Pubblichiamo la dichiarazione politica della Liga de Trabajadores por el Socialismo (LTS), sezione venezuelana della Frazione Trotskista – Quarta Internazionale (FT-QI), diffusa lo scorso 4 maggio a fronte del tentativo armato di colpo di Stato ai danni del Venezuela. Contro ogni ingerenza dell’imperialismo, l’America Latina non è il cortile degli USA!


Il tentativo di incursione armata in Venezuela, chiamato “Operazione Gideon”, è venuto allo scoperto tra domenica 3 e lunedì 4 maggio. Il tentativo di colpo di stato ha avuto legami sia con la Colombia che con gli Stati Uniti. Due dei mercenari sono, secondo quanto riferito, veterani dell’esercito statunitense che lavorano per una società di sicurezza privata, la Silvercorp USA, con legami con il presidente Trump. Questo atto è palesemente opera dell’imperialismo statunitense. I socialisti venezuelani condannano tutti i tentativi di colpo di stato degli Stati Uniti, così come le sanzioni e le politiche imperialiste.

Ripudiamo e condanniamo l’incursione di mercenari USA e dei soldati venezuelani dissidenti.

Nella prima mattinata del 3 maggio, una barca è stata attaccata a La Guaira dal governo venezuelano, causando la morte di otto membri del suo equipaggio, composto da disertori dell’esercito venezuelano. Il 4 maggio è stata intercettata un’ altra imbarcazione al largo della costa dello stato di Aragua e il suo equipaggio, anch’esso composto da otto persone, è stato catturato. Tra di loro c’erano due mercenari americani, chiamati eufemisticamente “contractors”, ex Berretti Verdi che ora lavorano per la Silvercorp, una compagnia di mercenari americani.

Tra gli arrestati a Chuao (Aragua) c’era Josnar Adolfo Baduel, figlio del generale Raúl Baduel, figura chiave dell’esercito che combatté per il ritorno di Chávez alla presidenza dopo il colpo di Stato dell’11 settembre 2002. Ma cadde in disgrazia anni dopo, venendo accusato di corruzione e poi di cospirazione contro il governo, e rimanendo imprigionato per diversi anni.

Domenica sera è venuto alla luce un video in cui un soldato dissidente, di nome Javier Nieto Quintero, insieme a Jordan Goudreau, presentato come “membro delle forze speciali dell’esercito degli Stati Uniti” e proprietario della Silvercorp, si rivolge all’esercito venezuelano e al Paese, assumendosi la responsabilità delle incursioni, e chiedendo sostegno per quella che chiamano un’azione “per la liberazione”. Secondo Nieto Quintero, questa azione si basa sulla “Costituzione nazionale e sulle corti internazionali”, cioè sulle corti degli Stati Uniti e sul loro uso politico come sistema extraterritoriale di “giustizia” al servizio delle aspirazioni neocoloniali dell’imperialismo.

Come Liga de Trabajadores por el Socialismo condanniamo in tutto e per tutto questa azione militare finanziata dagli Stati Uniti e organizzata con il patrocinio della politica interventista statunitense nel nostro paese. Come socialisti rivoluzionari che lottano contro le politiche antioperaie e repressive del governo di Maduro e delle forze armate, difendiamo ferocemente la nostra sovranità nazionale anche contro gli attacchi dell’imperialismo statunitense, il primo rappresentante della reazione capitalista, il saccheggio imperialista e il tentativo di sottomissione di intere nazioni e popoli.

Il governo di Maduro ha riferito di aver sequestrato fucili d’assalto e attrezzature tattiche militari. Uno degli aggressori uccisi nel primo raid era noto come “Pantera”, un collaboratore del Maggior generale in pensione Cliver Alcalá, il quale venne accusato di aver partecipato a dei tentativi falliti di rovesciare il governo e che era stato imprigionato mesi fa in Colombia dagli Stati Uniti, dopo essere stato protetto per lungo tempo dai governi colombiano e statunitense.

Secondo quanto riportato dalla stampa, le ultime deposizioni di alcune delle persone coinvolte e i video che sarebbero stati registrati dagli aggressori ieri al momento del raid, l’attacco è stato effettuato da 60 disertori delle forze armate venezuelane, addestrati nei campi al confine colombiano con il Venezuela sotto la guida di Cliver Alcalá e con l’appoggio di Goudreau e della sua compagnia.

