Secondo un rapporto del think tank “Institute for Policy Studies”, la ricchezza dei miliardari americani è aumentata di 282 miliardi di dollari, pari ad un incremento del 10%. Dalla metà di marzo ad oggi tuttavia, oltre 30 milioni di americani si sono iscritti alle liste di disoccupazione.


Secondo un rapporto del think tank statunitense Institute for Policy Studies, oltre 30 milioni di americani hanno perso il lavoro dall’inizio della pandemia ed il tasso di disoccupazione è salito al 15%, ma nelle ultime tre settimane la ricchezza dei miliardari americani è aumentata di 282 miliardi. Cifre eloquenti che dimostrano come il capitalismo continui la sua corsa al profitto, scaricando il costo della crisi sulle spalle dei lavoratori e dei più precari, in sprezzo delle nostre vite e della nostra salute. Un fenomeno di portata mondiale che non riguarda solo gli USA.

La crisi del coronavirus riduce alla fame milioni di persone e mette in luce ed esacerba numerose ingiustizie, prima fra tutte lo sfruttamento dei lavoratori, ma essa è un’autentica manna per i ricchi. Tra questi c’è sicuramente Jeff Bezos, presidente e amministratore delegato di Amazon, che il 15 aprile ha visto aumentare il proprio capitale di 25 miliardi rispetto al 1 gennaio 2020. Una cifra superiore al PIL dell’Honduras, che dimostra ancora una volta le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza.

Se Bezos può tranquillamente continuare ad arricchirsi in questo periodo di difficoltà e di precarietà per la maggior parte della popolazione mondiale è perché intensifica lo sfruttamento dei suoi dipendenti, mettendo deliberatamente a rischio la loro salute. Per garantire la distribuzione anche dei beni non essenziali, Amazon ignora deliberatamente i casi di Covid-19 che si sono verificati in alcuni dei suoi magazzini e, malgrado gli annunci della direzione, non assicura le misure di protezione elementari come la distribuzione di mascherine e disinfettanti ai dipendenti o l’uso dei dispositivi per la misurazione della temperatura corporea. Quando alcune voci si levano per denunciare queste condizioni di lavoro vengono prontamente e duramente messe a tacere da Amazon, come dimostra il licenziamento di uno degli organizzatori della manifestazione dei corrieri lo scorso 30 marzo a New York.

Quest’indecente e ingiusto arricchimento da parte di un manipolo di persone nella situazione di crisi che stiamo attraversando è solo uno dei numerosi esempi della disuguaglianza nella distribuzione delle ricchezze. Ricchezze che sono prodotte proprio dalla classe operaia mettendo a rischio la propria salute. Ancora una volta sarà la classe operaia ad essere sacrificata e che subirà tutte le conseguenza della crisi economica che si annuncia. È di vitale importanza perciò mettere il padronato e il governo di fronte alle proprie responsabilità ed esigere che siano i capitalisti a pagare le conseguenze della crisi.

Natacha Lubin

Traduzione di Ylenia G. da Révolution Permanente