Mentre l’Unione Europea e i vari stati nazionali si apprestano ad elargire regalie e crediti alle aziende private strategiche, sulla scia delle migliaia di miliardi di incentivi ed aiuti a chi già li possiede, nei vari stati colpiti dalla pandemia ciò che caratterizza le manovre verso i lavoratori è la lentezza dei pagamenti della cassa integrazione. E si parla di mesi di ritardo, non certo di giorni!

A Barcellona, in Spagna, dal 25 maggio decine e decine di manifestanti hanno protestato, mantenendo le distanze di sicurezza per l’emergenza, per chiedere il pagamento immediato degli arretrati. Si tratta dei lavoratori cassintegrati del servizio nazionale per l’impiego.

Questa dinamica è la stessa per migliaia di migliaia di lavoratori, in Spagna come in Italia, ed è l’emblema di una società che lascia indietro gli ultimi.

La celerità nel pagamento dei miliardi alle imprese, sventolata come vittoria da tutti gli stati europei colpiti dalla pandemia, lascia intendere quelle che sono le reali priorità per questa società: garantire la continuità della produzione, dello sfruttamento. Che poi i lavoratori spagnoli ed italiani, con le loro famiglie, siano in condizioni economiche pessime, beh!

Pretendiamo il pagamento della cassa integrazione arretrata a tutti i lavoratori e le lavoratrici di settori colpiti dalla crisi economica!
Pretendiamo la fine degli incentivi per le imprese private ed il reinvestimento delle somme nella sanità pubblica!
Pretendiamo la nazionalizzazione senza indennizzo delle imprese che licenziano o che dichiarano di non poter mantenere la produzione senza incentivi governativi nazionali o europei!

 

Michele Sisto