In un’intervista rilasciata in un programma condotto da Patricia Poleo, giornalista di destra residente negli Stati Uniti, Goudreau ha rivelato un contratto firmato con Juan Guaidó e il suo principale consigliere politico, J. J. Rendón, per il finanziamento e il sostegno dell’incursione. Egli sostiene che Guaidó e il governo colombiano non hanno rispettato il contratto e non hanno pagato loro i milioni di dollari che avevano promesso di versare. Tutto indica che si tratta dello stesso contratto a cui alludeva Clíver Alcalá il giorno dopo essere stato inserito nella lista dei “ricercati” per la quale l’amministrazione Trump ha offerto milioni di dollari, e che comprendeva Maduro.

Goudreau ha sostenuto che l’operazione “per la liberazione del Venezuela” sia ancora in corso e che abbia già uomini in territorio venezuelano. La stessa affermazione era stata fatta dal leader del colpo di Stato del 2002 Molina Tamayo, intervistata da Napoleón Bravo, un altro giornalista apertamente favorevole al colpo di Stato, nell’aprile 2002.

Questo non è il primo tentativo di colpo di Stato guidato dal gruppo Alcalá e organizzato dalla Colombia. I disertori militari in Colombia hanno rivendicato la responsabilità del tentativo di assassinio del 2018 contro Maduro, tramite drone, così come di altri tentativi di colpo di stato che sono stati sventati dal governo nazionale. Questi non sarebbero stati appoggiati o espressamente sostenuti dagli Stati Uniti o dall’opposizione venezuelana nel suo complesso.

Il 23 febbraio 2019, in mezzo alla provocazione lanciata dall’ingresso di “aiuti umanitari” attraverso i confini della Colombia e del Brasile, tramite i quali si cercava la “rottura” delle Forze armate per rovesciare Maduro, Alcalá ha guidato un gruppo di 200 disertori nel tentativo di provocare una scaramuccia armata con le forze venezuelane al confine con la Colombia. La polizia colombiana ha fermato l’operazione, temendo che potesse scatenare un conflitto più ampio tra i due Paesi.

Il caso più recente di aggressione statunitense contro il Venezuela è stato l’annuncio di un ampio dispiegamento di navi e aerei nei Caraibi, vicino alle coste venezuelane, con la scusa di combattere i trafficanti di droga. Questo tipo di misure incoraggiano azioni come quelle di questo gruppo. Infatti, uno degli argomenti addotti dai sostenitori dell'”Operazione Gideon” sono le accuse di “traffico di droga” rivolte a Maduro e ad altri alti funzionari del governo nei tribunali statunitensi.

Guaidò e l’opposizione venezuelana affermano che l’azione dei mercenari sia stata uno stratagemma del governo. Negano l’esistenza del contratto con i mercenari e le dichiarazioni di Goudreau e Alcalá. Un settore interventista di estrema destra, tuttavia, supporta le incursioni. Al di là delle fratture, delle sfumature e degli scontri tra Guaidó, il governo colombiano, l’amministrazione Trump e la forza golpista precedentemente guidata da Alcalá, fanno tutti parte della stessa alleanza politica pro-imperialista e pro-golpe. La Colombia si è offerta come piattaforma per tutti i tentativi di golpe che sono stati fatti (quelli “ufficiali” e “irregolari”); Alcalá ha sostenuto Guaidó dopo la sua autoproclamazione e si è unito al suo appello alle forze armate per rovesciare Maduro. Era una figura chiave in questo tentativo, un soldato che aveva difeso Chavez contro il colpo di stato del 2002, ma che era diventato pro-imperialista. Tutto questo è avvenuto nel contesto dell’estorsione imperiale degli Stati Uniti.

I mercenari hanno fornito i loro “servizi” al “governo provvisorio” dal febbraio 2019, gestendo la sicurezza del concerto “Venezuela Live Aid” a Cúcuta, una facciata “culturale” per una provocazione golpista e interventista. Da notare che gran parte del denaro utilizzato da Guaidó per questo tipo di contratto proviene dalle risorse che il governo Trump ha confiscato al paese e che ha messo nelle mani dei suoi alleati dell’opposizione di destra. Queste stesse risorse sono state oggetto di molti scandali di appropriazione indebita, clientelismo e corruzione.

