Argentina: Il mix di rabbia e lotta di classe apre un nuovo scenario per sconfiggere la riforma del lavoro
Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 12/02/2026 su La I…
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Il quartiere di Bagnoli, nell’area flegrea di Napoli, porta sulle spalle un’eredità complessa e dolorosa: quasi un secolo di industria pesante, tra acciaierie, disastri ambientali e lotte operaie. Dalla grande fabbrica dell’ILVA, simbolo di speranza e resistenza, alla sua dolorosa chiusura nel 1992, la comunità locale si trova oggi ad affrontare le ferite di un passato difficile, con un occhio rivolto a un possibile riscatto. Tra bonifiche mai completate, emergenze sanitarie e progetti di riqualificazione che sembrano spesso sfuggire al controllo dei cittadini, il quartiere si sforza di trovare una via diversa: quella di una partecipazione attiva, di un recupero sostenibile e di una nuova idea di futuro. In questo contesto, il racconto di Bagnoli diventa un simbolo delle sfide di una classe che si scontra con l’Italia e tenta di riscrivere il proprio rapporto con l’ambiente, il lavoro e la partecipazione democratica.
Il 26 ottobre a Colleferro si è tenuta una mobilitazione che ha coinvolto centinaia di persone provenienti da tutto il circondario della Valle del Sacco. Un’occasione per denunciare il genocidio in Palestina, ma soprattutto per contrastare le industrie di armamenti che in tutta la Valle stanno ampliando le produzioni e acquisiscono sempre più controllo del territorio. Una mobilitazione importante e necessaria, ma che ha bisogno di un ruolo più centrale della classe lavoratrice di tutta la Valle e di una rottura totale contro chi queste politiche le sta avallando.
È notizia della scorsa settimana che il parlamento greco a maggioranza conservatrice, con i 153 seggi su 300 controllati dalla destra di Neo Dimokratia, ha approvato la legge che permette la giornata lavorativa di 13 ore sotto alcune condizioni. La scelta è stata contestata da sindacati e opposizione: si apre ora una durissima lotta contro questo barbaro provvedimento che riporta indietro l’orologio della Storia di più di cento anni.
Con una partecipazione appena superiore al 30 percento degli aventi diritto…
L'8 e 9 giugno si voterà per i cinque referendum abrogativi su lavoro, prec…
Un anno fa i sindacati presentavano la piattaforma per il rinnovo dei ccnl …
Sabato 8 Febbraio alcune centinaia di student* e lavorator* solidali hanno …
Siamo a pochi giorni da un fine settimana di sciopero per tutto il settore ferroviario, lanciato da USB, CUB, SGB e dall’ Assemblea PdM-PdB – il coordinamento autorganizzato del personale di bordo e di macchina a cui collaborano vari sindacati di base. Si tratta di una nuova data importante - dopo lo sciopero del 12 dicembre scorso - in cui i lavoratori di tutti i sotto-settori della mobilità su rotaia (infrastruttura, circolazione, macchinisti e capitreno) possono lottare insieme per un rinnovo del contratto con riduzione dell’orario di lavoro e forti aumenti salariali; per dire no all’accordo del 10 gennaio ai danni dei manutentori, ma anche ai tentativi da parte di Salvini e del governo di reprimere i ferrovieri con la legge anti-sciopero 146 e continuare a mantenere sotto-finanziato e subordinato al profitto il trasporto pubblico (questa la causa dei ritardi dei treni, non i fantomatici “sabotatori” agitati dal ministro). Per l’occasione, pubblichiamo un’intervista a Ezio Gallori, storico macchinista in prima fila nelle lotte dei ferrovieri tra il 1957 e il 1996, tra i fondatori del Coordinamento Macchinisti Uniti (CoMU), organismo autorganizzato che ha fatto da punta di lancia per gli scioperi nelle ferrovie fino agli anni 1990. Classe 1938, Gallori continua oggi ad essere attivo nelle lotte dei pensionati e nello storico giornale dei macchinisti autorganizzati Ancora in Marcia!. In questa intervista, a partire da domande sulle lotte del passato, emergono spunti ancora attuali per quelle del presente: l’importanza dell’organizzazione dal basso e democratica dei lavoratori, indipendente dalle direzioni burocratiche dei sindacati confederali, ma anche in grado di coinvolgere i lavoratori a prescindere dalla tessera sindacale; il ruolo che possono giocare i ferrovieri contro la guerra, ma anche in battaglie contro le nocività e per l’ecologia; la centralità della costruzione dei rapporti di forza e dell’unità dei lavoratori per vincere contro padroni, governo e repressione.
In questo breve articolo intervistiamo Valter De Cillis, ex-lavoratore G-1 …
Venerdì 30 agosto sarà passato un anno dalla strage di Brandizzo, in cui pe…
La mobilitazione dei manutentori, e quella dei macchinisti e capitreno, a c…
Più di mille persone, tra attivist*, militant*, lavoratori e lavoratrici ha…
Mentre il collettivo di fabbrica ex-GKN si prepara a scendere in piazza con…
Alcune settimane fa, Marco Pagli ha vinto il premio letterario “Il pane e l…
Dal 30 maggio, a Campi Bisenzio (FI), i lavoratori in appalto a Mondo Convenienza stanno scioperando e presidiando davanti ai cancelli del magazzino. Nelle scorse settimane la vertenza si è anche estesa ai magazzini di Roma e Bologna. Abbiamo intervistato Luca Toscano, coordinatore del sindacato SI Cobas di Prato e Firenze, con cui i lavoratori stanno portando avanti la lotta.
Proponiamo la traduzione di un articolo uscito sul blog di Michael Roberts,…
Si apre domani il XIX Congresso nazionale della CGIL a cui sarà interverrà …
La manovra finanziaria del governo Meloni si presenta come un chiaro segnal…
In questi giorni gli scioperi dei lavoratori del settore petrolifero stanno…
Un nuovo ricatto da parte della proprietà colpisce i lavoratori GKN che ril…
L’ennesima vittima sul lavoro di quest’anno è un ragazzo di 18 anni di Venezia. È stato travolto da una lastra di metallo nel suo quarto giorno di PCTO. Sale a tre il numero di ragazzi morti nello svolgimento di questi percorsi per le competenze. Il tema della sicurezza sul lavoro richiede un’immediata convergenza del movimento studentesco con quello operaio.
La lotta contro licenziamenti e condizioni di lavoro insicure alla Miliardo Yida di Alessandria ha portato alla luce la brutale situazione di sfruttamento anche nell’industria più “moderna” e “verde”. Ottavia Salvador ce ne offre un quadro grazie a delle significative testimonianze operaie che ha raccolto.
La risposta delle potenze occidentali all’invasione russa dell’Ucraina non è solo militare, ma anche economico-finanziaria: le sanzioni previste e la rottura improvvisa di vari legami economici minacciano seriamente le condizioni di vita della popolazione russa.
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