Condividiamo l’intervento del giovane leader del sindacato universitario di San Paolo e militante del MRT durante l’Atto Internazionale contro il razzismo e la violenza della polizia, trasmesso contemporaneamente dalla Rete internazionale dei giornali online La Izquierda Diario.


“Questo sistema miserabile che usa il razzismo per sfruttarci ancora di più”

Buonasera compagni e compagne,

Nelle ultime settimane ho seguito la lotta dei rider delle app qui in Brasile e uno di loro mi ha chiesto “riesci a immaginare di lavorare con il cibo sulla schiena, senza avere niente da mangiare?”

Si tratta della cosiddetta “modernizzazione dei rapporti di lavoro” sostenuta da Bolsonaro e dalle sue riforme. No, questa non è modernizzazione! Si chiama capitalismo!

E l’eredità schiavista qui in Brasile fa sì che la stragrande maggioranza di queste giovani sia nera, ed è per questo che nelle loro proteste sentiamo anche il grido: le vite nere contano!

Comprendere cosa fosse la schiavitù ci aiuta ad avere più motivi per combattere il capitalismo, questo sistema miserabile che usa il razzismo per sfruttarci ancora di più.

Utilizzando argomenti religiosi e pseudo-scientifici, la borghesia ha cercato di giustificare la presunta inferiorità di milioni di persone sulla base delle loro caratteristiche fisiche. Questo per lasciare il posto a quello che Marx ha definito un pilastro decisivo dell’accumulazione primitiva del capitale e che è stata anche una delle più grandi atrocità della storia dell’umanità: la schiavitù di oltre 12 milioni di africani.

In Brasile, la fine della schiavitù è avvenuta nel 1888. E ci viene insegnato che ciò è stato opera di una principessa per nascondere la storia della lotta del popolo nero. La nostra storia è la storia dei Quilombos, di Zumbi de Palmares, della rivolta dei Males, della rivolta di Chibata, dei lavoratori che hanno difeso l’unità dei bianchi e dei neri all’interno dei sindacati. È la storia di un popolo che grida ancora oggi: faremo Palmares ancora una volta!

 

Una lotta contro il razzismo inseparabile dalla lotta contro il capitalismo

Il razzismo moderno si approfondisce con lo sfruttamento capitalistico, ancor più in Brasile, che è il più grande Paese nero al di fuori dell’Africa, dove tutti i governi hanno tenuto i neri, ma anche gli indigeni, gli immigrati e gli abitanti del nordest nelle peggiori condizioni di vita.

Come negli USA, anche qui in Brasile sono state approvate alcune azioni positive, ma questo non ha cambiato la realtà dei 31 milioni di persone che non hanno i servizi igienici di base, dei 13 milioni che vivono nelle baraccopoli, e che sono per lo più neri. 

Lo stesso PT, che ha approvato la legge delle quote razziali, ha applicato anche attacchi come la riforma della sicurezza sociale negli Stati in cui governa.

Per questo lottiamo per ogni diritto dei neri, ma il nostro obiettivo non è che i neri possano far parte della borghesia o della classe media, mentre la maggior parte della nostra gente vive nella miseria. Ecco perché lottiamo contro il razzismo in modo inscindibile dalla lotta contro il capitalismo.

E in questa lotta non ci inganniamo, compagni

I poliziotti che si inginocchiano sul collo dei neri non sono nostri alleati!

È un grosso errore che le correnti di sinistra qui in Brasile, come il PSOL e il PSTU, considerino i poliziotti come parte della classe operaia che dovrebbero essere all’interno dei sindacati. Ma ogni giorno nelle favelas moi perdiamo migliaia di giovani che vengono uccisi dalle stesse forze dell’ordine che organizzano le milizie, che sono le basi del bolsonarismo.

In Brasile, come hanno fatto i lavoratori in sciopero negli Stati Uniti, dobbiamo chiedere l’espulsione della polizia da tutti i loro sindacati

Come diceva CLR James: l’unico posto dove i neri non si ribellano è nei libri degli storici borghesi. Per questo è necessario recuperare la storia del movimento rivoluzionario internazionale. Fin dai tempi della Prima Internazionale, con Karl Marx che ha sostenuto la lotta contro la schiavitù, come nella guerra civile statunitense, contro il razzismo e in difesa delle lotte anti-coloniali, come in Cina e in India.

Dobbiamo recuperare le battaglie della III Internazionale prima della sua degenerazione stalinista, quando difendeva con tutte le sue forze la parità di retribuzione tra bianchi e neri.

E anche le battaglie della IV Internazionale quando Trotsky ha detto che i lavoratori neri coscienti sono chiamati dalla storia a prendere il posto di avanguardia della classe operaia. Queste battaglie sono più attuali che mai.

Contro ogni imperialismo e la loro spoliazione senza limiti, dobbiamo unire la nostra classe con tutti i popoli del mondo, unificando la classe operaia senza frontiere, combattendo per mettere forti partiti rivoluzionari sulla strada della ricostruzione della IV Internazionale.