologna dai circoli locali de laVocedelleLotte, il 17 Dicembre si terrà a Salerno, nel csa Jan Assen, la presentazione della rivista Egemonia, accompagnata da un dibattito aperto con tema: “Palestina libera! Palestina Rossa! Il legame necessario tra liberazione nazionale e lotta di classe”.
A seguire cena sociale e la musica del Nobada Sound System per sostenere la Rete Salernitana per la Palestina.


Il genocidio del popolo palestinese, nonostante la propaganda filo-sionista dei mass-media occidentali e dei bollettini israeliani, ha scosso le coscienze di milioni di donne, lavoratori, studenti e immigrati in tutto il mondo che si sono riversati nelle strade e nelle piazze dei propri paesi per

chiedere il cessate il fuoco immediato,

sostenere la lotta di liberazione nazionale del popolo palestinese,

denunciare la complicità dei propri governi che attraverso accordi con lo Stato d’Israele, armano e finanziano l’esercito sionista che ha un solo obiettivo: radere al suolo Gaza e completare la pulizia etnica del popolo palestinese – lo affermano ormai apertamente i rappresentanti delle istituzioni israeliane.

Tunisi (Marocco)

Manifestazione per la Palestina
Casablanca (Marocco)

Manifestazione per la Palestina Roma

La situazione a Gaza è sempre più drammatica. Dal 7 ottobre ad oggi si contano 16.248 palestinesi uccisi, 43.616 feriti, 41.000 unità abitative demolite, annuncia festoso “Now14”, un giornale di ultra destra che sostiene Netanyahu, l’ apartheid e il genocidio dei palestinesi. In questi numeri ci sono migliaia di donne, bambini, anziani, malati uccisi; ospedali e centri di rifugio insieme ad interi quartieri rasi al suolo. Chi sopravvive alle bombe rischia di morire di fame e di sete.

La barbarie a cui stiamo assistendo, inermi, attraverso i nostri dispositivi, grazie al sacrificio di eroici giornalisti che quotidianamente muoiono per mano dell’ esercito israeliano ci impone due obblighi:

agire subito contro lo stato d’Israele, i governi e i capitalisti che lo sostengono per fermare il genocidio del popolo palestinese e allargare il fronte di solidarietà per la Palestina affinché diventi un movimento di massa internazionale capace di contrapporsi ovunque alle politiche imperialiste della N.A.T.O, ma anche ai progetti di influenza regionale di Russia-Cina, ai quali queste potenze sacrificano senza problemi gli interessi dei popoli oppressi: lo vediamo in Palestina come in Armenia dove queste potenze sono di fatto inerti;

ragionare su quale prospettiva politica sia necessario inquadrare, quale scenario di classe possa mutare lo stato di cose attuali in Palestina, quale teoria possa farsi prassi e creare le basi affinché il popolo palestinese possa costruire il proprio stato, libero dall’ oppressione dello Stato sionista d’Israele, enclave dell’ imperialismo N.A.T.O. in Medio-Oriente.

Non ci esprimeremo su chi si ostina a contrapporre teoria e prassi. Un atteggiamento che non ha ragion d’essere e che di fatto depotenzia il movimento di solidarietà per la Palestina.

Un quartiere di Gaza dopo i bombardamenti

Tali ragionamenti sono lontani anni luce dalle cantilene televisive e giornalistiche a cui siamo abituati. Tenendo conto del pochissimo spazio che viene concesso agli intellettuali e agli accademici di sinistra nei mass-media. Constatiamo che questi ultimi  si impegnano ad analizzare le “cause geo-politiche dei conflitti” e a fare “appello” per fermare le catastrofi umanitarie create dalle guerre. Condannano aspramente l’ operato dei governi coinvolti nelle guerre imperialiste e tal volta arrivano a definirli “criminali (di guerra)” ma non saltano il solco egemonico tracciato dalla borghesia e con una piroetta ideologica, si riducono quasi sempre ad implorare quegli stessi governi, che poco prima hanno definito criminali, a fermare le guerre in nome della pace.

Questi intellettuali e accademici di sinistra, dottori della politica, che implorano i capitalisti e i loro politici lacchè di cessare le guerre in nome della pace, appaiono come degli eruditi dottori che dinanzi ad un fanciullo con problemi psichiatrici, nonostante le evidenze scientifiche a loro disposizione, decidono di rifarsi all’esorcismo, implorando dio di scacciare il diavolo dal corpo del fanciullo.

Le evidenze scientifiche a nostra disposizione ci insegnano che le guerre imperialiste non si manifestano per opera di un demone che manovra i capi di governo e i generali degli eserciti. L’ imperialismo è il sintomo più feroce e distruttivo di una malattia che volutamente sfugge anche ai dottori della politica più eruditi. Questa malattia che affligge in forme diverse le donne, gli operai, gli studenti, gli immigrati in tutto il mondo e che mostra il suo volto più feroce in Palestina è il capitalismo.

Come per il fanciullo non sarà una preghiera a liberare il popolo palestinese.

Gli unici a volere la pace, i soli a poterla costruire sono i proletarə e i popoli oppressi, non chi la guerra la produce e la finanzia. In Palestina potranno quindi godere di una vera pace solo se saranno i proletarə e i popoli oppressi ad imporla.

Come può il popolo palestinese e il proletariato presente in quell’ area cambiare le sorti del proprio destino che per ora vede all’ orizzonte imperialismo, sionismo e fondamentalismo islamico?

Affronteremo la questione a Salerno durante il dibattito aperto dal tema “Palestina libera! Palestina Rossa! Il legame necessario tra liberazione nazionale e lotta di classe” organizzato per continuare il dibattito stimolato a Salerno dai compagni promotori dell’ iniziativa “Stop Gaza occupation” che si è tenuta al Jan Assen l’ 8 dicembre.

Presenteranno il tema Nathaniel Flakin, storico e redattore di Left Voice,
Giacomo Turci, docente e direttore de lavocedellelotte.it,
Gianni del Panta, ricercatore, studioso di Medio-Oriente.

Invitiamo i compagni e le compagne, gli attivisti e le attiviste, i solidali e le solidali con la Palestina della città di Salerno ad intervenire durante il dibattito.
A seguire cena sociale e la musica del NoBada Sound System per finanziare le attività della Rete Salernitana per la Palestina.

Segnaliamo l’assemblea della Rete Salernitana per la Palestina prevista per oggi alle ore 18:00 presso il Csa Jan Assen in via fratelli Magnoni.

Nato a Salerno nel 1994, vive Mercato San Severino, dove ha partecipato al movimento dell'Onda ed è stato rappresentante degli studenti del liceo Virgilio. In seguito, partecipa alle lotte e alle esperienze di autorganizzazione operaia in Campania.
Lavoratore precario e studente di filosofia all'Università di Salerno (Fisciano), è tra i fondatori de La Voce delle Lotte e della Frazione Internazionalista Rivoluzionaria. Attivista sindacale tra le fila del SI Cobas.