La politica “securitaria” del presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, non è che l’attuazione brutale della logica del governo nazionale di “cura medievale” a suon di quarantena, militarizzazione e terrorismo mediatico contro la massa della popolazione, a fronte di una politica criminale di mancato adeguamento del sistema di trasporti, sanità e scuola al fine di contenere efficacemente il Coronavirus.


Recentemente, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rieletto grazie alla politica del terrore e alle sue prese di posizione drastiche sulla pandemia Covid-19, sta facendo nuovamente da “apripista” rispetto alle manovre che con ogni probabilità saranno varate dal Governo Conte.

Già nel recente passato pandemico De Luca aveva emesso delle ordinanze regionali che poi sono state adottate dal governo: ricordiamo le vicende sui bar, sulla movida e sullo sport all’aperto…
Eppure, all’epoca, l’attacco contro gli studenti era stato in un qualche modo evitato, colpa forse della chiusura centralizzata della scuola e della DAD (didattica a distanza): De Luca non aveva potuto attaccare gli studenti, ancora.

Oggi, però, la nuova fase pandemica, che mostra ancor più l’incapacità di tutto il sistema capitalistico di far fronte alla crisi con responsabilità diretta, pone le basi al “personaggetto” per sbizzarrirsi nell’attaccare a desta e a manca chi, nella realtà dei fatti e nella statistica, colpe non ne ha, pur di non ammettere le proprie colpe ed i limiti strutturali di questa società.

I dati parlano chiaro: al 10 ottobre, gli studenti contagiati di ogni ordine e grado sono 5.793 (lo 0,080% del totale), i docenti 1.020 (0,133%) ed il personale non docente 283 (0,139%). Ora, seppur vero che i contagi maggiori avvengono nel nucleo familiare, l’imputare agli studenti il reato di ungere la popolazione di SARS-CoV-2 resta ugualmente sconnessa dalla realtà.

E questo, a detta di molti studiosi e clinici: la maggioranza dei contagi avvengono, infatti, sì in feste private ma anche – e soprattutto – nel trasporto pubblico!

Allora, perché mai un governatore (e tanti altri che lo seguiranno come al solito) ha la necessità di attaccare gli studenti quando questi, per la fase attuale, risultano come comparse nella scena pandemica? Il motivo è sempre lo stesso: attaccarli oggi per educarli a vita al sistema di oppressione e sfruttamento che dovranno sorreggere con le loro spalle fino allo sfinimento.

Questa logica, brutale, è più o meno presente in quasi tutte le ultime leggi che hanno contribuito ad affossare il sistema scolastico pubblico. Questa logica è assolutamente da combattere. Additare gli studenti, i docenti, chi pratica sport non agonistico, chi porta a spasso i cani, chi consuma una bevanda alcolica la sera, tutto ciò vuol dire non voler prendere di petto la realtà.

Eppure questa ci mostra in ogni occasione dove avvengono i contagi: nelle fabbriche, sui mezzi di trasporto collettivo e, in misura minore, nelle feste: noi personale sanitario sappiamo bene da dove un paziente ha contratto il virus; noi riusciamo a ricostruire il famoso “link” epidemiologico.

E come se ciò non bastasse, le denunce sugli assembramenti nelle fabbriche e nei mezzi del trasporto pubblico sono all’ordine della quotidianità. Da Napoli a Milano, tutta la penisola è virtualmente inondata di immagini in cui vengono mostrate scene surreali nelle metropolitane, nei bus, etc… Per non parlare delle fabbriche, dove la denuncia operaia degli ultimi tempi sta mettendo in luce le scarse risorse che i padroni mettono in campo per prevenire i contagi: fabbriche che diventano delle vere e proprie zone rosse.

Non c’è da stupirsi, quindi, che il nucleo familiare stretto sia quello a maggior rischio: chi torna a casa dal lavoro, utilizzando semmai i mezzi del trasporto pubblico, stante le misure attuali, ha un’altissima probabilità di contagiarsi e contagiare i famosi “affetti”.
E, se tutto ciò non dovesse ancora suscitare rabbia, a livello sanitario, ciò che doveva esser fatto (e che poteva esser fatto) dalla fine della fase uno, con responsabilità principale proprio di chi oggi vomita odio e attacca gli studenti, non è stato neanche ipotizzato.

Una sanità che viaggia male, decentrata a livello regionale, con dinamiche forse peggiori della prima ondata in quanto a prevenzione e gestione pandemica, è la chiave di lettura dei tanti De Luca che attaccano gli innocenti e strumentalizzano una crisi sanitaria globale, sia per tornaconto che per codardia, soprattutto se si tratta di ammettere le proprie colpe e l’inadeguatezza della società capitalistica nel far fronte alla crisi.

Rispediamo al mittente gli attacchi di De Luca contro gli studenti, che passano addirittura per la condanna a mo’ di inquisitore della festa di Halloween – come se le feste cristiane fossero per loro natura Covid-free! Ai suoi provvedimenti va contrapposto un piano straordinario di misure per scongiurare un ritorno allo scenario di caos e morte che la disastrosa gestione confindustriale della pandemia ha generato nella prima parte del 2020.

Ecco alcuni esempi delle misure necessarie alla classe lavoratrice, alla gioventù, alla popolazione povera e in via di impoverimento, perché diventino una base per mobilitarci e lottare:

1) Tamponi e screening di massa gratuiti per tutt*, studenti, docenti, famiglie, lavoratori, disoccupati e popolazione più a rischio;

2) DAD come misura limitata e d’emergenza per salvaguardare la salute di studenti e docenti, ossia soltanto quando in situazioni di quarantena di gruppo l’alternativa è un blocco dell’attività scolastica per due settimane per un’intera classe;

3) Contro i feudi sanitari regionali, centralizzazione  e ripubblicizzazione della sanità sotto il controllo del personale sanitario e non più di qualche direttore nominato dai governatori. Riaprire gli ospedali chiusi per i tagli, assumere in pianta stabile tutto il personale sanitario necessario a fronteggiare la crisi!

4) Esproprio immediato senza indennizzo di tutte le fabbriche-focolaio in cui i padroni non tengono conto opportunamente del rischio covid e della salute dei lavoratori, con il controllo delle stesse che deve passare alle assemblee operaie della fabbrica stessa;

5) Gestione centralizzata del monitoraggio dei contagi nelle mani di tecnici realmente slegati dalla politica borghese e filo-Confindustria, dotati di strumenti e risorse adeguati, col fine di gestire il link epidemico in Italia in maniera scientifica;

6) Prelievo patrimoniale straordinario del 10% sul 10% più ricco della popolazione per finanziare lo sforzo sanitario straordinario di cui abbiamo bisogno, comprese le misure di continuità di salario e reddito per la popolazione povera che sta pagando anche questa crisi.

 

Michele Sisto