Riceviamo e pubblichiamo una lettera dall’ex-lavoratore Nexive “Carlo”, che ci aggiorna sulla situazione della sua vertenza e dell’azienda in generale.


Vi scrivo per aggiornarvi sulla situazione di Nexive.

Lo scorso 19 luglio è successo un “miracolo”: sono arrivati da Milano i motomezzi omologati per i postini.

Anche Nexive ha i suoi “scheletri nell’armadio”: basta aprire google e digitare “Luciano Traja Poste Italiane“ e trovare già alcuni link di articoli molto interessanti; l’ex direttore del CMP Milano-Roserio rimosso dall’incarico in seguito alla inchiesta finita in Procura a Milano nota come lo “scandalo di Roserio” è passato alle poste private facendo carriera in Nexive fino a diventare l’attuale amministrazione delegato.

Rispetto alla situazione descritta nell’articolo da voi pubblicato nel 2018, quando ero “fresco” di licenziamento, le cose sono andate un po’ avanti. L’azienda ha continuato a non rispondere. Né ad una richiesta di un incontro extragiudiziale, ne ad una richiesta formale di un tentativo di conciliazione alla Direzione Provinciale del Lavoro. Nel frattempo la ditta per cui lavoravo sulla carta è stata ceduta a giugno 2019 in scadenza dell’appalto con Nexive. Il mio ex titolare continua a fare il “capo” in ufficio ma risulta sulla carta un semplice impiegato. Il nuovo titolare della ditta pare risulti essere già proprietario di un’altra azienda “partner” di Nexive. Questa manovra è un po’ strana, sembra essere un prestanome ed un subappalto. Ho presentato un esposto alla Guardia di Finanza e l’ho inoltrato per conoscenza alla Direzione Provinciale del Lavoro delle due province coinvolte. Inoltre improvvisamente sono arrivati dopo anni gli scooter omologati. Le mie denunce iniziano a dare i loro frutti, sembra. 

Fino a poco fa i miei ex colleghi usavano a proprie spese il loro scooter come me. Adesso evidentemente qualcosa inizia a muoversi . Ho scritto anche ai sindacati. Mi sto adoperando inoltre per poter inviare nuovi controlli in azienda. Sono a conoscenza che con il mio esposto potrei rischiare una querela. Se lo fanno, ovviamente risponderò per vie legali e continuerò a sostenere il mobbing subito, e tutta la mia pesante situazione lavorativa vissuta in 4 anni, sino al suo epilogo con un licenziamento improvviso studiato a tavolino durante le mie ferie quando ero fisicamente assente dal lavoro – con alcune prove che lo dimostrano: lettere scritte, chat aziendale whatsapp…

Carlo