Tutto indica che l’attacco sia stato perpetrato da un gruppo di disertori militari, sia per conto proprio sia come risultato della loro collaborazione con gli Stati Uniti e di estorsioni e offerte di questi ultimi alle forze armate venezuelane. Insieme a questa compagnia mercenaria privata, dopo aver trascorso molto tempo sotto la protezione del governo statunitense e dei suoi alleati (come il governo colombiano) e dopo aver avuto stretti legami con Guaidó e sostenuto i suoi piani, fino a firmare contratti per le loro operazioni, questo gruppo sembra aver preso le distanze e continuato i piani da solo. Indipendentemente da questi attriti e da queste differenze, sono reazionari che condividono l’obiettivo comune di promuovere una politica di interferenza imperialista in Venezuela.

Non si può tuttavia escludere che le agenzie militari e di intelligence del governo degli Stati Uniti, anche senza un impegno ufficiale, lascino che questi piani facciano il loro corso per attendere i risultati e agire se i loro risultati risultino soddisfacenti.

Come abbiamo sostenuto in occasioni analoghe, il rifiuto di queste azioni e tentativi imperialisti non implica alcun sostegno politico al governo quasi dittatoriale di Maduro. Al contrario, si basa sulla certezza che l’opposizione di destra al colpo di Stato e il governo Trump non sono in alcun modo amici del popolo venezuelano, che i loro interessi sono diametralmente opposti a quelli della classe operaia e dei settori popolari del Paese e che, quindi, non sono in alcun modo un’alternativa progressista o auspicabile. Sono, al contrario, nostri nemici. Si basa sulla certezza che la lotta contro il governo Maduro deve andare di pari passo con il confronto con le aspirazioni neocoloniali degli Stati Uniti.

Il necessario regolamento dei conti con il regime di Maduro e le forze armate è compito esclusivo del popolo lavoratore venezuelano, non di Trump, né del suo governo imperiale né dei suoi mercenari. I conti dovranno essere regolati anche con Guaidó e il suo gruppo, che hanno promosso gli attacchi contro il Paese, come la confisca delle imprese, il blocco dei pagamenti e delle risorse, l’embargo petrolifero e, in generale, le sanzioni che aumentano le sofferenze del popolo.

Questo tipo di azioni e le risposte del governo tendono ad accentuare il ruolo dei militari come “arbitri” della situazione nazionale. È molto probabile che Maduro e le forze armate approfitteranno di questi eventi per intensificare l’attacco ai diritti democratici dei lavoratori, come la libertà di manifestazione, di riunione sul posto di lavoro, il diritto di denunciare le irregolarità, ecc. che noi respingiamo. Le più recenti di queste azioni sono state proteste e piccole rivolte scatenate dalla crescente fame tra la popolazione. Sono state accolte da una feroce repressione governativa, a seguito della quale una persona è morta e decine di persone sono state incarcerate. Abbiamo già fatto notare che possono essere usati come pretesto per dare più libertà d’azione ai gruppi paramilitari che, con il pretesto di “affrontare le minacce imperialiste”, in realtà sono usati per intimidire il popolo.

Di fronte a questi attacchi, respingiamo pienamente l’assoggettamento del paese alle azioni di questi sottoprodotti della politica imperialista statunitense, come i “contractors”, che non sono altro che aziende private che traggono profitto dalle guerre d’invasione degli Stati Uniti e dal sangue dei popoli su cui l’imperialismo statunitense punta. È nel contesto delle invasioni e delle guerre condotte dagli Stati Uniti contro altri popoli, che causano devastazioni e morti di massa, che questi cani da guerra vengono addestrati.

Chiediamo alla classe operaia e al popolo venezuelano, che soffrono sotto il governo di Maduro,  lo ripudiano e sopportano le conseguenze dell’aggressione imperialista e delle sanzioni, di opporsi pienamente anche al saccheggio del nostro paese in una guerra imperialista e allo sfruttamento delle vite e del sangue del popolo venezuelano come semplici opportunità di affari per questa classe di mercenari e per coloro che li sostengono in Venezuela. Inoltre, al di là dei confini del Venezuela, è nell’interesse di tutti i lavoratori e di tutti i popoli latinoamericani ripudiare e sconfiggere qualsiasi tentativo di ingerenza imperialista e di attacco contro uno qualsiasi dei nostri paesi.

 

Liga de Trabajadores por el Socialismo