Il fermo di polizia operato a Parigi contro Gaël Quirante, che da quasi 15 mesi porta avanti con altri 150 lavoratori delle poste un duro sciopero contro la società La Poste [società pubblica che rappresenta il principale operatore postale francese, ndt] ha rappresentato un attacco a tutti i lavoratori e a tutti i cittadini che si mobilitano in Francia contro i capitalisti e i loro attacchi ai lavoratori, e contro il governo. Un episodio particolarmente grave e intimidatorio anche a fronte del ruolo sindacale e politico rivestito da Gaël, che ricorda casi di attacchi a dirigenti sindacali come quelli rivolti a Aldo Milani a Modena e a due compagni in una lotta di lavoratori tessili a Prato.


Il fermo di polizia operato all’alba di lunedì mattina presso la sua abitazione nei confronti di Gaël Quirante, segretario dipartimentale di Sud Poste 92, non è un episodio che attiene alle abituali strategie di repressione antisindacale. Si tratta piuttosto di un attacco politico contro lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici di Sud Poste 92, sciopero che va avanti da quasi 15 mesi. Ma si tratta anche, più in generale, di un attacco a tutti i lavoratori che si mobilitano per resistere al padronato.

Contrariamente a molti altri casi di repressione antisindacale o di repressione dei movimenti sociali, il fermo di Quirante non è scattato a seguito di un’azione di protesta, ma è stato eseguito presso il suo domicilio, dove di primo mattino sono intervenuti poliziotti armati per eseguire la misura e forzare la porta della sua abitazione, se si fosse reso necessario. La giustizia ordina l’arresto di Quirante accusandolo di “danneggiamento di beni pubblici” (in seguito le accuse sono cambiate) e sottoponendolo a misure restrittive di custodia cautelare.

L’ultima volta che abbiamo assistito all’esecuzione di spettacolari misure cautelari del genere in Francia fu nel caso dei 5 dipendenti di Air France accusati di sequestro di persona e violenza privata contro i loro capi, in occasione della mobilitazione seguita all’annuncio di un piano di massicci licenziamenti. Si tratta ovviamente di una strategia di Stato che mira a spettacolarizzare la situazione e reprimere con durezza ogni espressione radicale di lotta operaia contro il cinismo padronale.

Alla vigilia del proprio fermo, Quirante aveva occupato la sede delle Poste assieme ai colleghi in sciopero e ad altri sostenitori. Tutti i manifestanti erano stati poi sgomberati con la forza. Le immagini dei poliziotti che distruggevano brutalmente la porta della sala occupata dai manifestanti sono state ampiamente diffuse dai media.

Nel contesto della dura mobilitazione portata avanti contro Sud Poste 92 da oltre un anno, l’arresto di Quirante mira a rafforzare la netta opposizione della direzione che vuole infliggere ai lavoratori in sciopero una secca ed umiliante sconfitta. Proprio quando lavoratori e direzione erano sul punto di firmare un  accordo che avrebbe posto fine allo sciopero, la direzione ha ritenuto più vantaggioso lanciare un inaccettabile ultimatum per demotivare i lavoratori in sciopero e dare un chiaro messaggio a tutti i lavoratori: le riforme antioperaie andranno avanti malgrado tutto e quale che sia la resistenza opposta.

La vittoria della direzione dà una mano alla politica del governo Macron-Philippe che intende proseguire con le riforme antisociali: questo intervento della magistratura non arriva a caso. Tanto più se ricordiamo che lo stesso Quirante è stato licenziato da Le Poste grazie all’assenso del Ministero del Lavoro e contro l’indicazione degli stessi ispettori del lavoro. E Gaël non è l’unico a trovarsi in questa situazione, segno che il Ministero porta avanti una politica che mira a colpire e distruggere i lavoratori più combattivi.

Una Giustizia di classe

Quest’atteggiamento brutale di polizia e giustizia nei confronti dei lavoratori in sciopero contrasta inoltre, ed in modo vistoso, col trattamento di favore riservato dalle stesse a personaggi come Benalla [già membro della scorta di Macron che godeva di insoliti privilegi, ndt] o al clan Balkany [capeggiato da Patrick, politico di centrodestra, ndt]. Proprio in questo momento è in corso il processo ai dirigenti di France Télecom, la cui responsabilità personale è stata per la prima volta chiamata in causa a seguito dei numerosi suicidi provocati da un management aggressivo e dai brutali piani di ristrutturazione aziendale. Nelle ferrovie, la repressione sindacale si abbatte su quei lavoratori che hanno rifiutato di piegarsi alla demolizione del servizio pubblico e ai piani di Macron. Per quanto riguarda infine il servizio di emergenza medica, il governo ha inviato la gendarmeria per precettare i paramedici in malattia a causa delle estenuanti condizioni di lavoro.

Che dire poi dei grandi media nazionali? Non una parola su questo fermo di polizia dal carattere politico effettuato contro un sindacalista e militante politico conosciuto per le sue lotte contro l’abbrutimento progressivo delle condizioni di lavoro a La Poste e su altri luoghi di lavoro.

La repressione contro Gaël Quirante può avere ripercussioni su tutti i lavoratori, specialmente per tutti quelli che si mobilitano e scioperano. Gaël è in effetti un membro eletto del sindacato, ma è anche membro del comitato esecutivo dell’NPA [Nouveau Parti Anticapitaliste]. La Poste e il governo lo sanno bene e hanno deciso di lanciare questa offensiva contro di lui. Cosa possono aspettarsi dunque quei lavoratori che non hanno appoggio sindacale o politico? Cosa possono aspettarsi i lavoratori irregolari e i precari?

La più ampia mobilitazione ha permesso a Gaël di essere rilasciato prima di quanto governo e polizia avrebbero voluto. Dobbiamo tuttavia continuare a mobilitarci per chiedere la liberazione di altri manifestanti sottoposti a misure di polizia, per sostenere la lotta dei lavoratori di Poste Sud 92, perché le loro richieste siano ascoltate, per chiedere di far cadere tutti i procedimenti giudiziari contro Gaël e contro tutti gli altri sindacalisti, i lavoratori e i sostenitori. L’intimidazione di La Poste e la giustizia contro i lavoratori e le lavoratrici di Sud Poste 92 hanno già suscitato un’ampia solidarietà da parte di numerosi partiti politici e strutture sindacali. Il risultato di questa offensiva potrebbe portare ad esiti contrari rispetto a quelli attesi ed auspicati dalla direzione di La Poste.

Philippe Alcoy

Traduzione di Vera Pavlovna da Révolution Permanente

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