Questo sabato, per l’atto 10 [ogni grande manifestazione del sabato, dall’inizio del movimento, costituisce un “atto”, ndr], alcuni gilet gialli hanno sfilato in corteo omaggiando i feriti e i morti che il movimento ha avuto.

Dall’inizio del movimento, la lista di persone che avevano indossato i gilet gialli e uccise dalla polizia è lunga. Si contano un centinaio di feriti “gravi”, tra cui uomini e donne che sono stati feriti proprio in prossimità degli occhi con dei colpi sparati dall’LBD [“lanceur de balles de défens”, “lanciatore di palle di difesa”, che spara fino a 30 metri proiettili di gomma del diametro di 4 centimetri, ndt]. Se i media non possono più chiudere gli occhi sulla questione della violenza della polizia, è solo sotto pressione delle denunce dei gilet gialli e dei media indipendenti e militanti.

“È in memoria di tutti i gilet gialli morti”, spiega una gilet jaune. “I colpi dell’LBD, le granate, sono gli ordini del signor Castaner” [ministro dell’interno francese dallo scorso ottobre, ndt]. ”Si tratta di difendere i nostri diritti, come tributo a tutte le persone, a tutte le vittime: non vogliamo più vittime”

Dal canto suo, Castaner continua a giocare la politica dello “struzzo” sostenendo di essere “sbalordito” dalle accuse di violenze di polizia. La gilet jaune risponde a Castaner: ”È vergognoso, dovrà rispondere delle sue azioni. Ci fa del male gratuitamente. Noi siamo pacifici, vogliamo solo da mangiare e non essere nella merda già il 10 di ogni mese”.

Di fronte alla violenza della polizia, da parte dei gilet gialli stanno emergendo varie questioni, come quella dell’organizzazione per proteggersi, per difendersi, e la richiesta dell’interdizione delle armi usate per la repressione da parte della polizia. “I gilet gialli continueranno, saremo sempre lì quando ci sarà bisogno”.

 

Traduzione di Annalisa Esposito da Révolution Permanente