Lettera di Lenin ad Ines Armand (II parte)

  • Category: Teoria
  • Date: agosto 3, 2018

Proseguiamo la pubblicazione sulla Voce delle Lotte di diversi brani, introvabili su internet, provenienti dalla raccolta di scritti di Vladimir Lenin “L’emancipazione della donna” (Editori Riuniti 1970).

Il sesto brano – dopo “Il lavoro della donna nella fabbrica”, “La classe operaia e il neomalthusianismo” ,“Il V Congresso internazionale per la lotta contro la prostituzione”, “Il lavoro della donna nell’agricoltura in regime capitalistico”, “Lettera di Lenin ad Ines Armand (I parte)” – è  la seconda lettera scritta a Ines Armand sull’emancipazione della donna, scritta il 24 gennaio 1915 da Berna (Vladimir Lenin, Opere, vol. 35, Editori Riuniti, Roma, 1955, pp.120-123).


Cara amica,
scusami se rispondo con ritardo: volevo farlo ieri, ma sono sopravvenuti degli impegni e ho avuto tempo di mettermi a scrivere.
Riguardo al vostro schema di opuscolo trovo che la <<rivendicazione della libertà dell’amore>> non è chiara e – indipendentemente dalla vostra volontà e dal vostro desiderio (ho sottolineato questo, dicendo: la questione sta nei rapporti oggettivi di classe, e non nelle vostre intensioni soggettive) – rappresenta, nella situazione sociale attuale, una rivendicazione borghese e non proletaria.
Voi non siete d’accordo.
Bene. Esaminiamo la cosa ancora una volta.
Per render chiaro quello che non è chiaro ho enumerato in via di esempio una decina delle varie interpretazioni possibili (e inevitabili in una situazione di discordia di classe), notando inoltre che le interpretazioni 1-7, secondo me, sono tipiche o caratteristiche delle donne proletarie, e quelle 8-10 delle donne borghesi.
Per confutare ciò bisognerebbe dimostrare: 1) che queste interpretazioni sono errate (e allora sostituirle con altre o indicare quelle errate), o 2) incomplete (e allora aggiungere quello che manca), oppure, 3) che non si dividono in proletarie e borghesi in quel modo.
Voi non fate né la prima, né la seconda, e nemmeno la terza cosa.
I punti 1-7 non li toccate affatto, Riconoscete, dunque, la loro giustezza (in generale)? (Quello che voi scrivete della prostituzione delle donne proletarie e della loro dipendenza: <<impossibilità di dir di no>>, rientra in pieno nei punti 1-7. Qui tra noi non si può scorgere alcun dissenso.)
Voi non contestate neppure che questa è una interpretazione proletaria.
Restano i punti 8-10.
Voi li <<capite poco>> e <<obiettate>>: << non capisco come si possa (è scritto proprio così) identificare (!!??) la libertà dell’amore col>> punto 10…
Ne risulta che io <<identifico>> e che voi pensate di farmi una ramanzina e mettermi fuori combattimento?
Come sarebbe a dire? Che significa?
Le borghesi intendono per la libertà dell’amore i punti 8-10: ecco la mia tesi.
La volete confutare? Allora dite: che cosa intendono le signore borghesi  per libertà dell’amore?
Voi non lo dite. La letteratura e la vita non dimostrano forse che le donne borghesi intendono appunto questo? Lo dimostrano in pieno! Voi tacendo lo riconoscete.
E se è così, il problema sta nella loro situazione di classe e <<confutarle>> è quasi impossibile e sconfina nella ingenuità.
Bisogna chiaramente sperare da esse, contrapporre loro il punto di vista proletario. Bisogna considerare il fatto oggettivo che se non lo fate esse tireranno fuori dal vostro opuscolo i brani che fanno loro comodo, li interpreteranno a modo loro, trarranno dal vostro opuscolo acqua per il loro  mulino, deformeranno il vostro pensiero dinanzi agli operai, <<confonderanno>> gli operai (seminando tra di essi il timore che voi portiate loro idee estranee). E nelle loro mani hanno un mucchio di giornali, ecc.
Voi, invece, dimenticato del tutto il punto di vista oggettivo e classista, passate all’ <<attacco>> contro di me, quasi che fossi io a <<identificare>> la libertà dell’amore con i punti 8-10… Strano, davvero strano…
<< Perfino una passione e un legame passeggero >> sono <<più poetici e più puri>> dei <<baci senza amore>> fra coniugi (volgarucci ani che no). Così voi scrivete. E così vi preparate a scrivere nell’opuscolo. Benissimo.
È una contrapposizione logica? I baci senza amore fra coniugi volgari sono una sozzura. D’accordo.  Ad essi bisogna contrapporre… che cosa?… Parrebbe: i baci con amore?  Voi invece contrapponete loro la  <<passione>>  (perché non l’amore)  <<passeggera>> (perché passeggera?): ne risulta, secondo la logica, che i baci senza amore (passeggeri) vengono contrapposti ai baci coniugali senza amore… Strano. Per un opuscolo popolare non sarebbe meglio contrapporre il volgare e sudicio matrimonio contadino-intellettuale-piccolo-borghese senza amore (punto 6 o 5 del mio elenco, mi sembra) al matrimonio civile proletario con amore (aggiungendo, se proprio assolutamente lo volete, che anche il legame-passione passeggero può essere sudicio, come può essere puro). Nel vostro ragionamento è venuta fuori non la contrapposizione di tipi a base classista, ma qualche cosa del genere di un <<caso>>, caso possibile, senza dubbio. Ma si tratta forse di casi? SE si assume il tema di un caso, di un caso individuale di baci sudici nel matrimonio e puri in un legame passeggero, esso va sviluppato in un romanzo (poiché qui il  nocciolo sta interamente nella situazione individuale, nell’analisi di caratteri  e della psiche di determinati tipi). Ma in un opuscolo?
Voi avete capito molto bene il mio pensiero a proposito della citazione non pertinente della Key, dicendo che è <<assurdo>> atteggiarsi a <<professori ès (in) amore>>. Precisamente. Ma, dite, e atteggiarsi a professori ès passione, ecc.?
Veramente, non mi va affatto di polemizzare. Butterei via volentieri questa mia lettera e rimetterei la cosa a conversazione. Ma vorrei che l’opuscolo riuscisse bene, che nessuno potesse pescarvi delle frasi per voi spiacevoli (a volte basta una sola frase per guastare tutto il resto…) e che nessuno  potesse fraintendervi. Son certo che anche qui avete scritto <<senza volerlo>>, e invio questa lettera solo perché forse, dopo aver letto le mie lettere, riesaminerete lo schema più accuratamente che non in seguito a conversazioni; perché lo schema è una cosa molto importante.
Conoscete una socialista francese? Traducetele (fingendo di farlo dall’inglese) i miei punti 1-10 e le vostre osservazioni sulla <<passione>> ecc., e osservatela, ascoltatela attentamente: sarà un piccolo esperimento di ciò che diranno gli estranei, delle loro impressioni, di ciò che si aspettano dall’opuscolo, non vi pare?
Una stretta di mano e vi auguro di soffrire un po’ meno di mal di capo e di rimetterci in salute al più presto.

V.U.

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