Cade oggi il Black Friday, il giorno di mega-sconti promosso dal sito di e-commerce Amazon: in molti casi, anche in Italia (dove il fenomeno è più recente rispetto agli USA dove è nato), è il culmine di un intera settimana di “saldi” che approfittano della vicinanza delle festività invernali. Non solo su Amazon, ma ormai su molte altre piattaforme, nelle grandi catene, nei negozi di ogni genere e dimensione. Un tripudio di merci vendute (oltre un miliardo di euro di vendite stimate solo Italia), di assalti ai negozi, di file chilometriche e di acquisti compulsivi.

Quest’anno, però, specie in Italia, questo Black Friday è stato segnato da parecchie lotte operaie, a partire da Amazon stessa.

A Castel San Giovanni, Piacenza, in sindacati CGIL CISL UIL UGL hanno dichiarato uno sciopero di 24 ore nell’unico grande stabilimento italiano dell’azienda, dove nei momenti di picco del lavoro circa 1800 lavoratori precari si aggiungono agli oltre 2000 dipendenti. Un enorme sito di 7.000 metri quadrati dove i ritmi lavorativi sono pesantissimi, dovendo i lavoratori letteralmente correre per mantenere i ritmi puntualmente misurati e imposti dall’azienda.

Allo sciopero ha aderito con una sua piattaforma rivendicativa anche il SI Cobas, molto attivo e presente anche nel distretto logistico piacentino, che ha rivendicato il picchettaggio con blocco delle merci in entrata e in uscita, come da prassi del sindacalismo combattivo, al fine di fare un reale e serio danno economico alla proprietà, che ancora si rifiutava di aprire un reale tavolo sindacale, persino coi confederali, e che non si era mossa da un millimetro dalla linea dei salari bassi per lavori massacranti.

Un presidio di 300 lavoratori del s.i.cobas ha raggiunto alle ore 9 del mattino il magazzino di Amazon di Castel San Giovanni. Ad accoglierlo 60 celerini schierato su richiesta dei sindacati confederali per impedire che si potesse generare unita' fra i lavoratori. Il presidio non indietreggia e scandendo cori e interventi convince una trentina di lavoratori a raggiungere il presidio.La parola d'ordine e' unita'. Si richiama la pratica del blocco, unica efficace nella logistica. Sentendolo, alcune mezze tacche della cisl si avvicinano indiavolati per fomentare la decisione "il blocco non serve, e' illegale", urlano scompostamente. Ma sono i loro stessi iscritti a ricordargli come sino ad ora con le manifestazioni non si sia ottenuto niente.Il presidio prosegue raggounto alle 12 da 130 lavoratori dei magazzini vicini. Solidarietà ai lavoratori #Amazon Avanti fino alla vittoria!

Pubblicato da Si Cobas Lavoratori Autorganizzati su Venerdì 24 novembre 2017

 

Un presidio di 300 lavoratori SI Cobas ha raggiunto alle ore 9 del mattino il magazzino di Amazon: ad accoglierlo 60 celerini schierati su richiesta degli stessi altri sindacati presenti per impedire il contatto tra i lavoratori potesse innescare uno sviluppo unitario e di lotta, che ai burocrati sindacali, interessati solo ad ottenere un ruolo per se stessi nei confronti di proprietà e Stato, non conviene agevolare. Ad ogni modo, altri trenta lavoratori si sono aggiunti al presidio, nonostante alcuni figuri della CISL si sbracciassero gridando “il blocco non serve, è illegale!”: peccato che, con i loro metodi “di lotta” non si sia ottenuto nulla fino a oggi. A mezzogiorno il presidio viene raggiunto da 130 lavoratori dei magazzini vicini.

 

Amazon Italy workers demonstrate during Black Friday general s…

LIVE| Hundreds of Italian Amazon workers strike for the first time ever on this Black Friday, in order to demand better working conditions and pay rises, also refusing to do overtime hours until December 31.

Pubblicato da teleSUR English su Venerdì 24 novembre 2017

 

Anche in Germania, a Berlino, Lipsia e altre sette città, centinaia di dipendenti Amazon sono scesi in sciopero picchettando gli stabilimenti.

L’unità nella lotta operaia su scala europea e la solidarietà internazionale dei lavoratori sono state oggi una realtà che ha colpito uno dei punti nevralgici del capitalismo mondiale, e non solo un auspicio o uno slogan.

A Modena, circa 70 magazzinieri e autisti SDA iscritti al SI Cobas sono scesi in sciopero per rivendicare il pagamento di mensilità arretrate.

Un padroncino, coll’intento di spezzare il picchetto, ha fatto investire da un suo dipendente con un furgoncino due lavoratori, che hanno riportato lievi ferite.

A Bologna sono scesi in piazza sotto le Due Torri i rider impiegati dalle aziende di consegne dei circuiti di ristorazione (Deliveroo, JustEat, Sgnam…e non solo, con Glovo che letteralmente consegna di tutto chiamandosi “anything delivery”) che lamentano condizioni di lavoro particolarmente gravi e viziate dall’imposizione di un regime di lavoro “informale” in cui il lavoro sarebbe uno svago, un hobby o quasi, non un impiego che serve a ricevere un salario. Da tempo questi lavoratori non ricevono alcuna risposta alla loro richiesta di un tavolo con l’azienda e già lo scorso 21 novembre, tramite uno sciopero a sorpresa stimolato dall’abbondante neve caduta in città che rendeva il trasporto in bicicletta molto difficile e pericoloso, hanno rivendicato una serie di miglioramenti delle loro condizioni di lavoro, a partire dall’applicazione del contratto di categoria Trasporti e Logistica. La lotta di questi lavoratori continua a Bologna sotto il nome “Riders Union Bologna” e si è collegata con quella dei rider di Torino e di Milano.

 

Riders in #sciopero a #Bologna contro le condizioni di lavoro "informali", cioé brutali. Una lotta contro i padroni del cibo e della logistica che continua anche a #Milano e #Torino, fianco a fianco con quella dei lavoratori #Amazon di Piacenza!

Pubblicato da La Voce delle Lotte su Venerdì 24 novembre 2017

Sciopero di 8 ore oggi alla Same, fabbrica di Treviglio, indotto dalla RSU Fiom, con picchetti e un lungo corteo per le strade della città. Linee di produzione ferme e circa 800 lavoratori in manifestazione, con una prima assemblea sotto l’INPS e una seconda sotto il Comune. Uno sciopero che si inserisce tra le iniziative lanciate sulla questione pensioni dall’opposizione CGIL per l’abrogazione della Fornero, il ritorno ai 40 anni e al sistema retributivo. Una giornata di lotta a cui hanno partecipato anche altre fabbriche di Bergamo (OVV, Colombo Filippetti, Grazioli, N&W Global Vending) e la I.M.P. di Brescia.